<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767</id><updated>2012-02-02T15:58:43.412+01:00</updated><category term='Scuola e educazione'/><category term='dizionario'/><category term='Sicilia'/><category term='classici'/><category term='linguistica'/><category term='sport'/><category term='scienze naturali'/><category term='la poesia del lunedì'/><category term='me'/><category term='libri'/><category term='Luciano Canfora'/><category term='Comunismo socialismo movimento operaio'/><category term='cinema teatro spettacolo fotografia fumetti'/><category term='Comunismo italiano'/><category term='Liliana Genovese'/><category term='librocronaca'/><category term='Franco Fortini'/><category term='l&apos;articolo della domenica'/><category term='comunismo sovietico Russia Urss del 900'/><category term='pittura scultura architettura arti tradizionali'/><category term='maestri e compagni'/><category term='antichità classiche'/><category term='politica'/><category term='costume e società'/><category term='la'/><category term='poeti'/><category term='musica e canto'/><category term='altre poesie'/><category term='pagine di storia'/><category term='lettere e interventi'/><category term='Salvatore Lo Leggio'/><category term='scienze umane e filosofia'/><category term='politica internazionale'/><category term='Italia contemporanea'/><category term='letteratura'/><category term='Ottocento'/><category term='Leonardo Sciascia'/><category term='Napoli e dintorni'/><category term='Novecento'/><category term='economia lavoro diritto diritti'/><category term='storia storie'/><category term='gastronomia e alimentazione'/><category term='racconti'/><category term='viaggi e geografia'/><category term='matematica logica giochi'/><category term='medicina'/><category term='religioni'/><category term='Socialismo italiano'/><title type='text'>Salvatore Lo Leggio</title><subtitle type='html'>Politica,storia,letteratura e varia umanità. Pezzi vecchi e pezzi nuovi. Ogni lunedì una poesia. Borghesi e reazionari, pretonzoli e codini, reggicode e reggisacchi, ruffiani e pecoroni, tremate!</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>2554</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-4772778862234743548</id><published>2012-02-02T13:31:00.001+01:00</published><updated>2012-02-02T15:58:43.423+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri e compagni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='classici'/><title type='text'>Capolavori: "Il sogno della camera rossa" (di Aldo Natoli)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Aldo Natoli, medico antifascista, dopo la Liberazione fu uno dei più prestigiosi dirigenti del Pci romano e nazionale. Fu poi, nel 1969, tra i fondatori de “il manifesto” e si appassionò al maoismo e alla Rivoluzione culturale. Letterato fine, si interessò anche della storia e della letteratura cinesi. Da collaboratore del “manifesto” e di “Repubblica” recensì più di una volta testi che provenivano dall’Estremo Oriente. Qui si confronta con un capolavoro assoluto, uno del “quattro romanzi classici” della Cina, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il sogno della camera rossa &lt;/i&gt;e lo fa con puntualità e con sensibilità, senza la spocchia dei critici letterari di mestiere o di certi sinologi. Il ritaglio onde ho ricopiato l’articolo è dei primissimi anni Ottanta, ma non c’è data. (S.L.L.) &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-6A8ou-GJ--A/TyqB5SnPSCI/AAAAAAAAGKQ/JdA4N0SnAJ4/s1600/sogno+camera+rossa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-6A8ou-GJ--A/TyqB5SnPSCI/AAAAAAAAGKQ/JdA4N0SnAJ4/s400/sogno+camera+rossa.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il sogno della camera rossa&lt;/i&gt;, il grande romanzo cinese del XVIII secolo, capolavoro incompleto di Ts'ao Hsueh-Ch'in, stampato per la prima volta nel 1792 in una versione portata a compimento dal contemporaneo Kao Ngo, viene ora offerto al pubblico italiano in una versione a cura e con introduzione di Edoarda Masi: un nome che fornisce al lettore la massima garanzia di fedeltà al testo, fin nelle sottili sfumature e ambiguità peculiari della lingua classica cinese (Utet, 3 volumi, oltre 1200 pagine, s.i.p.).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il più celebre dei romanzi classici cinesi (su di esso si è alimentato in Cina un dibattito interpretativo e critico che dura tuttora), fu scritto all'inizio della seconda metà del secolo XVIII, fra il 1752 e il 1763, anno della morte dell'autore: dunque sotto la dinastia dei Ching, che sopravviverà fino al 1911, quando crolla l'impero. Il romanzo è un affresco grandioso, popolato da oltre 400 personaggi, di cui almeno una quarantina di primo piano. Attraverso il prisma della vita quotidiana di una grande famiglia di aristocratici funzionari imperiali, un fascio di luce rivelatore viene proiettato fin nelle più intime pieghe della società «feudale» cinese; e, anche se nel testo manca qualsiasi preciso riferimento temporale (ovvio riserbo dell'autore), ad ogni passo si&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;avverte che un'antichissima civiltà stancamente ha già cominciato a franare su se stessa, soffocata dalla propria, pur ricchissima, tradizione culturale, estenuata dallo sperpero della propria opulenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma nessuno si aspetti un romanzo «sociale». Il microcosmo della famiglia patriarcale-feudale vive e soffre delle sue tensioni interne, e queste si coagulano volta a volta nelle passioni dei personaggi. Sono passioni smisurate o meschine, ma tutte impossibili, quindi fatalmente votate ad uno sbocco di tragedia quando si scontrano con la rigidità dell'ordine familiare-sociale, scandito dalla inviolabile tradizione confuciana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La famiglia-clan è un organismo estremamente complesso, ricco di diramazioni collaterali, prolungato nelle schiere innumerevoli di servi, schiavi affrancati e non (i «famigli»). Il padre detiene il potere supremo e assoluto, ma distante per le sue occupazioni pubbliche (gli affari di Stato, la Corte). Depositaria del potere di fatto è la madre («domina» ), reminiscenza forse di un passato matriarcato. Tutti i componenti la famiglia occupano un proprio spazio, delimitato" come in una scacchiera: in esso si vive e si muore senza possibilità di trasgredirlo. I riti segnano il destino delle persone, e nel contrasto è la fonte della tragedia; ma questa è l'eccezione (allora sì mortale), non la regola. La regola è la benevolenza dei superiori, la raffinata cortesia fra uguali, l'eleganza nei trattenimenti, la profusione incredibile di stanze adorne, di giardini, di fiori, di stagni, di poesia e di sogno negli &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;otia&lt;/i&gt; squisiti, e fino a un certo punto comuni, di padroni e servi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La vita sembra fluire armoniosa come nella favola più delicata fino a quando tutti e ognuno si attengono alle regole custodite dal potere supremo; i colpevoli, veri o presunti, saranno immediatamente colpiti con crudeltà e spietatezza, fino alla morte, ma più spesso a questa perverranno come ad una liberazione: dai vaghi stagni gremiti di fiori di loto si ripescano i cadaveri dei suicidi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Se queste sono le due facce — luna e 1' altra implacabili — dell'ordine familiare (e sociale) regolato dai «riti», si comprende come ogni impulso di trasgressione debba risultare eversivo e autodistruttore. Il contrasto fra i sentimenti personali, forse si potrebbe già dire la libertà della persona, certamente l'amore, e, dall'altra parte, i «riti», ecco, questa può essere una delle chiavi per afferrare almeno una parte dei messaggi trasmessi da questo romanzo straordinario.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Secondo questa interpretazione, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Il sogno della camera rossa&lt;/i&gt; sarebbe anzitutto un grande romanzo d'amore. Al centro di esso, due indimenticabili personaggi, sbalorditivi nella modernità delle loro nevrosi un giovane rampollo della famiglia aristocratica, Pao-yu , e una ragazza orfana e povera proveniente da un ramo collaterale della famiglia. Romeo e Giulietta in Cina?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Due personalità anticonformiste, eterodosse perché letteralmente intolleranti dell'ortodossia. Pao-yu che non vuole seguire gli studi prescritti dalla sua casta, che non vuole sottoporsi agli esami, che non vuole seguire la carriera di funzionario cui è destinato, ingannato e impedito nel suo amore per la «sorellina», esprimerà il suo rifiuto del sordido mondo che gli si vuole imporre fuggendone la vanità nel verbo dei monaci buddisti e taoisti. Alla «sorellina» Tay-yu , delicata autrice di versi finissimi, fragile creatura, portatrice di un amore sublimato, non resterà che lasciarsi morire nel profumato giardino della dimora gentilizia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La vicenda dei due amanti infelici si intreccia entro una trama fittissima dove affiorano i cupi fantasmi che annunziano la decadenza e lo sfacelo dell'impero, la corruzione dei funzionari, l'oppressione dei miseri, la violenza mascherata dal paternalismo, il moralismo dei riti fonte di ipocrisia, inganno, universale sfiducia. A quei processi di decomposizione della famiglia tradizionale (e della società) il romanzo non offre alcuna via di uscita, se non il «grande Vuoto», l'abbandono della vanità; del mondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Certo, può apparire come una forzatura parlare di «lotta delle classi» o di «iniziale transizione dall'ortodossia feudale al primo pensiero democratico», come fa oggi certa «critica» marxista-leninista a Pechino. Rimane il fatto che Pao-yu, se finirà monaco, è già un ribelle ed annunzia le generazioni di ribelli che popoleranno la storia della Cina fino alla caduta dcll'impero&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ed oltre. Rimane il fatto che, come acutamente aveva visto Lu Xun, al di là dei si gnificati occulti che sono stati cercati e che certamente sono celati nel romanzo, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il sogno della camera rossa&lt;/i&gt;, al suo apparire, e sempre più in seguito, costituì «una rottura» con le vecchie convenzioni, ne avviò la dissacrazione, fu uno stimolo alla ricerca di nuove vie di liberazione della persona.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Grande romanziere e poeta, testimone e precursore, Ts'ao Hsueh Ch'in schiude la soglia della Cina moderna. Che il lettore italiano la varchi con fiducia. alla scoperta di uno dei capolavori della letteratura mondiale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-4772778862234743548?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/4772778862234743548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=4772778862234743548' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4772778862234743548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4772778862234743548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/02/capolavori-il-sogno-della-camera-rossa.html' title='Capolavori: &quot;Il sogno della camera rossa&quot; (di Aldo Natoli)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6A8ou-GJ--A/TyqB5SnPSCI/AAAAAAAAGKQ/JdA4N0SnAJ4/s72-c/sogno+camera+rossa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-6128428372925530681</id><published>2012-02-02T10:46:00.000+01:00</published><updated>2012-02-02T10:46:10.858+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo sovietico Russia Urss del 900'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Mosca, 1924: "Abbasso il pudore" (dai diari di Michail Bulgakov)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Michail Bulgakov cominciò a compilare i suoi diari subito dopo il suo arrivo a Mosca, sul finire del 1921. Una sera di maggio del 1926, due funzionari della polizia politica bussano alla sua porta e, dopo una persecuzione accurata, li portano via insieme al manoscritto di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Cuore di cane&lt;/i&gt;. Sono stati pubblicati nel 1991, venuti fuori ad opera di un funzionario del Kgb, verosimilmente un ammiratore di Gorbacev. Il settimanale “Avvenimenti”, nel numero del 19 giugno 1991, ne pubblicò qualche pagina (altre ne diffuse dal diario dell’ultima moglie di Bulgakov, Elena Sergeevna, relative agli anni Trenta, anch’esso di recente pubblicazione moscovita) per la cura e la traduzione di Daniela Di Sora. La Di Sora a Lucetta Negarville curò in quello stesso un volume dal titolo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Mosca la città del Maestro&lt;/i&gt;, che conteneva buona parte dei diari. I brani che qui riporto, ripresi dal settimanale, sono relativi al 1924 e sono relativi alla vita quotidiana: la stampa, la coabitazione coatta, le condizioni della letteratura e, molto da lontano, la politica. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-E4_UoiSJ7tU/Typaz0-R9pI/AAAAAAAAGKI/YjNUOLXPmaA/s1600/Bulgakov+nel+1910.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-E4_UoiSJ7tU/Typaz0-R9pI/AAAAAAAAGKI/YjNUOLXPmaA/s400/Bulgakov+nel+1910.jpg" width="295" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;2 agosto, sabato&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sabato Ieri è arrivata la notizia che la carrozza di Kalinin (era da qualche parte in provincia) è stata colpita dal fulmine. Il cocchiere è morto, mentre Kalinin è rimasto illeso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il bottegaio Jarozlavcev ha finalmente fatto uscire il suo almanacco «Vozrozdenie» &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;(“Rinascita”, ndr&lt;/i&gt;), in cui c'è la prima parte di «Appunti sui polsini» fortemente deturpata dalla censura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;S. ha raccontato che il battaglione della Gpu (la polizia politica, ndr) andava alla manifestazione con l'orchestra che suonava «Tutte le ragazze lo adorano».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;9 agosto, sabato&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sabato A Mosca sono apparsi degli autobus; il percorso: Tverskaja-centro-Kalancevskaja. Per il momento sono pochi. Sono molto belli, massicci e nello stesso tempo eleganti. Di colore marrone con le cornici dei finestrini gialle. Ad un piano, ma enormi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;3 settembre, mercoledì&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sono stato dallo scrittore Lidin. Gli hanno requisito una stanza. Ha chiesto agli agenti del Mur (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Polizia giudiziaria moscovita, ndr&lt;/i&gt;) : «E dove scriverò?». Gli hanno risposto: «Puoi scrivere qui». E Lidin ha raccontato che un signore si è sposato con una signorina conosciuta per caso per la strada, solo perché questa andasse a vivere da lui. Un altro caso del genere lo conosco io personalmente: l'ebreo Rawinov ha chiesto oggi (nel negozio Raduga) che gli presentassero qualcuna da sposare immediatamente e (...) promettendo persino di mantenerla, purché vada a vivere da lui.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;12 settembre, venerdì&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Giornata chiara e soleggiata. Una novità: in questi giorni a Mosca sono apparse delle persone (maschi e femmine) completamente nude, con una fascia a tracolla con su scritto «Abbasso il pudore». Sono saliti su un tram. Il tram è stato fermato, il pubblico si è indignato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;18 ottobre, sabato&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Oggi ho perso tutto il giorno nel tentativo di farmi dare 100 rubli al “Nedra” (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;la rivista “Il sottosuolo”, ndr&lt;/i&gt;). Ci sono grandi difficoltà con il mio racconto grottesco “Uova fatali”. Angarskij ha messo in evidenza almeno venti passi che bisogna cambiare per considerazioni censorie. Chissà se passerà? Nel racconto la fine non è buona, l'ho scritta troppo in fretta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La sera sono stato all'Opera di Zimin (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ora Teatro sperimentale ndr&lt;/i&gt;) e ho visto il “Barbiere di Siviglia” in una nuova messa in scena. Splendido. Scene che si muovono, mobili che corrono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Notte tra il 20 e il 21 dicembre&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ho di nuovo trascurato il diario. E con mio grande dispiacere, dal momento che negli ultimi due mesi sono successi molti importantissimi avvenimenti. Il più importante è, naturalmente, lo scisma del partito, provocato dal libro di Trockij dal titolo “Le lezioni dell'Ottobre”; l'attacco condotto all'unisono da tutti i capoccioni del partito, con in testa Zinov'ev; l'esilio di Trockij al sud sotto il pretesto della malattia e poi il silenzio. (…) Barzelletta: “Lev Davidovic, come va la sua salute?”. “Non lo so, non ho ancora letto i giornali di oggi”. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;(allusione ai bollettini sulla salute di Trockij, spesso involontariamente comici, ndr)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-6128428372925530681?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/6128428372925530681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=6128428372925530681' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6128428372925530681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6128428372925530681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/02/mosca-1924-abbasso-il-pudore-dai-diari.html' title='Mosca, 1924: &quot;Abbasso il pudore&quot; (dai diari di Michail Bulgakov)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-E4_UoiSJ7tU/Typaz0-R9pI/AAAAAAAAGKI/YjNUOLXPmaA/s72-c/Bulgakov+nel+1910.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-9046489095838871166</id><published>2012-02-02T08:44:00.000+01:00</published><updated>2012-02-02T08:44:23.917+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri e compagni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>L'ultimo caffé. Una poesia di Luigi Pirandello</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-I-HYTqOWDsg/Tyo8oaFoLhI/AAAAAAAAGKA/iOAhNe0K5W4/s1600/EDUARDO+caff%C3%A8+2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-I-HYTqOWDsg/Tyo8oaFoLhI/AAAAAAAAGKA/iOAhNe0K5W4/s400/EDUARDO+caff%C3%A8+2.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non poter dormire,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;pe’ vecchi, brutto segno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;di morte vicina:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;vuol dire&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;che il congegno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;vitale si scombina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Solo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;sul tetto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;della vecchia casa dirimpetto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;esala un fumajolo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;a spire&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;nell’alba&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;umidiccia e scialba&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;un lieve fumo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Là dirimpetto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;abita un buon vecchietto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;che certo è in cucina&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;per il suo caffè.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;(Vicina&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;la morte&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;a chi non può dormire.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Curvo sul fuoco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;soffia il vecchietto forte;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;poi la bianca tazza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;solita&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;prepara: tre pezzetti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;di zucchero, che amaro&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;gli sa sempre il caffè.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Schizza faville il fuoco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;(Vecchietto caro,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;tu forse non m ’aspetti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tra poco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;pur verrai con me.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Su la vasta piazza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;dorme ancor l ’ombra bassa;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;qualche mattiniero&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;nero&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;vi passa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Languida qualche stella&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;dal cielo occhieggia ancora.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Salutan la novella&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;squallida aurora&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;da presso e da lontano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;i galli. Eccolo: dietro&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;il vetro&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;del balcon, pian piano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;ora&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;sorseggia il buon vecchietto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;caldo il suo caffè.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Prima che tragga il sorso,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;vi soffia; chiude gli occhi:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;chi sa che mai ricorda!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Forse gli sciocchi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;sogni di questa notte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Venivano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;da bianche tombe&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;lontane&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;tante colombe&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;a frotte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Di sotto il guanciale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;sgusciava una serpetta&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;che gli dava un morso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;sul cuore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;senza fargli male.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ancora, ancora un sorso,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;vecchietto, non dar retta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Perché ti guardi attorno?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Silenzio. Batton l ’ore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Le cinque. Chi t ’aspetta?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;È giorno, vedi? è giorno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;già chiaro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Finisci il tuo caffè.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;(Poi, vecchietto caro,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;fa’ cuore,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;te ne verrai con me.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Postilla&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;La poesia fu pubblicata su la rivista "La Riviera ligure"N.6, 1912. Modifiche&amp;nbsp;si trovano in una successiva stesura&amp;nbsp;tra i manoscritti di Pirandello. Nella forma ultima, seppure probabilmente non&amp;nbsp;definitiva ("la vita - diceva l'Autore - non conclude"), è stata ripubblicata nel VI volume dell'&lt;em&gt;opera omnia &lt;/em&gt;del drammaturgo girgentano (Mondadori, 1960) (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-9046489095838871166?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/9046489095838871166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=9046489095838871166' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/9046489095838871166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/9046489095838871166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/02/lultimo-caffe-una-poesia-di-luigi.html' title='L&apos;ultimo caffé. Una poesia di Luigi Pirandello'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-I-HYTqOWDsg/Tyo8oaFoLhI/AAAAAAAAGKA/iOAhNe0K5W4/s72-c/EDUARDO+caff%C3%A8+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1199149577720914219</id><published>2012-02-01T20:49:00.002+01:00</published><updated>2012-02-01T20:50:28.214+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religioni'/><title type='text'>L'Opus dei. La "massoneria bianca" di Papa Wojtila (Juan Arias, 1985)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il “manifesto”, a metà degli anni Ottanta, usciva la domenica con un blocco di pagine di approfondimento intitolate, appunto, “la domenica”. Su quelle pagine è possibile ritrovare molte firme esterne, spesso prestigiose, per collaborazioni assai spesso gratuite. L’apertura de “la domenica” il 19 maggio 1985 fu affidata a Juan Arias, corrispondente da Roma del quotidiano spagnolo “El Paìs”: il tema era l’Opus Dei, che aveva ottenuto da papa Wojtila la cosiddetta “Prelatura Personale” e che mostrava anche in Italia la sua potenza. Della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Masoneria blanca&lt;/i&gt; si ricostruivano le origini, la storia, il potere, fino appunto agli anni Ottanta. E’ una lettura utilissima anche oggi, anche per valutare il significato e la natura del “papato polacco”, a cui in buona parte si deve l’attribuzione ai seguaci di Escrivà di un potere, che il pastore tedesco oggi al vertice del Vaticano non solo non ha scalfito, ma tende a confermare. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VAwVxKa1UsI/TymXDH5-MkI/AAAAAAAAGJ4/5WLiI29j6iw/s1600/opus+dei.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-VAwVxKa1UsI/TymXDH5-MkI/AAAAAAAAGJ4/5WLiI29j6iw/s400/opus+dei.jpg" width="287" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In Spagna, prima della sua approvazione come “Prelatura Personale” e quindi del suo riconoscimento papale definitivo veniva chiamata «&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Masoneria blanca&lt;/i&gt;» per la segretezza che circondava questo Istituto religioso e perché il suo Fondatore si era ispirato, per l'organizzazione interna del suo piccolo esercito, agli statuti della massoneria. Il suo "life motive" era: «Ciò che viene adoperato per il male può anche essere usato al contrario per il bene».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In Italia è stata chiamata invece «La Santa mafia di Wojtyla», alludendo alle simpatie che da sempre aveva dimostrato il papa polacco per l'opera di José Maria Escrivà de Balaguer, considerandola come il suo esercito di attacco personale in lenta ma chiara sostituzione dei figli di Sant'Ignazio che per secoli erano stati la punta di diamante della difesa del Papato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In realtà il suo vero nome completo è «Società sacerdotale della Santa Croce e dell'Opus Dei». Generalmente viene chiamata semplicemente «Opus Dei» ed in Spagna «la Obra», mentre il fondatore, oggi in procinto di beatificazione, viene chiamato «el Padre».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Fino a qualche anno fa dell'Opera di Escrivà di Balaguer si sapeva ben poco anche in Spagna. La norma era che i membri, anche quando erano ministri o direttori di banca o preti, dovevano mantenere il segreto. E se era necessario potevano negarlo apertamente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Si sapeva solo che era una organizzazione cattolica fondata nel 1928 da un prete spagnolo che sarebbe diventato più tardi Marchese di Peralta. Un piccolo libretto che aveva le pretese di diventare il nuovo «Kempis» o «Imitazione di Cristo», chiamato «&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Camino&lt;/i&gt;», lo rese famoso in tutto il mondo perché la forza dell'organizzazione riuscì a farlo tradurre in più di quaranta lingue.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quel libro è tuttora una sorta di guida ideologica e spirituale per i suoi militanti. Ancora oggi Giulio Andreotti afferma di leggere ogni giorno qualche pensiero di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Camino&lt;/i&gt;, con notevole profitto spirituale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma la verità è che soprattutto dopo il Concilio quel libricino, e con esso la spiritualità dell'Opus Dei, sono stati duramente attaccati dai nuovi teologi che, in qualche passaggio, credettero di rintracciare addirittura gravi errori dottrinali. Diventò celebre la frase in cui Escrivà, parlando dei due tipi di membri del suo Istituto, gli sposati ed i celibi, afferma, con un certo disprezzo, che i primi sono «la truppa» ed i secondi i veri «generali» del suo esercito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;C'era stata sempre una grande curiosità, negli ambienti spagnoli, di conoscere la vera portata di un Istituto religioso che non assomigliava a nessun altro esistente. Nel suo seno c'erano insieme sposati e celibi, sacerdoti e laici, uomini e donne. Non erano religiosi come i gesuiti o i carmelitani o i salesiani ma allo stesso tempo erano un' opera della Chiesa. Erano gente consacrata, con voti di castità, povertà ed ubbidienza, però rivendicavano il diritto di intervenire nel «secolo». Ciascuno poteva continuare, anzi doveva continuare, ad esercitare la propria professione: medico, architetto, giornalista, ministro, direttore di banca, e così via. Il loro motto: «la santificazione personale nel proprio lavoro».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma nei primi tempi era nata una certa ostilità da parte dei vescovi nei confronti dei membri dell'Opus Dei, per la loro pretesa di essere autonomi ed indipendenti in alcune occasioni con alcuni vescovi ci furono delle vere e proprie lotte. Più di un vescovo si rifiutò di accettarli nella sua diocesi. L'Opus veniva accusato di voler essere «una chiesa nella chiesa».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Con Franco&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Al tempo del Franchismo, l'Opus Dei, antimarxista per natura e fortemente conservatore in campo religioso, balzò subito sul carro del vincitore. Roma approva l'Opera come «Istituto secolare» ed i figli di Escrivà di Balaguer cominciano ad interessarsi in modo particolare alle &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;élites&lt;/i&gt; sociali ed economiche. Diventano subito una potenza economica e vanno alla caccia dei giovani più dota-&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ti intellettualmente offrendo loro possibilità di studio dentro e fuori la Spagna in cambio dell'accettazione delle severe regole dell'Istituto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tre saranno i campi più coltivati dall'Opus: l'Università, l'economia ed i mezzi di comunicazione sociale. E si può dire che dal 1956 l'Opus, pur sostenendo di essere un istituto religioso al di sopra di ogni ideologia politica, diventa uno dei gruppi di pressione più forte del regime franchista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quando arriverà la crisi economica, il Caudillo che sentiva parlare di questi curiosi «religiosi» esperti in banche ed economia e che, con l'autorizzazione della Chiesa, potevano conciliare la loro vita di penitenza e povertà personale con l'interessarsi dei problemi temporali, non tardò a chiamarli. E così membri dell'Opus Dei, più o meno conosciuti pubblicamente come tali, cominciano ad arrivare ai posti chiavi dello Stato, ai ministeri, all'Università. Perfino di Carrero Blanco, braccio destro di Franco, assassinato dall'Eta, si diceva che fosse uomo dell'Opus Dei.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E' in questo frangente, con nelle loro mani i ministeri chiavi delle finanze, che l'Opus diventa un'Istituzione ricca ed influente. Se nel 1960 si poteva parlare del solo banco «el Popular» controllato dall'Opus Dei, nove anni più tardi si poteva considerare che ben 14 istituti finanziari, sotto le sigle «Banco Popular», «Banco Atlantico» e la holding «Rumasa», fossero dell'Opus. Più tardi si saprà che più di venti banche appartenevano all'Opus Dei nella sola in Spagna e che la più grande multinazionale, quella di Ruiz Mates, contraddistinta dal segno dell'ape, la stessa che finanziò il viaggio di Papa Wojtyla in Spagna, era collegata all'Opus Dei. Questa holding di Rumasa è stata poi momentaneamente nazionalizzata dall'odierno governo socialista di Felipe Gonzalez ed il suo fondatore, Ruiz Mates, finì in carcere, dopo essersi rifugiato all'estero accusato di bancarotta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Franco, che si era fidato dei membri dell'Opus Dei per consegnare loro le finanze considerandoli «sicuri», restò deluso quando scoppiò a Barcellona lo «scandalo Matesa» che vide coinvolto indirettamente l'Opus Dei in una colossale truffa ai danni dello Stato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E' difficile sapere quale sia oggi il peso reale dell'Opus Dei in una società spagnola profondamente secolarizzata. Perché, anche dopo l'approvazione papale come «Prelatura personale» rimane in loro il vecchio vizio della segretezza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;C'è chi assicura che il vero peso politico sia molto ridimensionato anche se per altri lo è solo in apparenza. Basti pensare che nel Parlamento creato dopo Franco si calcola che ci siano non meno di settanta deputati dell'Opus Dei, distribuiti nei partiti di centro destra, e che Rafael Termes, presidente della banche private, ma vera potenza in Spagna dove praticamente non esiste banca pubblica, è un membro «effettivo» dell'Opus Dei.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Questo solo in Spagna senza considerare che l'Opus Dei ha avuto un grande sviluppo all'estero, specialmente in America Latina.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Solo nel novembre del 1979 l'opinione pubblica mondiale ebbe la possibilità di conoscere la mappa segreta delle attività reali dell'Opus Dei nel mondo grazie alla rivelazione del carteggio segreto fra il successore del Fondatore, l'ingegnere Alvaro del Portillo ed il cardinale Baggio, allora Prefetto della Congregazione dei Vescovi. Quelle lettere segrete, che dovevano essere pubblicate dalla rivista cattolica spagnola «Vida Nueva» se non gli fosse stato vietato, furono rese note dal quotidiano indipendente «El Pais» che le aveva ricevute da un'altra fonte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quei documenti non potevano essere più ufficiali perché si trattava delle informazioni che Alvaro del Portillo offriva al cardinale Baggio perché questi le trasmettesse a Papa Wojtyla. Al papa si chiedeva l'approvazione dell'Opus come «Prelatura Personale» e quindi l'autonomia di una diocesi mondiale sotto la giurisdizione del Generale che acquistava così la qualifica di «Prelato». Secondo quelle lettere l'Opus in cifre a quella data era cosi strutturata: 73.475 membri fra uomini e donne, preti e laici, celibi e sposati. Sparpagliati in 87 nazioni diverse.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La loro presenza viene registrata in 479 università e scuole superiori nei cinque continenti; in 604 giornali, riviste e pubblicazioni scientifiche; in 52 emittenti televisive e radiofoniche; in 32 agenzie d'informazione e 12 case produttrici e distributrici cinematografiche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Questo accadeva sei anni fa. Ed in questi ultimi anni l'espansione dell'Opus Dei si considera molto importante grazie all'appoggio incondizionato che papa Wojtyla ha dato ai figli di Escrivà di Balaguer con il regalo fatto loro di una sistemazione giuridica come la sognavano da anni e che era stata loro rifiutata invece sia da papa Giovanni sia da papa Montini, quest'ultimo considerato dall'Opus Dei la pecora nera del papato nei loro confronti. Accomunato a Paolo VI fu anche il suo sostituto, il defunto cardinale Giovanni Benelli, fino alla sua morte nemico irriducibile della «Obra», che aveva conosciuto molto bene nei suoi anni di Nunziatura a Madrid da dove fu espulso, come non gradito, dal regime franchista.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il dono del papa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Si è molto discusso sulle vere ragioni che hanno spinto questo papa, contro la volontà di tanti vescovi, a cominciare da una buona parte degli spagnoli, a dare all'Opus Dei, se non la «prelatura nullius cum propio populo», come avrebbero desiderato, almeno la «Prelatura personale» con la quale l'Opus diventa autonomo per quanto riguarda la creazione di seminari propri dove preparare, con la sua impostazione spirituale, i suoi preti, (i quali rappresentano tuttavia solo il 2% del totale dei membri) che così non dipenderebbero più dalla Congregazione dei Religiosi molto severa nel controllo interno degli Istituti che fanno i voti religiosi di povertà, castità ed ubbidienza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Probabilemente le ragioni della decisione del papa sono diverse. In primo luogo l'Opus risponde in parte all'idea di Papa Wojtyla di creare un esercito di «laici» che siano allo stesso tempo consacrati e capaci di agire nel mondo temporale sotto il controllo di Roma. Piace il loro attivismo; il loro anticomunismo; la loro compattezza interna dove non esiste pluralismo di idee ; piace la loro totale sottomissione a Roma, come una volta accadeva con i gesuiti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Piace in questo momento il fatto che dall'Opus Dei non uscirà mai la neppur minima contestazione al pontificato del primo papa polacco, del quale si assicura che fosse, prima di essere papa, membro d'onore dell'Opus Dei. E non c'è dubbio che l'Opus aveva sempre coccolato l'arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla, lo aveva aiutato a girare il mondo, e quindi a prepararsi per il suo pontificato, e gli aveva aperto tutte le sue istituzioni culturali, offrendogli la possibilità di tenere conferenze in tutto il mondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma c'è una cosa che probabilmente a Papa Wojtyla è particolarmente piaciuta dell'Opus: un certo tipo di attività «segreta», come lascia intendere una nota della lettera di Alvaro del Portillo al cardinale Baggio che così dice-«Tutto ciò senza contare l'apostolato di penetrazione che attraverso e con occasione di normali attività professionali corsi di specializzazione e cambi culturali» incontri internazionali e congressi, inviti a operatori economici, tecnici, docenti ecc.) si cerca di sviluppare in nazioni sottopostee a regimi totalitari di carattere anticristiano o ateo o comunque di acceso nazionalismo, i quali rendono difficili e spesso impossibile, de iure o di fatto, l'azione dei missionari e dei religiosi, e persino una presenza organizzata e attiva ella Chiesa come istituzione».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L'esercito laico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Forse questa possibilità di penetrazione segreta e camuffata in quei regimi «vergogna dell'umanità» (come vengono chiamati nell'ultimo documento del Sant'Ufficio, approvato dal Papa Wojtyla) offerta dall'Opus ha convinto Giovanni Paolo II a dare la sua approvazione ancor più di quanto non abbia fatto la possibilità di aiuto economico, che comunque l'Opera non farà certo mancare alle denutrite casse vaticane.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La spiritualità dell'Opus Dei, è stata molto criticata dai teologi moderni come «anticonciliare» e certi suoi metodi di lavaggio di cervello avevano preoccupato tempo indietro lo stesso cardinale inglese Basile Hume che aprì un'inchiesta nella sua diocesi, per accertarsi sulle accuse gravissime fatte all'Opus da alcuni membri importanti che avevano lasciato l'Istituto con tanta paura da non osare di dire pubblicamente i loro nomi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il fondatore Escrivà di Balaguer in realtà si era ispirato per l'organizzazione dell'opera alla massoneria e per la struttura spirituale alla dottrina tradizionale del fondatore dei gesuiti, il capitano dell'esercito Ignazio di Loyola, che aveva un concetto dell'ubbidienza alla gerarchia e soprattutto al Papa «come un cadavere». Ed infatti i membri dell'Opus hanno norme rigidissime per quanto riguarda l'ubbidienza ai loro superiori. Pare che siano costretti addirittura ad accettare il direttore spirituale imposto dall'alto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma è curioso che Padre Arrupe fosse solito dire parlando dell'Opus Dei che per i gesuiti la «Obra» era «come uno specchio dove vediamo i riflessi di quello che siamo stati e di ciò che non dovremo più essere».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Padre Arrupe si riferiva all'ansia dell'Opus di accaparrarsi i giovani «migliori», per entrare nelle alte sfere della società, per avere collegi soprattutto per i ricchi ed al desiderio di essere una «potenza» dentro la Chiesa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Oggi però a Papa Wojtyla piace più questa «potenza» dell'Opus Dei, così desiderosa di metterla al servizio incondizionato della Chiesa che non le aperture progressiste dei figli di Sant'Ignazio ed il loro pluralismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E' rimasta celebre a questo riguardo la frase di papa Wojtyla detta al Generale dei salesiani Egidio Vigano. Quando il Papa seppe che erano quasi centomila in tutto il mondo esclamò: «Ma allora siete più potenti dell'Opus Dei che ne ha 70.000».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Al che Vigano rispose : «Noi non siamo potenti ma umili ed inquieti lavoratori». Ma papa Wojtyla rispose: «No, no, per realizzare il bene ci vuole potere».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ed io sono convinto che l'Opus Dei a questa concezione wojtyliana crede fermamente, come ho avuto occasione di capire parlando con alcuni dei suoi membri; molti di loro, per essere sinceri, persone veramente squisite, aperte, disponibili e simpatiche dal punto di vista umano. Noi giornalisti che abbiamo seguito questi anni il Papa nei suoi viaggi abbiamo potuto ad esempio riconoscere la qualità umana e l'innegabile simpatia del collega dell'Opus Dei spagnolo Joaquin Navarro, medico, oggi direttore della Sala stampa vaticana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Solo quando viene toccato il tasto «religioso», quando scatta il loro integrismo, anche le persone più deliziose dal punto di vista sociale ed umano si irrigidiscono fino a far paura. Un solo esempio potrebbe essere emblematico. Mi trovavo a Istambul la vigilia dell'arrivo di papa Wojtyla. Il clima da parte delle autorità era piuttosto freddo ed ostile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Una cronaca proibita&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nella sala stampa dell'albergo dove ci ospitavano non c'erano ancora né un telefono né un telex. Alcuni di noi giornalisti, arrivati prima del Papa, erano disperati. Alla fine ho potuto sapere che l'albergo aveva un vecchio telex che metteva a nostra disposizione solo per spedire qualche riga. Mi precipitai e trovai lì l'allora corrispondente in Italia dell'agenzia Europa Press, un membro dell'Opus Dei, sposato e padre di cinque figli. Stava finendo il suo pezzo e gli chiesi la cortesia di battermi venti righe perché non conoscevo quel vecchio telex. Premetto che era un caro amico che si era appena rivolto a me per fargli trovare una camera nell'albergo. Mi guarda e mi dice: «Ma io devo prima leggere il testo». Non capivo. Credevo avessi paura che io potessi dare al mio giornale una notizia che lui non aveva. Ed aggiunse: «Perché se non è 'cattolica' la tua cronaca io non te la posso battere, sarebbe contro la mia coscienza, sarebbe collaborazionismo». Continuavo senza capire. Cosa voleva dire una cronaca «cattolica»?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Gli do il pezzo. Aveva solo la notizia che il terrorista turco Ali Agcà era fuggito dal carcere di massima sicurezza e che aveva minacciato di ammazzare il papa. Pura notizia presa dalla stampa locale senza commento. Il collega dell'Opus Dei legge il foglio e dice: «Mi dispiace ma non posso aiutarti. La tua cronaca è tendenziosa. E' contro il papa perché fai capire che lo vogliono ammazzare».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quando il 13 di maggio del 1981 Ali Agcà sparò al Papa sul serio pensai a quel mio collega che non era più in Italia. Spero che il fatto lo abbia aiutato a riflettere che una notizia è sempre una notizia e niente di più. Spero che almeno professionalmente si sia pentito di non aver dato allora la notizia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;A mio avviso è questo integrismo dell'Opus la cosa che più spaventa. Molto più che certe critiche a volte veramente superficiali e maldestre, gratuite, inutili e penso anche false ed ingenerose, come quando si cerca di coinvolgerli nella drammatica morte di Roberto Calvi, perché in realtà l'Opus con Marcinkus mai ha avuto dei buoni rapporti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1199149577720914219?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1199149577720914219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1199149577720914219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1199149577720914219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1199149577720914219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/02/lopus-dei-la-massoneria-bianca-di-papa.html' title='L&apos;Opus dei. La &quot;massoneria bianca&quot; di Papa Wojtila (Juan Arias, 1985)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-VAwVxKa1UsI/TymXDH5-MkI/AAAAAAAAGJ4/5WLiI29j6iw/s72-c/opus+dei.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-6720129930968228508</id><published>2012-02-01T11:23:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T11:23:53.632+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri e compagni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunismo italiano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>Lo scioglimento del Pci a Palermo (di Franco Padrut)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il 26 gennaio 2011 nelle pagine siciliane di “Repubblica” si leggeva quello che – credo – fu l’ultimo articolo di Franco Padrut, una rievocazione dello scioglimento del Pci a Palermo. Ne ripropongo qui un ampio stralcio per ricordare un carissimo compagno a un anno dalla morte. (S.L.L.)&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cP17sUiczPc/TykKJYGwXnI/AAAAAAAAGJo/LlwGdhxM_n8/s1600/pci-sotto-la-pioggia-foto-bacheca-facebook-di-anna-la-greca.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="217" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-cP17sUiczPc/TykKJYGwXnI/AAAAAAAAGJo/LlwGdhxM_n8/s320/pci-sotto-la-pioggia-foto-bacheca-facebook-di-anna-la-greca.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;I passaggi che portarono allo scioglimento del Pci non furono indolori. Si lacerarono famiglie. Intere sezioni che erano un luogo di solidarietà umana e civile divennero luoghi di divisione e di conta. Rapporti di amicizia fraterna si incrinarono. Ciascuno di noi può raccontare i drammi familiari vissuti e i conflitti fra generazioni che emersero. Quello dei traumi familiari è solo lo specchio di ciò che avviene nelle sezioni. Qui le divisioni fanno emergere le varie anime che convivevano da tempo nel Pci e che eufemisticamente venivano chiamate "sensibilità". Non si può comprendere il Congresso di scioglimento, che a Palermo si celebra il febbraio 1991, di per sé abbastanza notarile, senza fare la cronaca del congresso precedente. Col XIX° congresso si celebra la morte del centralismo democratico. Si scopre il bisogno di costituirsi in correnti: i miglioristi, gli occhettiani, gli ingraiani, i cossuttiani. Ognuna con i suoi capi e leader locali. La corrente più organizzata è quella migliorista: ha una consolidata presenza nelle organizzazioni di massa, nelle istituzioni, nei luoghi di gestione delle attività economiche e sociali che sono cresciute dalla seconda metà degli anni Settanta. E dispone di un gruppo dirigente autorevole nei confronti della base che rappresenta. La corrente occhettiana è maggioritaria negli apparati di partito e fra gli iscritti, ma ha un gruppo dirigente diviso, travagliato da un conflitto generazionale nascosto dalla voglia di opporsi ai miglioristi. Nel bene, come nel male, è quella che ha sostenuto il peso del sostegno incondizionato ad Orlando. Le correnti di Ingrao, Natta, Cossutta, con l' eccezione della Sezione Centro, raccolgono compagni che si potevano definire di destra e che non a caso, per tutta la fase che precede la scissione, faranno fronte comune con i miglioristi contro l' armata brancaleone degli occhettiani. Gli iscritti tendono a seguire l' orientamento dei gruppi dirigenti. La Sezione Orcel, la Sezione Arenella, la cellula del Cantiere navale, si schierano compatte con Natta, Ingrao e Cossutta. L'antiorlandismo è il collante che le unisce contro la mozione della maggioranza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Alla sezione Togliatti, culla dell'orlandismo, la sezione in cui si riuniva il Coordinamento antimafia e in cui fu scritta la famosa lettera contro Leonardo Sciascia, prevalgono i rinnovatori. Finalmente ci si liberava di quella zavorra che ormai era diventato il Pci. Il nuovo che nasceva non doveva riprodurre la forma Partito, ma costituire un movimento: parola magica, sinonimo di rinnovamento, con la quale ci si risparmia il compito arduo di comprendere i mutamenti profondi intervenuti nella società italiana, anche grazie all' azione riformatrice delle forze democratiche. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nella sezione Zisa Lenin si registrano i più drammatici dissensi con un gruppo di vecchi compagni che non si rassegnano alla svolta. Vince il No, ma si compromette definitivamente il rapporto del Partito con i giovani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La Sezione Noce, grazie al compagno Careri e alla presenza di giovani come Sergio Infuso si schiera con la mozione Occhetto e vede nel Pds lo sbocco della storia del Pci. Dopo una fase di transizione che Franco Miceli, primo segretario del Pds, si assume l' onere di guidare, lo scontro fra le varie anime del vecchio Pci, si concluderà drammaticamente con la decimazione del vecchio gruppo dirigente e l' emergere di una nuova leadership che, troncherà ogni legame con la storia del Pci palermitano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-6720129930968228508?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/6720129930968228508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=6720129930968228508' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6720129930968228508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6720129930968228508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/02/lo-scioglimento-del-pci-palermo-di.html' title='Lo scioglimento del Pci a Palermo (di Franco Padrut)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-cP17sUiczPc/TykKJYGwXnI/AAAAAAAAGJo/LlwGdhxM_n8/s72-c/pci-sotto-la-pioggia-foto-bacheca-facebook-di-anna-la-greca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-4181043297617847511</id><published>2012-02-01T09:42:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T09:42:23.918+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pagine di storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Novecento'/><title type='text'>Eolie 71. L'isola di Filicudi contro Badalamenti e la mafia (di Marcello Sorgi)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;L’articolo da cui è tratto il brano che segue, di Marcello Sorgi, pubblicato da “La Stampa” l’estate scorsa, trovò occasione nel quarantennale dell’evento narrato e nell’uscita di un libro che lo raccontava. Nel 1971, inopinatamente, l’isola di Filicudi, nell’arcipelago delle Eolie, viene scelta come luogo di confino per un gruppo di boss mafiosi fino ad allora sfuggiti alla condanna: Sorgi rappresenta con rapidità, efficacia e vivacità la reazione della popolazione e la risposta dello Stato. Davvero un bel leggere. Unica obiezione:&amp;nbsp;alcuni cari amici nati nelle Eolie come&amp;nbsp;il grecista Antonucci negano fieramente di essere "siciliani" (men che mai calabresi). Afferrmano che i nativi di quelle isole, pur senza velleità indipendentiste,&amp;nbsp;si considerano e sono eoliani e basta. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-mgXphxZoFTw/Tyj5XSF4I9I/AAAAAAAAGJY/JZMh06xpy2M/s1600/badalamenti+a+filicudi+1971.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="260" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-mgXphxZoFTw/Tyj5XSF4I9I/AAAAAAAAGJY/JZMh06xpy2M/s400/badalamenti+a+filicudi+1971.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Filicudi 71. L'arrivo nell'isola di Gaetano Badalamenti&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Quarant'anni fa, nella sperduta isola di Filicudi delle Eolie, per la prima volta un gruppo di cittadini eoliani - e siciliani - si ribellarono contro la mafia. Si era ben lontani, allora, all'inizio della lontana estate del 1971, dalla presa di coscienza e dalla reazione civile che seguì alla terribile guerra di mafia degli Anni Ottanta e Novanta. Ma l'arrivo di quindici dei più famosi boss dell'epoca - tra cui spiccavano Gaetano Badalamenti, poi destinato a finire i suoi giorni in un penitenziario americano da cui mandava obliqui messaggi ad Andreotti, Giovanni, «John», Bonventre, potente «capodecina» della famiglia Bonanno di New York, e Mario Brusca, padre di quel Giovanni che vent'anni dopo avrebbe premuto il telecomando per azionare l'esplosivo usato nella strage di Capaci contro Giovanni Falcone - bastò a sorpresa a sollevare l'intero popolo delle Eolie, affluito in massa a manifestare la propria solidarietà ai cugini filicudari, e dopo un massiccio quanto sconclusionato intervento dello Stato per sedare la rivolta, incredibilmente esiliato nell'isola più grande, Lipari. Così lo Stato, del tutto impreparato, riuscì nel capolavoro di reprimere ed evacuare gli isolani che si erano ribellati alla mafia, mentre circondava di mille attenzioni i mafiosi. Ci volle un mese, dal 24 maggio al 24 giugno, prima che la normalità potesse essere ristabilita e i boss trasferiti all'Asinara. Il diario di questi trenta giorni epici rivive nel bel libro dello storico Giuseppe La Greca (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Le giornate di Filicudi&lt;/i&gt; pag. 205, 15 euro), edito a cura del Centro Studi Eoliano di Lipari. Nel tragico 1971 della rivolta, l'antefatto che aveva portato un drastico giro di vite contro i mafiosi a piede libero era stato l'assassinio, il 5 maggio, del procuratore capo della Repubblica di Palermo Pietro Scaglione, primo di una lunghissima serie di delitti eccellenti di una Cosa Nostra ormai votata a una guerra frontale contro lo Stato. Di qui la decisione della magistratura di concentrare i boss al confino, per meglio controllarli e per limitare l'attività che molti di loro, benché inviati al soggiorno obbligato lontano dalla Sicilia, conducevano indisturbati grazie a una rete nazionale di complicità e a grandi mezzi economici, ricavati già allora dal traffico intercontinentale di droga. La scelta di Filicudi si rivelò subito infelice perché le Eolie erano già state a lungo utilizzate come penitenziario per confinati durante il fascismo, subendo pesanti danni economici, e si erano da poco tempo risollevate dedicandosi al turismo. Pur non essendo tra le più frequentate dell'arcipelago, Filicudi poteva contare da un decennio su un paio di migliaia di turisti affezionati, che la presenza dei mafiosi avrebbe sicuramente allontanato. Di qui la rivolta. Che dilagò guidata dal sindaco liparoto Checchino Vitale e dai consiglieri Renato De Pasquale e Spartaco Persiani, e coinvolse in breve tutta o quasi la popolazione eoliana, in prima fila i giovani e le donne, arrivati con barche e ogni mezzo a Filicudi. Di fronte a loro lo Stato ebbe una reazione abnorme e per certi versi tragicomica: una nave con centinaia di militari a bordo venne mandata in un'isola in cui, va detto, non esisteva una spiaggia ne' un molo a cui attraccare e in cui i viaggiatori venivano portati a terra a bordo su scialuppe a remi. Il rifiuto della popolazione, meno di duecento persone, sparse su uno scoglio senza strade, nè acqua o luce, di dare assistenza agli sgraditi ospiti, fu contrastato in modo minaccioso e con inutili prove di forza da polizia e carabinieri. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Ogni tanto i mafiosi uscivano dal capannone in cui avevano trovato precario riparo - raccontò Persiani -. E bisognava vederli quei figli di puttana, imperturbabili, eleganti come clienti di alberghi a cinque stelle. Lo Stato inviò navi da guerra, mezzi blindati, ma provi a sbarcare con quegli scogli. Un piroscafo portò 300 carabinieri dalla Sicilia. Il tenente colonnello dichiarò: ''Signori, sono sceso con un fiore al fucile, non costringetemi a cambiare atteggiamento''». Effettivamente, come si ricava dalle foto dell'epoca, Badalamenti, Brusca, Bonventre e la dozzina di scampati alla galera grazie a sentenze di assoluzione per insufficienza di prove in cui la mafia non veniva neppure nominata, assomigliavano in modo impressionante all'immagine poi tramandata di loro in film come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il padrino&lt;/i&gt; o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Goodfellas&lt;/i&gt;: benché costretti in una situazione di disagio, vestivano di tutto punto, camicie bianche e abiti stirati, portavano sempre occhiali da sole, e interrogati dai giornalisti - tra cui, in prima linea, il grande inviato della Stampa Gigi Ghirotti -, rispondevano tranquillamente che la mafia non esisteva, era solo un'invenzione, e si presentavano come «benefattori» della povera gente, a cui lo Stato prima o poi avrebbe dovuto dare un riconoscimento! Alla fine tanto inutili rigore e durezza delle forze dell'ordine contro gli eoliani riuscirono a produrre l'effetto opposto. Tocco' a Emilio Colombo, capo democristiano di uno dei tanti «governi balneari», rendersi conto che la situazione era diventata esplosiva, e in tutto il mondo, ormai, grazie ai servizi di tv e giornali stranieri, rischiava di diffondersi la storia di un gruppo di mafiosi, che con l'aiuto del governo italiano erano riusciti a sfrattare una pacifica popolazione contadina dalla propria isola. Dopo il trasferimento dei boss all'Asinara, il ministro dell'Interno Restivo si presento' in Parlamento. Se non altro per dire, con un linguaggio assai sorvegliato, che la brillante idea di mandare in villeggiatura i boss a Filicudi era stata della magistratura e non del governo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-4181043297617847511?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/4181043297617847511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=4181043297617847511' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4181043297617847511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4181043297617847511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/02/eolie-71-lisola-di-filicudi-contro.html' title='Eolie 71. L&apos;isola di Filicudi contro Badalamenti e la mafia (di Marcello Sorgi)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-mgXphxZoFTw/Tyj5XSF4I9I/AAAAAAAAGJY/JZMh06xpy2M/s72-c/badalamenti+a+filicudi+1971.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-7225103678808511738</id><published>2012-02-01T09:06:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T09:06:59.072+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Borges come Robinson.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Su “la Repubblica” del 15 gennaio 2011 veniva pubblicato un breve scritto di Jorge Luis Borges, una sorta di risposta argomentata al gioco dei tre libri in un’isola deserta. Ne riprendo una parte. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-dbAe6vYKEuk/TyjyaQWmBTI/AAAAAAAAGJQ/EmtvRNK53cY/s1600/borges+(2).jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-dbAe6vYKEuk/TyjyaQWmBTI/AAAAAAAAGJQ/EmtvRNK53cY/s400/borges+(2).jpg" width="271" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non è imprudente supporre che arriverà il giorno in cui qualche giornale divulgherà la seguente domanda: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;quali sono i tre libri che lei si porterebbe su un´isola deserta?&lt;/i&gt;, seguita da un´infinità di risposte più o meno ternarie. André Gide ha confessato di amare questo gioco e ha ripubblicato alcuni dei suoi cataloghi - eminenti cataloghi ragionati, dove non si trovano solamente i nomi, ma anche il perché di ogni predilezione... Io ho provato a fare quel gioco più di una volta, con caratteri di corpo diverso, e ho preso a tal punto l´abitudine a quelle triplici ripartizioni di gloria che in mancanza di un altro che mi inviti a farlo, mi ci invito da solo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Parlare dei tre libri che uno si porterebbe su un´isola deserta, non significa parlare dei tre libri più importanti dell´universo e nemmeno dei tre libri più memorabili nell´esperienza personale. Né la storia generale della stirpe né la biografia dell´individuo sono in gioco. L´importanza del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Corano&lt;/i&gt; è indiscutibile, ma l´inferno promesso nelle sue pagine è meno atroce di un´isoletta senz´altra biblioteca se non un esemplare del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Corano&lt;/i&gt;. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Martín Fierro&lt;/i&gt; è ammirevole, ma lo so quasi a memoria, e poi a che serve portarsi un volume già assimilato, già consustanziale con il mio spirito?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;In questi cataloghi di tre libri per tutta la vita c´è l´usanza di includere qualche famoso romanzo o qualche libro di versi. Quelli che fanno così non si sono immaginati il terrore e la solitudine dei giorni uguali di Robinson. Per quel tragico uomo in isolamento nulla è pericoloso quanto il ricordo. Libri di passione, libri di rapporti umani, non otterrebbero altro che farlo disperare. Niente libri che implichino il rapporto uomo-uomini; unicamente libri che implichino il rapporto uomo-Dio, uomo-numeri, uomo-Universo. Niente libri che si lascino leggere facilmente e subito si esauriscano; unicamente libri che è necessario conquistare poco a poco e che possono popolare gli anni identici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Propongo finalmente questa lista:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;1) Un libro matematico (forse la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Introduzione alla filosofia matematica di Bertrand Russell&lt;/i&gt;, o altrimenti qualche buon testo di algebra, con molti esercizi).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;2) Un libro metafisico (forse &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il mondo come volontà e rappresentazione&lt;/i&gt; di Arturo Schopenhauer).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;3) Un libro di storia sufficientemente remota (forse Plutarco, forse Gibbon, forse Tacito).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Postilla&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il manoscritto borgesiano &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La biblioteca di Robinson Crusoe&lt;/i&gt; proviene dall´Harry Ransom Center, centro di ricerca per gli studi umanistici dell´Università del Texas, che colleziona diversi manoscritti originali di scrittori: da James Joyce ad Arthur Miller. La traduzione è di Luis E. Moriones con la collaborazione di Francesca Caruso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-7225103678808511738?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/7225103678808511738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=7225103678808511738' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7225103678808511738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7225103678808511738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/02/borges-come-robinson.html' title='Borges come Robinson.'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-dbAe6vYKEuk/TyjyaQWmBTI/AAAAAAAAGJQ/EmtvRNK53cY/s72-c/borges+(2).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1911263801054566489</id><published>2012-02-01T08:08:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T08:08:04.694+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antichità classiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Dioniso, Ampelo e il dono dell'ebbrezza (di Roberto Calasso)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ovdmv514BiI/TyjksymWaBI/AAAAAAAAGJI/y12mwjBfibI/s1600/dioniso+ampelo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-ovdmv514BiI/TyjksymWaBI/AAAAAAAAGJI/y12mwjBfibI/s400/dioniso+ampelo.jpg" width="260" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il primo amore di Dioniso fu un ragazzo. Si chiamava Ampelo. Giocava con il giovane dio e i Satiri sulle rive del Pattolo, in Lidia. Dioniso osservava i suoi capelli lunghi sul collo, la luce che emanava dal corpo mentre usciva dall'acqua. Era geloso, quando lo Vedeva lottare con un Satiro, e i loro piedi si intrecciavano. Allora volle essere il solo a condividere i giochi di Ampelo. Furono due «atleti erotici ». Si rovesciavano per terra, e Dioniso si deliziava quando Ampelo lo abbatteva e montava il suo ventre nudo. Poi si toglievano polvere e sudore dalla pelle, nel fiume. Inventavano nuove gare. Ampelo vinceva sempre. Si incoronò la testa con un intreccio di serpi, come vedeva fare l'amico. E lo imitava anche quando indossava un chitone maculato. Imparava a trattare con familiarità orsi, leoni e tigri. Dioniso lo incoraggiava, ma una volta lo mise in guardia: non devi temere nessuna delle belve, guardati soltanto dalle corna del toro spietato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Dioniso era solo, un giorno, quando vide una scena che gli sembrò un presagio. Un drago cornuto apparve fra le rocce. Sul dorso portava un capriolo. Lo rovesciò su un altare di pietra e affondò un corno nel piccolo corpo inerme. Sulla pietra rimase una pozza di sangue. Dioniso osservava e soffriva, ma alla sofferenza si mescolava un invincibile riso, come se il suo cuore fosse diviso in due. Poi ritrovò Ampelo e continuarono a vagare, sempre in caccia. Ampelo si divertiva a suonare uno zufolo di canne, e suonava male. Ma Dioniso non si stancava di lodarlo, perché intanto lo guardava. Talvolta, Ampelo ricordava l'avvertimento di Dioniso riguardo al toro, e sempre meno lo capiva. Conosceva tutte le belve, ormai, tutte gli erano amiche: perché mai il toro doveva sfuggirgli? E un giorno, mentre era solo, incontrò un toro fra le rocce. Era assetato, e gli penzolava la lingua. Il toro bevve, poi fissò il ragazzo, poi ruttò, e una bava gli fiottò dalla bocca. Ampelo provò ad accarezzargli le corna. Si fece una frusta di giunco e una sorta di briglia. Poggiò sulla groppa del toro una pelle maculata e lo montò. Per qualche attimo sentì un'ebbrezza che nessuna belva gli aveva mai dato. Ma Selene, gelosa, lo vedeva dall'alto e gli mandò un tafano. Il toro, innervosito, cominciò a galoppare, fuggendo quel pungolo odioso. Ormai Ampelo non controllava più la bestia. Un'ultima scossa lo precipitò a terra. Si udì il suono secco del suo collo che si spezzava. Ora il toro lo trascinava col corno, che affondava sempre più nella carne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Dioniso ritrovò Ampelo insanguinato nella polvere, ma ancora bello. I Sileni, in circolo, cominciarono il lamento. Ma Dioniso non poteva unirsi a loro. La sua natura non gli consentiva le lagrime. Pensava che non avrebbe potuto seguire Ampelo nell'Ade, perché era immortale: si riprometteva di uccidere con il suo tirso l'intera stirpe dei tori. Eros, che aveva preso ['aspetto di un irsuto Sileno, gli si avvicinò per consolarlo, gli disse che il pungolo di un amore poteva essere guarito soltanto dal pungolo di un altro amore. Perciò guardasse altrove. Quando un fiore è reciso, il giardiniere ne pianta un altro. Eppure Dioniso ora piangeva, per Ampelo. Era il segno di un evento che avrebbe cambiato la sua natura, e la natura del mondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;A quel punto le Ore si affrettarono verso la casa di Helios. Si preannunciava una scena nuova sulla ruota celeste. Occorreva consultare le tavole di Armonia, dove la mano primordiale di Fanes aveva inciso, nella loro sequenza, gli eventi del mondo. Helios le indicò, affisse a una parete della sua casa. Le Ore guardavano la quarta tavola: c'erano il Leone e la Vergine, e Ganimede con una coppa in mano. Lessero l'immagine: Ampelo sarebbe diventato la vite. Colui che aveva portato il pianto al dio che non piange avrebbe anche portato delizia al mondo. Allora Dioniso si riebbe. Quando l'uva nata dal corpo di Ampelo fu matura, staccò i primi grappoli, li spremette con dolcezza fra le mani, con un gesto che sembrava conoscere da sempre, e si guardò le dita macchiate di rosso. Poi le leccò. Pensava: Ampelo, la tua fine prova lo splendore del tuo corpo. Anche morto, non hai perso il tuo colore rosato. Nessun altro dio; non certo Atena col suo sobrio ulivo, e neppure Demetra col suo pane corroborante, avevano in loro potere qualcosa che si avvicinasse a quel liquore. Era appunto ciò che mancava alla vita, che la vita aspettava: l'ebbrezza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Fiorente di giovinezza, nel rombo del suo corteo, Dioniso irruppe a Nasso dinanzi ad Arianna abbandonata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;Da &lt;em&gt;Le nozze di Cadmo e Armonia, &lt;/em&gt;Adelphi, 1988&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1911263801054566489?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1911263801054566489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1911263801054566489' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1911263801054566489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1911263801054566489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/02/dioniso-ampelo-e-il-dono-dellebbrezza.html' title='Dioniso, Ampelo e il dono dell&apos;ebbrezza (di Roberto Calasso)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ovdmv514BiI/TyjksymWaBI/AAAAAAAAGJI/y12mwjBfibI/s72-c/dioniso+ampelo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-4056064145728700242</id><published>2012-02-01T00:35:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T00:35:49.965+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sport'/><title type='text'>Bartali e Malaparte. La strana coppia (di Fabio Sindici)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Gino Bartali è uno dei miei miti sportivi. Sono nato troppo tardi per gioire nell’immediatezza delle sue vittorie, ma il fatto che fosse nato il 18 luglio del 1914, esattamente un giorno prima del mio papà, me lo rendeva simpatico, e le interviste che rilasciava da esperto nei dopotappa del Giro, prima alla radio poi nei magnifici televisivi processi di Zavoli, con le loro ficcanti arguzie, aumentava la simpatia. Solo dopo, da giovane comunista, appresi della leggenda del Bartali che, con le sue imprese al Tour, aveva evitato una guerra civile nei caldi giorni che nel 1948 seguirono l’attentato a Togliatti. Pensavo che il freno agli scontri, rappresentato dall’entusiasmo che Bartali aveva scatenato, era stato – tutto sommato – un bene per tutti, anche se “Ginettaccio” simpatizzava per l’Azione Cattolica e per papa Pacelli. A noi figiciotti ancora in fasce i vecchi trasmettevano anche un’altra leggenda su quei giorni, di un Togliatti in fin di vita che a Longo, Secchia, D’Onofrio raccomandava di non perdere la testa e mantenere la calma. A me sembrava che tra l’asso del ciclismo e il capo del comunismo italiano si fosse realizzata in quella circostanza una provvidenziale sinergia che aveva evitato il peggio all’Italia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Rileggo ora, su un ritaglio da “La Stampa” del 2 gennaio 2011, Fabio Sindici, che informa come e qualmente tra le carte di Curzio Malaparte si siano ritrovate, strutturate in articoli, le “memorie” di Bartali. L’articolo lascia credere che siano nate da un qualche connubio tra il ciclista e lo scrittore, giacché dentro di esse si avvertirebbe sia la presenza di Gino (della sua memoria e della sua arguzia) sia quella dell’autore di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Kaputt&lt;/i&gt; (della sua immaginazione e della sua scrittura). Del pezzo “posto” qui uno stralcio insieme al frammento che “La Stampa” riporta, molto “bartaliano”. (S.L.L.) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2No_TmF0YSk/Tyh5u94OOOI/AAAAAAAAGI4/tmUTeKoyqVM/s1600/ciclomuseo_bartali097.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-2No_TmF0YSk/Tyh5u94OOOI/AAAAAAAAGI4/tmUTeKoyqVM/s640/ciclomuseo_bartali097.jpg" width="442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;Quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da italiano in gita». Il naso di Gino Bartali, come lo ha cantato con orgoglio commosso Paolo Conte, in realtà era un trucco. «Pochi conoscono il mio vero volto, perché i miei lineamenti sono stati ricostruiti dal chirurgo del maresciallo Balbo». E' lo stesso campione a parlare, e la sua voce arriva a distanza, come una sorpresa, uno scherzo di Ginettaccio, da pagine abbandonate a lungo in un cassetto. «Il naso di Gino Bartali è truccato» motteggia. La storia in parte è nota, ma qui il campione la racconta in dettaglio. «Sono stato raccolto sulla strada, a Grosseto, il 24 maggio 1934, durante una corsa che si chiamava Coppa Vecchioni. Poi sono rimasto incosciente per diversi giorni. La mia faccia, a causa dell'incidente, era frantumata ed ero irriconoscibile. E' stato solo un mese più tardi che il chirurgo personale del maresciallo Balbo mi sottopose a un'operazione molto delicata dalla quale dovevo riuscire tale come sono». I fogli sembrano le bozze di articoli di giornale. Hanno titolo e sottotitolo. Sono battuti a macchina, in francese. Firmati Gino Bartali. E, cosa singolare, sono stati ritrovati, durante una vendita privata, in un gruppo di carte appartenute a Curzio Malaparte. Ci sono lettere indirizzate allo scrittore e le bozze del romanzo satirico &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Don Camaleo&lt;/i&gt;. I fogli dattiloscritti - una cinquantina, divisi in undici capitoli, o articoli - sono accanto a una serie di ritagli di giornali sportivi francesi, sui successi e la rivalità tra Gino Bartali e Fausto Coppi. Le memorie a puntate iniziano all'indomani della seconda vittoria di Bartali al &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Tour de France&lt;/i&gt; del 1948. Per poi andare a ritroso. Sembrano destinate a una rivista, francese o belga. Altra coincidenza curiosa, Malaparte nel '47 aveva scritto una serie di articoli su Coppi e Bartali, le «due facce dell'Italia» per il giornale &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sport Digest&lt;/i&gt;, poi raccolti in un libro (ripubblicato in Italia da Adelphi). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;E' possibile che queste pagine inedite siano frutto di una collaborazione tra lo scrittore e il ciclista, uniti da simpatia e amicizia? «La carta, giallina, sembra la stessa utilizzata in quegli anni da Malaparte, e anche i caratteri della macchina da scrivere corrispondono» dice Matteo Noja, che cura l'archivio dello scrittore di Prato e che ha potuto vedere parte di queste memorie. «E' strano però che Malaparte, con il suo carattere da protagonista, abbia accettato di fare da scrittore-ombra al campione» aggiunge. Amici e mattatori entrambi, i due toscani. Anche Andrea Bartali, figlio di Gino, ha esaminato alcune pagine. «Riconosco molti aneddoti e anche il tono, la voce di mio padre» dice. Insomma, un piccolo mistero letterario. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;A tratti, nel primo articolo, pare di sentire il ritmo della penna di Malaparte: «L'alba e' fresca. Ho appena aperto la mia finestra sul Palais Royal. Mi hanno detto, ieri sera, che questo era il cuore di Parigi. Un amico italiano, che è anche molto parigino, mi ha raccontato che davanti alle mie finestre, nel XVIII secolo, nel mezzanino, abitavano le cortigiane. Ci si divertiva, al primo piano. Guardo il mio orologio. Sono le 5. Fa le 5 l'orologio di Gino Bartali, ragazzo di Toscana, che viene da una vittoria al Tour de France». In altre pagine è la voce di Bartali che si fa sentire, come quando discute della sua rivalità con Coppi, che gli fa tornare la voglia di vincere, dell'insofferenza per la stampa sportiva italiana, o quando racconta di un'udienza da Pio XII al quale regala una bicicletta nera, da donna…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-4YPBif4nSDc/Tyh6jsTzNiI/AAAAAAAAGJA/uD_TflnbcvI/s1600/bartali+coppi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="303" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-4YPBif4nSDc/Tyh6jsTzNiI/AAAAAAAAGJA/uD_TflnbcvI/s400/bartali+coppi.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Dalle “memorie” inedite di Gino Bartali&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;rintracciate tra le carte di Curzio Malaparte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;1946. Al Giro contro Fausto Coppi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Vi voglio raccontare un episodio che è tra i più impressionanti della mia carriera. Avevamo fatto tappa a Pescara &lt;/i&gt;[nel Giro d'Italia del 1946, ndr]&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;. Avevo mangiato del pesce che mi aveva attorcigliato gli intestini. L'alba mi sembrava crudele. Coppi doveva essere stato informato. Non avevamo fatto ancora dieci chilometri di una tappa che avrebbe dovuto essere calma, che Coppi lanciò il suo attacco. Filava come un diavolo!... come uno di quegli enormi pesci dei Mari del Sud, che niente può distogliere dalla loro traiettoria. Vivevo l'istante drammatico. Vedevo la gambe di Coppi girare a un ritmo folle. Il suo corpo non si muoveva, ma il suo assetto incurvato, la sua schiena tesa come un arco rivelava lo sforzo di una violenza eccezionale. La macchina Coppi girava alla perfezione, neanche il minimo cedimento. [...]&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sentivo le mie ginocchia indurirsi, nello sforzo di stare attaccato alle sue due ruote che continuavano a divorare la strada in souplesse. Poi, come delle tenaglie mi presero alle caviglie. Udii una voce nelle mie orecchie: «Lascia... e' piu' forte... lascia che vada...». In quel momento preciso, l'insensibile macchina Coppi ridivenne miracolosamente umana. Coppi spezzò il suo sforzo, tanto rigido quanto una sbarra d'acciaio, per constatare il risultato del suo lavoro. Girò la testa, io ero lì nella sua scia.. . e nessuno dietro di noi. Non so quale ispirazione mi fece articolare queste parole: «Allora sei già stanco?... Il traguardo e' ancora lontano...».&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-4056064145728700242?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/4056064145728700242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=4056064145728700242' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4056064145728700242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4056064145728700242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/02/bartali-e-malaparte-la-strana-coppia-di.html' title='Bartali e Malaparte. La strana coppia (di Fabio Sindici)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-2No_TmF0YSk/Tyh5u94OOOI/AAAAAAAAGI4/tmUTeKoyqVM/s72-c/ciclomuseo_bartali097.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-2859791923189203416</id><published>2012-02-01T00:20:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T00:20:07.182+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo sovietico Russia Urss del 900'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Stalin e Zivago. Una lettera di Boris Pasternak (1941)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il primo volume dell’epistolario di Boris Pasternak, l’autore del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Dottor Zivago&lt;/i&gt;, fu pubblicato in Italia nel 1987, col titolo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Le barriere dell’anima&lt;/i&gt;, dall’editore Garzanti nel 1987. Raccoglie la corrispondenza dello scrittore con la cugina Olga Frejdenberg, filologa classica di grande valore. Dall’anteprima pubblicata da “L’Espresso” il 29 novembre 1987 trascrivo una lettera del 1941, che precede l’aggressione nazista all’Urss. Vi si legge di Stalin, non nominato ma chiaramente indicato, e delle scelte letterarie del suo regime. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-M7_sUr3ejWc/Tyh204cCMvI/AAAAAAAAGIw/DQMU3_EW4TA/s1600/pasternak.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="640" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-M7_sUr3ejWc/Tyh204cCMvI/AAAAAAAAGIw/DQMU3_EW4TA/s640/pasternak.jpg" width="316" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Boris Pasternak&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mosca, 4 febbraio 1941&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Cara Olja!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non riesco a immaginarmi come possiate tirare avanti, tanto tutto è diventato difficile. Scrivimi sinceramente, come mi sono meritato, se non hai bisogno di denaro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tu dici che sono in gamba, e invece proprio ora sto cedendo alla disperazione. Come sai l'atmosfera si è fatta di nuovo pesante. Il nostro Benefattore ritiene che fino ad ora siamo stati troppo sentimentali e che è tempo di ricredersi. Pietro il Grande ormai non è più un riferimento adatto. La nuova infatuazione apertamente dichiarata è per Ivan il Terribile, la spietatezza. Su questi temi si stanno scrivendo nuove opere, drammi e sceneggiature cinematografiche. E non per scherzo. Negli ultimi tempi non faccio che passare da un insuccesso all'altro, e se non fosse per i resti di un certo rispetto del quale ancora oggi godo nella parte non ufficiale della società, quella ufficiale mi farebbe morire di fame.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Hai detto all'Achmalova che sarei occupato a scrivere in prosa. Fosse vero! A stento sono riuscito a ottenere di poter dedicare il mio lavoro non originale, l'unico che mi sia ancora consentito, a qualcosa che ne valga la pena come Romeo e Giulietta, altrimenti mi avevano proposto di tradurre degli autori teatrali di secondo piano delle repubbliche nazionali. Comunque da vivere, anche nel migliore dei casi, non mi rimane molto. Ho dentro di me qualcosa, qualche cosa so e so fare qualche cosa, ma tutte queste potenzialità rimangono inutilizzate. Scusami se a tratti in questa lettera forse ti rattristo, non lo farò più. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;tuo Borja &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-2859791923189203416?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/2859791923189203416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=2859791923189203416' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/2859791923189203416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/2859791923189203416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/02/stalin-e-zivago-una-lettera-di-boris.html' title='Stalin e Zivago. Una lettera di Boris Pasternak (1941)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-M7_sUr3ejWc/Tyh204cCMvI/AAAAAAAAGIw/DQMU3_EW4TA/s72-c/pasternak.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1417320049415767650</id><published>2012-01-31T10:09:00.000+01:00</published><updated>2012-01-31T10:09:26.281+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri e compagni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Marx, Lenin e Sandokan. Intervista a Paco Taibo (di Riccardo Barenghi)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In occasione del centenario di Salgari, all’incirca un anno fa, Riccardo Barenghi intervistò per “La Stampa” Paco Ignacio Taibo II, scrittore messicano nato in Spagna, dalla forte tempra antimperialista. Di Taibo l’editore Tropea aveva appena pubblicato &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ritornano le tigri della Malesia (piu' antimperialiste che mai)&lt;/i&gt;, un libro di avventure con forte accentuazione politica, collocato nel tardo Ottocento e che pone a contrasto l’Impero del Male, del colonialismo, del razzismo, della rapina finanziaria, e i Pirati, un po’ invecchiati, ma combattivi come sempre, guidati da Sandokan e Yanez de Gomera. Taibo è autori di molti romanzi, di cui uno scritto in collaborazione col subcomandante Marcos, e di una biografia del Che. Della bella intervista di Barenghi trascrivo un ampio stralcio. (S.L.L.)&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-6yQdKBI9dmk/TyevjtA0OTI/AAAAAAAAGIo/MyFPNcWNV4Q/s1600/sandokan.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-6yQdKBI9dmk/TyevjtA0OTI/AAAAAAAAGIo/MyFPNcWNV4Q/s400/sandokan.jpg" width="277" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Perché proprio Salgari, cosa c'entra uno scrittore di avventure con un autore come lei? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Perchè Salgari è il mio autore. Quando leggi dei libri con tanta passione, entusiasmo, identificazione, lo scrittore diventa tuo. Così come è diventato mio Sandokan, io mi sento antimperialista sandokaniano piu' che leninista. Lenin arriva dopo». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sandokan era un principe spodestato dagli inglesi, non certo un rivoluzionario...&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Ma racchiude in sé valori fondamentali: l'onore, la parola data (senza bisogno di firme su pezzi di carta), la coerenza tra quello che si dice e quello che si fa, il coraggio, la fraternità'. Le pare poco?» . &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;E nel mondo di oggi, lei vede qualche Sandokan in giro?&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Vedo Sandokan». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma lui non esiste, non è mai esistito. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«I personaggi letterari vivono a prescindere dalla realtà materiale, fanno parte dell'immaginario collettivo. Pensi a quanta ideologia, percezione della realtà, quanto stile di vita produce Hollywood. Ecco, per fortuna esiste anche una produzione extra hollywoodiana di stile e Sandokan ne fa parte a pieno titolo, è l'eterno vendicatore di offese e di torti. Mi piacerebbe vedere un graffito su un muro: ''Sandokan, torna, mamma ha bisogno di te''. Il mito e' il mito, basta leggere la frase di Yanez che conclude il libro». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quindi neanche il Che o Marcos sono i Sandokan della modernità? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Il Che era il Che e Marcos è Marcos. Da quando ho scritto la biografia di Guevara, 15 anni fa, lo sogno spesso e lui mi dice che ama i sigari e non le sigarette. E poi mi rimprovera sempre della mia lentezza e incapacità a costruire la scuola che stiamo facendo insieme, mi sgrida perché metto male i mattoni». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Una metafora?&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«No, un sogno». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;[…] &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Salgari faceva combattere le sue Tigri contro l'impero inglese, oggi le Tigri di Taibo contro chi dovrebbero combattere?&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Allora avevamo la guerra dell'oppio in India, oggi abbiamo gli elicotteri Cobra, le videocassette e i McDonald's in Afghanistan». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Quindi il nemico è sempre l'America?&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Beh, la forma più virulenta dell'impero oggi sono gli Stati Uniti». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;[…]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Visto che si trova qui, la sua impressione sull'Italia?&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Ogni volta che vengo, mi appare sempre più come una caricatura di se stessa. Il livello di degrado è disperante. Mi piacerebbe poter leggere un libro di Leonardo Sciascia sull'Italia di oggi». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1417320049415767650?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1417320049415767650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1417320049415767650' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1417320049415767650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1417320049415767650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/marx-lenin-e-sandokan-intervista-paco.html' title='Marx, Lenin e Sandokan. Intervista a Paco Taibo (di Riccardo Barenghi)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6yQdKBI9dmk/TyevjtA0OTI/AAAAAAAAGIo/MyFPNcWNV4Q/s72-c/sandokan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1868915041341055177</id><published>2012-01-31T09:17:00.002+01:00</published><updated>2012-01-31T09:23:56.285+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gastronomia e alimentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antichità classiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi e geografia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>Dagli antichi dèi a Montalbano. Agrigento (di Laura Anello)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Su Agrigento e l’agrigentino un articolo di promozione turistica da “La Stampa”, vecchio di un anno, scritto da Laura Anello, in combutta con lo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Slow Food&lt;/i&gt;,&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;con tutti gli artifizi e i piccoli inganni che contengono gli articoli del genere; e tuttavia godibilissimo e infarcito di amene curiosità, qualcuna sorprendente perfino per chi da quelle parti è nato e cresciuto. Nel mio piccolo plaudo all’autrice del pezzo, lo riprendo e lo consiglio. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;P.S. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nell’articolo mancano sollecitazioni alla visita per il mio borgo natìo, Campobello di Licata, benché il controverso e da poco defunto Calogero Gueli, a lungo sindaco, si dichiarasse convinto che la “città d’arte” di cui s’era fatto promotore con la disseminazione nel paese di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;murales&lt;/i&gt;, sculture e mosaici del suo amico Silvio Benedetto, un poliedrico artista argentino, avrebbe attratto in massa turisti dalle Americhe. Quando i due progettavano il grande e ora semiabbandonato parco della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Divina Commedia&lt;/i&gt;, disseminato di blocchi di marmo colorati con scene dal poema dantesco, provai a dire a Gueli che sarebbe stata più consona ai luoghi l’illustrazione di un’opera mediterranea, delle &lt;em&gt;Mille e una notte&lt;/em&gt; per esempio. Mi rispose che gli statunitensi sanno ben poco di noi e che per loro Firenze o Campobello sono più o meno la stessa cosa: è tutta Italia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In verità fino ad oggi di turisti nordamericani se ne sono visti ben pochi. Prima della crisi arrivava qualche gruppo di tedeschi, ora neanche quello. E tuttavia in quella pagina de “La Stampa” un riferimento, del tutto meritato,&amp;nbsp;al mio paese c’è: si parla della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;capra girgentana&lt;/i&gt;, della sua difficile salvaguardia, degli splendidi caprini a crudo che, raccogliendone il latte, produce il mio amico Giacomo Gatì nella contrada Montalbo. E’ un tema su cui, un giorno o l’altro tornerò. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LmJY_00A5AM/TyeiYZfJMvI/AAAAAAAAGIg/A4Ib0C5Oqu4/s1600/kolymbetra.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="257" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-LmJY_00A5AM/TyeiYZfJMvI/AAAAAAAAGIg/A4Ib0C5Oqu4/s400/kolymbetra.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Agrigento. Il giardino di Kolymbetra nella Valle dei Templi&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;E' la Sicilia del mito, la Sicilia dei templi e dei mandorli, delle memorie letterarie di Tomasi di Lampedusa, di Pirandello, di Sciascia, i giganti che hanno respirato e raccontato quest'aria. La Sicilia dove si muove il commissario Montalbano, che la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;fiction&lt;/i&gt; ha trasportato più a Est, nel barocco telegenico di Ragusa, ma che qui è stato concepito, e vive tra questi paesi di splendori e cemento. Agrigento, la Akragas dei greci che vi realizzarono quello che è oggi il parco archeologico più grande del mondo con i suoi dieci templi dorici, le necropoli, i santuari, visitati da 600 mila visitatori ogni anno. La Gergent degli Arabi, Girgenti fino al 1929 quando il fascismo le diede il nome dell'età imperiale romana. La terra che fronteggia l'Africa, dove la primavera sboccia due mesi in anticipo rispetto al calendario. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nel cuore dell'inverno, il 4 febbraio, si apre la sagra del Mandorlo in fiore, da sessantasei anni la kermesse siciliana del folclore internazionale, un appuntamento fisso nell'agenda dei tanti emigrati dispersi in mezzo mondo e per i turisti che arrivano a respirare l'aria di una tradizione fatta di carretti e tarantelle, ma anche di musica di qualità. Incoraggiati dal clima mite che quasi mai tradisce le attese, gli alberi si vestono di petali bianchi e profumati, un colpo d'occhio che avvolge gli antichi colossi dedicati agli dei. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Mai visto in tutta la mia vita uno splendore di primavera come stamattina al levar del sole», scriveva Goethe nel 1786 decantando il colpo d'occhio di verde, mare e templi in un colpo solo. Splendore insidiato nell'ultimo secolo dalla speculazione, dall'abusivismo, dall'incuria ma con un così grande capitale di partenza da resistere a tutto. D'altronde, i picchi e gli abissi sono nel Dna di questa città, fondata dai greci nel 581 avanti Cristo e diventata secondo Pindaro «la più bella città dei mortali», poi distrutta dai Cartaginesi nel 406, e ancora ricostruita e ripopolata. Di quella stagione resta una Valle dei Templi che è patrimonio mondiale dell'umanità e che custodisce una piccola gemma: il giardino della Kolymbetra, da dieci anni affidato al Fai, cinque ettari di meraviglie paesaggistiche e botaniche irrigate secondo le tecniche arabe, un posto che - diceva l'abate di Sant Non - «somiglia alla valle dell'Eden o a un angolo della terra promessa». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Città, Agrigento, transitata dalla crudeltà di tiranni come Falaride (passato alla storia per usare come strumento di tortura un toro di bronzo cavo e rovente) al regime democratico del filosofo Empedocle, che rifiutà il potere offertogli dal popolo e diede il via alla stagione d'oro, il tempo in cui - diceva lui stesso - «gli akragantini costruiscono case e templi come se non dovessero morire mai e mangiano come se dovessero morire l'indomani». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;A lui è dedicata Porto Empedocle, il paese dove è nato Camilleri, la Vigàta del commissario Montalbano che qui si delizia con triglie allo scoglio dell'osteria San Calogero, che esiste davvero in via Roma. Il vecchio sindaco aveva fatto pure un referendum per aggiungere il nome letterario a quello vero e aveva fatto piazzare i nuovi cartelli agli ingressi del paese. Il successore li ha tolti in nome della verità, ma progetta di realizzare in piazza una statua a Montalbano che somiglierà a Luca Zingaretti. Ma è tutto il mondo di Camilleri che ruota qui, nella Sicilia del Sud: dalla Merfi che in realtà è Menfi, con i suoi vigneti che declinano su un litorale amato da intellettuali che fuggono la folla, a Fiacca che è Sciacca, con l'isola Ferdinandea emersa nel 1834 per pochi giorni e poi di nuovo scomparsa sott'acqua. E ancora Fela, la Gela deturpata dal petrolchimico e dal cemento; Raccadali, che in realtà si chiama Raffadali; Montelusa, che è il nome preso a prestito dalle novelle di Pirandello con cui Camilleri chiama Agrigento. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Già, Pirandello, l'interprete della «corda pazza» siciliana che qui si esprime più che altrove, come se la realtà si trasfigurasse sotto questo sole che è un anticipo d'Africa. Qui c'è la casa-museo dove lo scrittore è nato, qui le sue ceneri, anche se il pino secolare che le vegliava è stato spazzato via anni fa da una tromba d'aria. Leonardo Sciascia teneva la sua fotografia sulla scrivania, nella vicina Racalmuto. E anche lì vale la pena fare un giro, alla Fondazione che ospita le sue lettere, tra i luoghi dove cercò rifugio dalle persecuzioni del Sant'Uffizio il frate libertario Diego La Matina, protagonista del suo Morte dell'Inquisitore. E poi c'è anche Palma di Montechiaro, la città degli avi di Tomasi di Lampedusa, con il palazzo del Gattopardo. E ancora Naro, dove la sagra del Mandorlo in fiore nacque nel 1934 come festa contadina, prima di migrare ad Agrigento e diventare kermesse internazionale ispirata alla pace tra i popoli. Ambizione conclamata dalla tradizionale accensione del Tripode dell'amicizia come a un'Olimpiade. Davanti al tempio della Concordia, vicino agli dèi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;"La Stampa", 27 gennaio 2011&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1868915041341055177?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1868915041341055177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1868915041341055177' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1868915041341055177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1868915041341055177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/dagli-antichi-dei-montalbano-agrigento.html' title='Dagli antichi dèi a Montalbano. Agrigento (di Laura Anello)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-LmJY_00A5AM/TyeiYZfJMvI/AAAAAAAAGIg/A4Ib0C5Oqu4/s72-c/kolymbetra.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-6590559534020565865</id><published>2012-01-30T22:48:00.000+01:00</published><updated>2012-01-30T22:48:16.140+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la poesia del lunedì'/><title type='text'>La poesia del lunedì (Sou Che 1036 - 1101 d.C.)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4y6wAtjT9qY/TycPlhlBDvI/AAAAAAAAGIY/MCYpiV2Wx4Q/s1600/figlio-unico-in-cina.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="266" src="http://2.bp.blogspot.com/-4y6wAtjT9qY/TycPlhlBDvI/AAAAAAAAGIY/MCYpiV2Wx4Q/s400/figlio-unico-in-cina.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Per la nascita del suo bambino&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ogni famiglia, quando nasce un bimbo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;lo vuole intelligente;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;io con l’intelligenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;ho rovinato tutta la mia vita;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;spero solo che il bimbo si dimostri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;stupido ed ignorante;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;coronerà così una vita placida&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;diventando Ministro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;In &lt;em&gt;Liriche cinesi, Gli Struzzi,&lt;/em&gt; Einaudi, 1987&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-6590559534020565865?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/6590559534020565865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=6590559534020565865' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6590559534020565865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6590559534020565865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/la-poesia-del-lunedi-sou-che-1036-1101.html' title='La poesia del lunedì (Sou Che 1036 - 1101 d.C.)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4y6wAtjT9qY/TycPlhlBDvI/AAAAAAAAGIY/MCYpiV2Wx4Q/s72-c/figlio-unico-in-cina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-6820083391536005385</id><published>2012-01-30T21:07:00.001+01:00</published><updated>2012-01-30T21:13:37.159+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antichità classiche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scienze umane e filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='classici'/><title type='text'>Il mito di Fedra: Ippolito, l'eroe verginale, oltraggiato da un empio amore.</title><content type='html'>﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Dc5DDatNxsE/Tyb20kCAw9I/AAAAAAAAGII/DOzZnTtABmI/s1600/fedra+siracusa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="222" src="http://4.bp.blogspot.com/-Dc5DDatNxsE/Tyb20kCAw9I/AAAAAAAAGII/DOzZnTtABmI/s400/fedra+siracusa.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;Siracusa, Teatro greco, maggio 2010.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;Una scena dalla "Fedra "(o "Ippolito che porta la corona") di Euripide&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il testo che segue da “La talpa libri”, inserto de “il manifesto” del 1° giugno 1990, è opera di Alfonso Maria di Nola ed è parte della recensione a un libro sulla Fedra euripidea di Nadia Fusini (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La luminosa. Genealogia di Fedra&lt;/i&gt;). Nel brano scelto, l’antropologo Di Nola concentra la propria lettura (diversa da quella della Fusini) del dramma euripideo e interpreta in una luce storica l’antifemminismo dell’antico tragediografo, come prodotto dell’antitesi radicale tra due concezioni della sessualità entrambi presenti nella Grecia classica e identificate in Afrodite e Artemide. (S.L.L.) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-OVU23RgQPas/Tyb3t0S_9TI/AAAAAAAAGIQ/1mUYi-KtF5w/s1600/ippolito.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-OVU23RgQPas/Tyb3t0S_9TI/AAAAAAAAGIQ/1mUYi-KtF5w/s400/ippolito.jpg" width="243" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;em&gt;Siracusa, Teatro greco, maggio 2010.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;&lt;em&gt;Una scena dalla "Fedra "(o "Ippolito portatore di corona") di Euripide&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il significato primario del nome di Fedra, dipendente da una costellazione linguistica legata alla luce, allo splendore, al manifestarsi e forse alla parola (una serie di significati che quasi certamente erano assenti nella percezione che del nome avevano i Greci di età euripidea) origina un sottile, intelligente esercizio su quella genealogia delle «figlie del sole» di kerényiana memoria, cui l'economia interna di questo lavoro è dedicata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il dramma dell'uccisione dell'eroe da parte del toro (altra figura carica di significati segreti) si trasforma in una metafora culturale e universale dell'esplodere distruttivo della sessualità, quella di Ippolito, repressa e negata. Questo impianto interpretativo molto ricco e partecipato, con una attenzione, mai declinante, anche alla corrispondenza fra ritmi del verso e situazioni, non esclude un altro tipo di lettura, quello proprio dello storico che rifiuta, in una sua diversa legittimità, il compiacimento per la ricostruzione irrazionalistica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;In effetti questo scontroso personaggio che fu Euripide, processato duramente per empietà e legato ad una consuetudine omosessuale con un efebo, ha riflesso nell'Ippolito incoronato l'arcaica conflittualità fra sesso fecondo e riproduttore e sesso negato che si proietta nelle figure divine, quella di Afrodite, signora della forza universale di eros, e quello di Artemide, la sigillata divinità dei cacciatori che respinge ogni segno carnale, nella sua castità integra. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Artemide, che ebbe un suo celebre tempio nel luogo stesso del dramma di Ippolito, a Trezene nell'Argolide, dichiara esplicitamente Afrodite la dea più odiata da quanti hanno cara la vita verginale. In una sintesi di matrice antropologica, necessariamente rapida, il conflitto si rinnova nel concreto della trama tragica fra Fedra e Ippolito. Ippolito si presenta come membro di gruppi che, dediti alla caccia e alla prova atletica, sono distanti da ogni esperienza sessuale, anche da quella efebica, gli stessi gruppi retti dalla norma di castità, che appaiono in molti ambiti delle culture indoeuropei. E' iniziato all'orfismo; «ha in orrore l'idea di un letto e quanto può rifiuta e le donne e le nozze». «Io sono puro e il mio corpo è intatto» grida nel difendersi contro «la sete incestuosa di Fedra», «la mia anima è pura come quella di una vergine, non toccato ed ignaro», in un suo odio contro la notturna libidine proiettata in Afrodite («io non amo la dea che si mostra la notte»).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Di qui il discusso antifemminismo di Euripide, che viene trasferito negli atteggiamenti di Ippolito contro il sesso temuto. La celebre invettiva misoginica giunge ad esprimere la nostalgia di uno stato mitico non ancora bisessuato: «O Zeus, come mai ha insediato nella luce del sole le donne, questa ambigua dannazione per l'uomo? Se volevi, sai, propagare la stirpe mortale, non eri costretto a ricorrere alle donne per questo, ma bisognava che gli uomini depositassero nei tuoi templi o dell'oro o del ferro o una certa quantità di bronzo, e in cambio potessero comprarsi una semenza di figli...e abitare così in case finalmente libere senza femmine».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;L'acme narrativo ingloba qui, come episodio scatenante del conflitto sessuale, la passione incestuosa di Fedra, nella quale la femminilità già radicalmente respinta da Ippolito, assume tutti i caratteri di un catastrofico oltraggio contro la norma, è la «proposta obbrobriosa», la «passione disonesta», «l'empio amore» del testo euripideo, già qualificato da Platone come vergogna massima, consentita peraltro, soltanto agli dei. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-6820083391536005385?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/6820083391536005385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=6820083391536005385' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6820083391536005385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6820083391536005385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/il-mito-di-fedra-ippolito-leroe.html' title='Il mito di Fedra: Ippolito, l&apos;eroe verginale, oltraggiato da un empio amore.'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Dc5DDatNxsE/Tyb20kCAw9I/AAAAAAAAGII/DOzZnTtABmI/s72-c/fedra+siracusa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-8394640119363749622</id><published>2012-01-30T15:37:00.004+01:00</published><updated>2012-01-31T21:02:40.857+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri e compagni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Novecento'/><title type='text'>Dov'è la "porcheria" (di Pier Paolo Pasolini)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rJz-eEkdHug/TyapzOLOlYI/AAAAAAAAGHw/3STe_7ZLQ6M/s1600/ppp.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-rJz-eEkdHug/TyapzOLOlYI/AAAAAAAAGHw/3STe_7ZLQ6M/s400/ppp.jpg" width="323" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="font-style: normal; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Per alcuni anni, dal 1960 al 1965, Pier Paolo Pasolini curò una rubrica, arricchita dalla corrispondenza con i lettori,&amp;nbsp;dal titolo &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;em&gt;Dialoghi &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="font-style: normal; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;su “Vie Nuove” (il settimanale era il tentativo, non del tutto riuscito, di un rotocalco popolare&amp;nbsp;vicino al Pci, ma in anni successivi espresse una tendenza&amp;nbsp;filosovietica, anche in dissenso e larvata polemica con il partito italiano).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="font-style: normal; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Una scelta delle lettere a Pasolini&amp;nbsp;con le sue risposte venne&amp;nbsp;raccolta nel volume &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;em&gt;Le belle bandiere&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="font-style: normal; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt; dagli Editori riuniti (la casa editrice del Pci) nel 1977, quasi due anni dopo la sua morte tragica, e pubblicata con una introduzione di Giancarlo Ferretti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-style: normal; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Ho ripreso da lì questo botta e risposta sul tema dei rapporti tra la Chiesa cattolica e la ricerca scientifica e letteraria. Mi pare che possa essere tuttora uno stimolo alla riflessione. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-yNu3PiFFq-I/Tyaqly1uEdI/AAAAAAAAGIA/4WPAHsF-npA/s1600/belle+bandiere.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-yNu3PiFFq-I/Tyaqly1uEdI/AAAAAAAAGIA/4WPAHsF-npA/s400/belle+bandiere.jpg" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="font-style: normal; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="Style1" style="line-height: 11.75pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-pagination: widow-orphan; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Egregio signor Pasolini, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Style1" style="line-height: 11.75pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-pagination: widow-orphan; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;sono una studentessa di &lt;span style="letter-spacing: -1pt;"&gt;seconda&lt;/span&gt; liceo classico. Il mio professore di religione sostiene che la Chiesa non è oscurantista, che religione e scienza vanno perfettamente d’accordo. Difende l'Indice dei libri proibiti con l'argomento che sulla maggioranza delle persone certi libri possono produrre effetti nocivi. Vorrei il suo parere in proposito. Inoltre vorrei chiederle, giacché la letteratura e il cinema moderni sono accusati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;di immoralità, di mettere in mostra delle «porcherie», se &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;il suo &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Una vita violenta&lt;/b&gt; aveva bisogno degli episodi di Tommasino e Irene sui prati e della domenica pomeriggio per riuscire efficace. La stessa domanda si può fare, secondo me, per la scena dello stupro in &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Rocco e i suoi fratelli&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Style5" style="line-height: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-pagination: widow-orphan; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Maria Pizzardi - Bologna&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Style5" style="line-height: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-pagination: widow-orphan; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Style5" style="line-height: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-pagination: widow-orphan; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;I)&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il suo insegnante di religione mente. &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La religione e la scienza non vanno affatto d'accordo. Il suo insegnante di religione ha seguito un vecchio processo, tipico dell'ipocrisia controriformistica. Cioè ha dato alla parola «religione» il significato e la portata che essa ha (naturalmente per un cattolico) ma ha tolto alla parola «scienza» il suo reale significato e la sua reale portata. È di questi mesi una ridicola, spregevole presa di posizione del clero contro la psicanalisi. Che cos'è la psicanalisi se non una ricerca scientifica? E delle più importanti del nostro tempo? È chiaro: il suo prete le obietterà che la psicanalisi non è scienza. Benissimo, allora, il suo prete, abbia la bontà di concludere che la religione va d'accordo con la scienza che gli pare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Style5" style="line-height: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-pagination: widow-orphan; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;II)&lt;span style="mso-tab-count: 1;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quello di proteggere gli intellettualmente deboli è &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;uno dei classici atti di spregio della Chiesa verso l'uomo.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Essa non ha nessun diritto di dare degli irresponsabili ai cittadini di uno Stato libero e indipendente con le sue istituzioni democratiche (almeno sulla carta). Il suo intervento paternalistico è una scusa che non può che rivoltare. Una lettura non è mai pericolosa. Le uniche letture pericolose sono quelle che la Chiesa permette: una generica pornografia e l'evasione fumettistica (oltre che le opere edificanti prodotte dalla Chiesa stessa, che servono a rendere completamente irreali). In realtà &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;la Chiesa teme le libere letture (ha tenuto fino a un secolo fa Dante all'indice): e il suo vero grande ideale sarebbe regnare sopra un popolo di analfabeti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Style5" style="line-height: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-pagination: widow-orphan; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;III) &lt;em&gt;&lt;strong&gt;In un'opera d'arte — o almeno in un'opera ad alto livello letterario — tutto rientra in un &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;disegno, in una struttura. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il tutto vive di particolari concreti. Il sesso ha la importanza nella vita di ognuno di noi, ricco o povero, semplice o colto. Nel descrivere una figura umana — un personaggio — non si può lasciare all'oscuro la sua vita sessuale, specie se si tratta di una figura umana ignara, vitale, solo confusamente conscia di sé: perché in essa tutto diventa concreto, tutto è perché calato negli atti particolari, nei fatti. Un personaggio semplice, popolare, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;se non fa non è&lt;/i&gt;. Inoltre, egli non ha, della propria vita sessuale, la concezione moralistica che hanno i borghesi: il tacerne sarebbe parlare di lui — di ciò che fa — al di fuori di lui, da un punto di vista che tende a ignorare non solo ciò che fa nel campo sessuale, ma in qualsiasi campo della vita. Insomma, cara amica, non bisogna mai in nessun momento essere degli ipocriti. I rapporti sessuali solo in un caso sono volgari: nel caso della persona ipocrita. Altrimenti essi non hanno nulla di volgare. E lei fa malissimo a chiamarli sia pure tra virgolette «porcherie». L'unica porcheria vera è il reprimerli, il nasconderli, il censurarli, pretestualmente, insinceramente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Style5" style="line-height: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-pagination: widow-orphan; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="Style5" style="line-height: 12pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-line-height-rule: exactly; mso-pagination: widow-orphan; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;"Vie Nuove" n. 49 a. XVI, 14 dicembre 1961&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-8394640119363749622?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/8394640119363749622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=8394640119363749622' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/8394640119363749622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/8394640119363749622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/dove-la-porcheria-di-pier-paolo.html' title='Dov&apos;è la &quot;porcheria&quot; (di Pier Paolo Pasolini)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rJz-eEkdHug/TyapzOLOlYI/AAAAAAAAGHw/3STe_7ZLQ6M/s72-c/ppp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-7261558903320730086</id><published>2012-01-30T11:08:00.000+01:00</published><updated>2012-01-30T11:08:42.112+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia lavoro diritto diritti'/><title type='text'>Strage all'oleificio di Campello. La condanna di Del Papa (Fabrizio Ricci)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-DuIIdwvMUp8/TyZruhCl-YI/AAAAAAAAGHo/99lzfjdkCm8/s1600/campelloclitunno.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="266" src="http://2.bp.blogspot.com/-DuIIdwvMUp8/TyZruhCl-YI/AAAAAAAAGHo/99lzfjdkCm8/s400/campelloclitunno.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;“Scaricare su un povero cristo come me tutta questa vicenda non è umano”. Giorgio del Papa, il padrone della Umbria Olii di Campello sul Clitunno, lo ha ripetuto fino all'ultimo momento, anche davanti alle telecamere del Tg1. Lui non si è mai sentito responsabile per le 4 vite degli operai che sono saltati in aria il 25 novembre 2006, su uno dei suoi silos pieni di olio e di un gas, l'esano, altamente esplosivo, della cui presenza – hanno detto i periti del tribunale – i lavoratori non erano stati minimamente messi in allarme. Ecco perché l'imprenditore “povero cristo” è stato condannato a 7 anni e mezzo di galera, per l'omicidio colposo di Maurizio Manili, Tullio Mottini, Vladimir Todhe e Giuseppe Coletti e per altri reati come il disastro ambientale e l'omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Del Papa dovrà anche risarcire, in via provvisionale, 2,5 milioni di euro alle varie parti offese. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Certo, ci saranno l'appello e la Cassazione. La strada verso la fine di questa assurda e triste vicenda è ancora lunga. Ma intanto, lo scorso 13 dicembre nel tribunale di Spoleto il giudice Avenoso ha chiarito finalmente da che parte stanno le responsabilità. Del Papa è colpevole di quelle 4 morti. La sua assurda richiesta di risarcimento da 35 milioni di euro ai familiari delle vittime e all'unico superstite è carta straccia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;E la lettura di quella sentenza è stata una liberazione per le famiglie degli operai morti, soprattutto per le vedove. Donne come Anila Todhe, moglie di Vladimir, che si è ritrovata all'improvviso sola con due figlie piccole da crescere e un marito morto da difendere, anziché da piangere. Donne forti, che hanno saputo reggere il durissimo colpo e reagire, come forse gli uomini, a parti invertite, non avrebbero saputo fare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Poco conta allora l'entità della condanna. Eccessiva? Insufficiente? Giusta? Un esercizio logico che non ha senso per chi, fino a pochi minuti prima, temeva di poter essere chiamato a pagare i danni del disastro. Chiarire dove stanno le responsabilità: questo era il punto e questo è stato fatto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Certo, la mente degli osservatori esterni è corsa però inevitabilmente a Torino. A quella sentenza, anche lì di primo grado, che è destinata a cambiare la giurisprudenza in materia di incidenti sul lavoro: 16 anni e mezzo per Herald Espenhahn, amministratore delegato della Thyssen Krupp, condannato per l'omicidio volontario di sei operai della fabbrica torinese. Di fronte a quel tipo di verdetto, i 7 anni e mezzo di Del Papa, condannato invece per omicidio colposo e senza colpa cosciente (che il giudice non ha riconosciuto, nonostante fosse tra i capi di imputazione), si ridimensionano fortemente. Al tempo stesso, però, è vero che, se non ci fosse stata Torino, ora staremmo certamente parlando di una sentenza molto severa rispetto agli standard precedenti. Basta ricordare, ad esempio, come è andata a finire un'altra vicenda processuale, per una tragedia sul lavoro avvenuta appena un anno prima di quella di Campello. La morte di tre operai edili in via dei Filosofi a Perugia, precipitati da 15 metri di altezza per un difetto nel montaggio della piattaforma sulla quale stavano lavorando. In quel caso il titolare della ditta, Paolo Millucci, è stato condannato a soli 2 anni e 8 mesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Arial; mso-fareast-language: #00FF; mso-font-kerning: .5pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Dunque, la sentenza di Spoleto è un passaggio importante, la conferma che, nonostante le resistenze della Confindustria, della destra politica (vi ricordate Tremonti? “La 626 è un lusso che non possiamo più permetterci”) e lo scarso interesse dei media, in Italia sta forse lentamente cambiando l'approccio culturale e non solo giuridico, alla piaga delle morti sul lavoro, che non sono mai “tragiche fatalità”, ma omicidi e come tali vanno trattate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Arial; mso-fareast-language: #00FF; mso-font-kerning: .5pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;da "Micropolis" gennaio 2012&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-7261558903320730086?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/7261558903320730086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=7261558903320730086' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7261558903320730086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7261558903320730086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/strage-alloleificio-di-campello-la.html' title='Strage all&apos;oleificio di Campello. La condanna di Del Papa (Fabrizio Ricci)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-DuIIdwvMUp8/TyZruhCl-YI/AAAAAAAAGHo/99lzfjdkCm8/s72-c/campelloclitunno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-9103683836891474132</id><published>2012-01-29T22:45:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T22:45:17.960+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica e canto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia contemporanea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Novecento'/><title type='text'>ll Trio Lescano. Lo swing dell'Italietta (di Elena Loewenthal)</title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-s9MKM3qqgbU/TyW7dsl4lUI/AAAAAAAAGHI/4znpJMle_34/s1600/lescano1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="202" src="http://4.bp.blogspot.com/-s9MKM3qqgbU/TyW7dsl4lUI/AAAAAAAAGHI/4znpJMle_34/s400/lescano1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Il Trio Lescano&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La vita è come un film, a volte. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Prima scena: tre giovani donne consumano pasticcini e sorbiscono spumante insieme a un uomo che si chiama Umberto, è il Principe di Piemonte, adora ballare e lo fa con tutte e tre a turno, suggellando ogni volta il momento con un baciamano. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Seconda scena: tre giovanissime acrobate si esibiscono nel loro numero. Sono esili, non belle e per nulla esuberanti: nulla a che vedere con l'ideale di donna sancito dal settimanale «Signorine grandi firme». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Terza scena: buio. Nulla, se non un silenzio pesante. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Dove sono sparite le tre sorelle? Alexandra, Judith e Kitty Leschan nascono in Olanda fra il 1910 e il 1919. Non si sa esattamente dove, visto che vengono al mondo in un nomade circo. Il padre Alexander è un contorsionista ungherese costretto a riconvertirsi in clown da un incidente di percorso. E' anche acrobata e saltatore: soprattutto nei letti, a giudicare dalle figlie che dissemina in giro. Poi un giorno sposa la diciottenne Eva De Leeuwe, circense cantante d'operetta: olandese ed ebrea, viene da una dinastia di umoristi, maghi, musicisti. Le loro tre figlie, avviate quasi in fasce a una carriera sotto il tendone, prenderanno la strada di artiste indipendenti. La madre è l'«eterno carabiniere» che le seguirà quasi ovunque e morirà a novantaquattro anni, mentre del padre si perdono le tracce. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-yqR3Y-qnkvU/TyW77bLTEpI/AAAAAAAAGHQ/IuhyjAsdN0o/s1600/trio_lescano_met_moeder.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="297" src="http://2.bp.blogspot.com/-yqR3Y-qnkvU/TyW77bLTEpI/AAAAAAAAGHQ/IuhyjAsdN0o/s400/trio_lescano_met_moeder.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Le tre Lescano con la madre&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;E' nel 1935 che le prime due sorelle Lescano sbarcano in Italia come «Sunday Sister», una coppia di acrobate che ha già girato tutta l'Europa. Poco dopo, fiutando una luminosa carriera che arriverà senza neanche dar loro il tempo di rendersene conto, mamma Eva richiama dall'Olanda anche la piccola Caterina, chiusa in collegio. L'Italia fascista ha bisogno di musica. La radio sta entrando nelle case degli italiani. L'autarchia arresta ai confini del paese tutto quel che è straniero, compreso il jazz e tanti altri generi. «Non si può importare, ma si può imitare», spiega Gabriele Eschenazi autore del libro Le regine dello swing. Il trio Lescano: una storia fra cronaca e costume in uscita per Einaudi (nonchè sceneggiatore della fiction televisiva dedicata al Trio di imminente programmazione). Il collettivismo spinto del regime, che esige massa d'urto e ha diffidenza d'ogni protagonismo che non sia quello del duce, non vuole voci soliste. Così, il trio Lescano - che abita in una bella casa di via Artisti, a Torino, e si può persino permettere un automobile con tanto di autista - conquista il Paese: con quelle facce un poco stordite, gli occhi acquosi e i rotoli di capelli sulla fronte come dettava la moda (anzi, come dettavano loro tre). Le voci limpide, il ritmo swing che entra in testa e non esce più, le rime baciate infuse, forse, di una garbatissima ironia. Maramao perché sei morto, Ciribiribin, Pippo non lo sa (che non piacque al regime, perché quel «quando passa ride tutta la città» sembrava scritto apposta per il gerarca Achille Starace), Tulipan (omaggio alla loro terra natìa) hanno varcato gli anni, la guerra, le generazioni. Ce le abbiamo ancora nelle orecchie, insomma. La parabola di Alessandra, Giuditta e Caterina Lescano - così italianizzano i loro nomi, in nome dell'autarchia - è vertiginosa. Ma ben presto arrivano le leggi razziali. Le sorelle sono straniere, di padre non ebreo e troppo famose per essere stroncate brutalmente dalle obbrobriose disposizioni: ottengono uno status speciale che consente loro di continuare a cantare. Ma non senza preoccupazioni, soprattutto per mamma Eva (in Olanda la sua famiglia sarà sterminata). Nel novembre del 1943, dopo un'esibizione al Teatro Grattacielo di Genova, le sorelle Lescano vengono arrestate. Difficile dire quanto rimasero a Marassi e come ne uscirono per raggiungere fortunosamente la madre, in clandestinità a Valperga Caluso nel Canavese. Finita la guerra nulla sarà più come prima: Caterinetta, la piccola, scalpita. Vuole metter su famiglia, condurre una vita «normale». Il trio si spacca. Quel che ne resta parte per il Sudamerica insieme a un surrogato della sorella mancante, una giovanissima Maria Bria che nei quattro anni di tournées sotto l'equatore sarà costretta a fingere di essere una Lescano. In quelle terre remote esce di scena anche Giuditta. Sandra tornerà invece in Italia al seguito di un marito, per non cantare mai più. E' una storia bellissima, avvincente e anche crudele, quella del trio Lescano. Una storia paradigmatica eppure ambigua. Rappresenta il nostro il paese e i suoi travagli, ma è misteriosa come gli sguardi persi delle sorelle, le loro peregrinazioni, la loro noncuranza delle radici. Le partenze che si susseguono senza ritorno, le bisticciate epocali. Gli impresari che le sfruttano, i mariti che le conquistano. Nessuna di loro ha avuto figli, e alla fine si sono perse anche fra loro, come i mulini a vento che tanti anni prima avevano «lasciati per questo cielo blu».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Da “La Stampa”, 16 ottobre 2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;/div&gt;﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿﻿&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-9103683836891474132?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/9103683836891474132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=9103683836891474132' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/9103683836891474132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/9103683836891474132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/ll-trio-lescano-lo-swing-dellitalietta.html' title='ll Trio Lescano. Lo swing dell&apos;Italietta (di Elena Loewenthal)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-s9MKM3qqgbU/TyW7dsl4lUI/AAAAAAAAGHI/4znpJMle_34/s72-c/lescano1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-5257295287739308383</id><published>2012-01-29T19:45:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T19:45:16.723+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Ritorno ad Assisi. La palude (S.L.L. - da "micropolis" gennaio 2012)</title><content type='html'>﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-eF0271CFD1Q/TyWTDqoFzsI/AAAAAAAAGHA/atZIyKn45qA/s1600/Assisi+1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/-eF0271CFD1Q/TyWTDqoFzsI/AAAAAAAAGHA/atZIyKn45qA/s640/Assisi+1.jpg" width="427" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Assisi. Foto di Marco Francalancia&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ad Assisi sono tornato dopo alcuni anni, in un sabato d’inverno senza turisti. Ho guardato, ascoltato e letto. La città è una palude e la stagnazione lascia scorgere poco di quanto dentro accade. Il centro continua ad affascinare, molto al di là dell’immagine convenzionale, francescana e misticheggiante, ma è proprio da lì che sembra effondersi verso la piana, il monte e le colline circostanti un senso di torbido torpore. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Per tutto il Novecento, già dal tempo di Mussolini, che ammirava in Francesco “il più italiano dei santi”, passando per gli anni del “regime democristiano”, fino alle ripetute visitazioni del papa polacco, lo svuotamento del capoluogo ha accompagnato, a ondate, la crescita dell’“industria del santino” gestita direttamente da frati e suore e del notevole indotto laico. Si giunge così alle poche centinaia d’adesso, con un numero altissimo di esercizi commerciali, ricettivi, e tra questi molti religiosi alberghi dello spirito, beneficiari di esoneri fiscali. Qualcuno in Comune ipotizza un’inversione di tendenza, un progressivo ripopolamento grazie ai mini-appartamenti ricavati dalle ristrutturazioni dopo-terremoto, ma il mercato immobiliare è del tutto bloccato e non c’è nulla che incoraggi le giovani coppie ad abitare nel capoluogo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;C’è una netta differenza, infatti, – a sentire i residenti - &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;tra la percezione dall’esterno e quella dall’interno. Al visitatore occasionale Assisi rimanda un’immagine di città medievale ricca di monumenti, salubre, città delle pace e del francescanesimo con tutte le sue suggestioni, con lembi di paesaggio incontaminato e incantevole. Gli abitanti al contrario provano un senso di solitudine e una sindrome da assedio, specie quelli che non vivono di turismo e non beneficiano di nessuna compensazione per le distorsioni economiche ed etiche che derivano dall’essere abitanti di un centro preso d’assalto per decine di giorni l’anno, fino all’imbrunire, con tutte le conseguenze che ne derivano, in termine di costi, servizi, serenità. Un’amministrazione attenta al bilancio ha fatto sì che i cittadini non soffrissero troppo dei balzelli che hanno colpito altri centri, ma il prezzo è stato l’abbassamento generale delle attività sociali: i centri di aggregazione carenti, gli incentivi all’impresa innovativa giovanile acqua fresca, la sensibilità verso le donne lavoratrici zero. E’ difficile il ripopolamento di una città così strutturata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La stagnazione si avverte anche fuori dal capoluogo, da Santa Maria degli Angeli, che condivide col capoluogo il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;business&lt;/i&gt; turistico-religioso e con la contigua Bastia le attività commerciali e industriali, alle altre frazioni del monte e del piano. Agli Angeli molto è cambiato in apparenza, la configurazione del traffico, i sottopassaggi, le rotatorie, i nuovi supermercati; e sono in attività i cantieri del discusso Puc, che prevede ampie e alte cementificazioni. Ma, a quel che sento e avverto, anche qui la sostanza (quel che sta sotto le apparenze) è stagnazione. Qualcuno del luogo – non senza saggezza – interpreta addirittura come regressione le modificate destinazioni d’uso di spazi che un tempo erano sede di attività produttive e oggi di supermercati. Riusciranno questi nuovi centri commerciali – in tempi di crisi - a vendere le loro mercanzie con intorno così tanta concorrenza? Il dubbio riguarda anche gli appartamenti del Puc. Si vocifera che siano in buona parte già venduti. A chi? Chi dispone oggi di tanti capitali e rischia di tenerli inutilizzati per un buon lasso di tempo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Forse più che altrove agli Angeli si avverte l’orma di Bartolini, sindaco del terremoto e del Giubileo e potente vicesindaco nel primo quinquennio di Ricci, ora oppositore da destra; ma il suo attivismo, fatto com’era di appalti, cemento, affari e clientele, era in realtà conservatorismo, cioè fiancheggiamento e sostegno dei poteri più forti: i vasti e corposi interessi clericali, immobiliari e turistici, o i comitati d’affari più o meno riservati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ricci ha cambiato stile, ma non politica: è più diplomatico, ha fatto pace con la Regione, con Perugia, con la Marcia Perugia-Assisi, ha scelto la pratica gesuitica e dorotea del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mota sedare et&lt;/i&gt; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;quieta non movere&lt;/i&gt;,&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt; &lt;/i&gt;ma resta rappresentante degli stessi interessi. E pare che pensi soprattutto alla propria carriera: è in prima fila alla manifestazione con Alfano, ma non lesina aperture a Casini. Insomma, come tanti nella cosiddetta “casta” dei politicanti, Ricci è in attesa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Intanto la crisi arriva anche nella città del Poverello. Si dice (tuttora mancano dati scomposti) che il turismo, dopo il primo crollo, regga e che anzi qualcosa recuperi in termini di presenze, se non di introiti. Forse è vero. Si dice che la crisi qui morda meno che altrove, perché c’è ancora qualche lavoro in corso nell’edilizia, perché la diversificazione tra attività legate al turismo, industrie e commerci d’altra natura aiuta, perché da queste parti non mancavano riserve di risparmio e di ricchezza. Può darsi. E tuttavia, se non siamo alle smobilitazioni della vicina Bastia, alla Bolletta Mobili, ove il sindacato è tradizionalmente collaborativo, si è scioperato per salari non corrisposti. E’ un segnale allarmante. Dentro la crisi inoltre si scorgono movimenti non del tutto decifrabili, ma di sicuro gravidi di conseguenze: i più grandi alberghi, sia laici che cattolici, cambiano proprietà o quanto meno gestione. Ha un nuovo padrone (e un nuovo nome) il Grand’Hotel, ha un nuovo padrone l’Hotel Subasio, i frati affidano a L’Ora di Padova la gestione del raddoppiato Cenacolo francescano. Nel settore dell’ospitalità cresce l’insofferenza per le strutture dei religiosi e delle religiose, che godono di facilitazioni fiscali tali da configurare una concorrenza sleale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;L’opposizione di centro-sinistra e di sinistra, con poche lodevoli eccezioni, non riesce ad esprimere né lotte, né critiche, né proposte e dentro di essa il Pd sembra involversi in una crisi senza fine. Dei due consiglieri comunali pd, una, la Travicelli, di provenienza democristiana, si è proclamata indipendente dal gruppo consiliare e dal Pd assisano, anche se a Perugia continua a fare la “democratica”. Il recente congresso, che doveva risolvere i problemi interni, ha sancito l’elezione a segretario di Masciolini, ma i suoi due competitori non hanno accettato la sconfitta, hanno fatto ricorso agli organi superiori, denunciando brogli e tessere false. Insomma un Pd da una parte dimezzato, dall’altra “uno e trino”. Le promesse di una svolta della nuova segreteria sembrano destinate a rimanere nel limbo delle buone intenzioni. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;A sinistra l’esperienza più interessante degli ultimi anni è rappresentata da “La Mongolfiera”, la lista di sinistra, che nelle elezioni comunali del 2006 aveva raccolto intorno a sé una parte significativa dell’intellettualità laico-socialista e&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;comunista, con un programma avanzato e intelligente e circa il 10% dei voti. Nel 2011 da quell’esperienza è nato il movimento “Buongiorno Assisi” che è riuscito a imporre a tutto il centrosinistra il candidato a sindaco, Carlo Cianetti. La sconfitta di costui, particolarmente dura anche per l’esplicito sabotaggio o disimpegno di alcuni esponenti Pd, ha determinato anche in quest’area un ripiegamento. Ridotti a poca cosa sono, peraltro, anche i piccoli partiti dell’estrema. E’ tempo, forse, di uscire dalla palude. Questo dossier vuole rappresentare, anche, un contributo alla riapertura del dibattito e a una ripresa dell’iniziativa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Alla comunità assisana rimane intanto sostanzialmente estraneo e si limita a intervenirvi quanto basta per difendere i propri interessi mobiliari e immobiliari il complesso di ordini, congregazioni e fraternità cattoliche che vive negli eremi e nei conventi della “Città serafica”. Un tempo si distinguevano per l’impegno pacifista e terzomondista i frati della Basilica e del Sacro Convento (non senza qualche contrapposizione con i “fratelli” della Porziuncola, più tradizionalisti e conservatori). Nel 2006 una deliberazione papale ridusse la loro autonomia, riportandoli sotto la giurisdizione del Vescovo. La normalizzazione ha avuto successo, anche perché il ritorno all’ordine corrispondeva all’aspirazione di molti frati, assai lontani in spirito dall’avanzato francescanesimo di alcuni stati del Sud America. Di fatto il Sacro Convento si è allineato con le amministrazioni della destra e ne è stato uno dei più forti sostenitori al tempo di una controversa delibera contro i mendicanti e i mangiatori di panini. Paradossalmente, nel mondo cattolico, sui temi della pace e della cooperazione, ma anche su temi sociali (disoccupazione, nuove povertà, acqua pubblica), uno stimolo è venuto proprio dal vescovo Sorrentino e dalla diocesi, con vere e proprie iniziative di dibattito intitolate alla “Tenda del Risorto”. Un altro punto di luce è di sicuro la “Pro civitate christiana” che riesce ad essere tuttora, non di rado, luogo di incontro e di dialogo tra credenti nelle religioni e credenti nella autonoma umana ragione, ma con la palude assisana ha scarsissimi contatti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;dal dossier "speciale assissi", in "micropolis" gennaio 2012&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-5257295287739308383?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/5257295287739308383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=5257295287739308383' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5257295287739308383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5257295287739308383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/ritorno-ad-assisi-la-palude-sll-da.html' title='Ritorno ad Assisi. La palude (S.L.L. - da &quot;micropolis&quot; gennaio 2012)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-eF0271CFD1Q/TyWTDqoFzsI/AAAAAAAAGHA/atZIyKn45qA/s72-c/Assisi+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-4938814198318792656</id><published>2012-01-29T18:58:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T18:58:15.190+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri e compagni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>"La situasiun a l'è cula ca l'è" (di Lucio Magri - 2000)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nel 2000, su “la rivista del manifesto” Luigi Pintor avanzò la proposta, volutamente sbrigativa e quasi provocatoria, di dare vita, in tempi stretti, ad una nuova formazione politica, che raccogliesse l'arcipelago di forze, più, meno o niente affatto organizzate, già vicine tra loro in una comune critica alla cultura e al potere allora (e oggi) oggi dominanti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La proposta ebbe la via sbarrata abbastanza presto dal perentorio &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;niet&lt;/i&gt; di Bertinotti, guida mediatica della maggiore tra le forze organizzate cui la proposta era rivolta. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Fra gli altri vi intervenne, in ottobre, il direttore della rivista Lucio Magri, che produsse per la circostanza un’analisi della fase che allora mi sembrò convincente e adesso per molti aspetti mi pare ancora attuale. Riprendo la parte finale del saggio e il suo titolo dialettale &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La situasiun a l'è cula ca l'è &lt;/i&gt;(“La situazione è quella che è”), benché la situazione sia oggi, e di molto, peggiorata. (S.L.L.) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xBCtTbC0cmg/TyV-POeIktI/AAAAAAAAGG4/I4BgGUtP24Q/s1600/mezzo+magri.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-xBCtTbC0cmg/TyV-POeIktI/AAAAAAAAGG4/I4BgGUtP24Q/s640/mezzo+magri.jpg" width="436" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Se anche rinunciamo a un concetto totalizzante e centralistico di partito, una nuova forza politica vera non può nascere se non risponde a un'esigenza storica reale, riconosciuta, oltre che da un'utilità politica contingente; né senza una visione relativamente comune del passato, del presente e del futuro per cui ci si batte. Un "processo costituente", ovviamente, non presuppone tutto ciò, deve costruirlo; ma non comincia e non avanza senza alcune ipotesi generali su cui discutere, da verificare, ma che subito lo caratterizzino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Qui sta la vera difficoltà della proposta che io stesso ho appena avanzato. La difficoltà di un punto di partenza non tanto definito da escludere il coinvolgimento più largo di forze e culture essenziali, ma neppure tanto generico da produrre un assemblaggio confuso e inerte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il fatto è che la crisi della sinistra, di tutta la sinistra, non nasce solo da errori recenti, ma da processi storici oggettivi e di lunga durata. Da un lato il crollo - oltreché la sconfitta - di quel "socialismo reale" che per molti decenni aveva costituito il punto di riferimento ideale per gran parte della sinistra, anche non comunista, e una base materiale di un equilibrio di forze mondiale. Dall'altro lato una ristrutturazione capitalistica che non è solo una restaurazione ma anche una grande trasformazione del modo di produrre, vivere e pensare e che fa leva su una delle maggiori rivoluzioni tecnologiche della storia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Dalla loro combinazione è nato un nuovo assetto generale, della società e del mondo: quello che nominiamo come neoliberale e neoimperiale e cerchiamo di analizzare con i concetti di globalizzazione, postaylorismo, società dell'informazione, unipolarismo ecc.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La base forte da cui può nascere una "forza di sinistra alternativa" sta nel fatto che questo nuovo assetto capitalistico, già oggi, produce contraddizioni drammatiche e impone prezzi pesanti non solo per delle minoranze, né solo sul terreno dei bisogni più elementari, ma anche per vaste aree sociali, e rispetto anche ai nuovi bisogni che la storia stessa ha fatto emergere e potrebbe realmente soddisfare. Diseguaglianze maggiori tra classi e continenti, e povertà assolute, in un mondo nel quale invece esistono ormai le risorse necessarie per garantire a tutti una decente sopravvivenza; la nuova disoccupazione e la precarizzazione, il sacrificio di diritti e di tutele elementari in un mondo che invece potrebbe ridurre e redistribuire per tutti il tempo e la fatica del lavoro umano e avrebbe bisogno di una maggiore qualità e partecipazione nella sua erogazione; la volontà ossessiva di accelerare produzione e consumo di beni materiali superflui e dissipazione di risorse naturali in un mondo che è già minacciato dal degrado ambientale e avrebbe anzitutto bisogno di un arricchimento intellettuale e umano; individualismo egoistico e competitivo in un mondo nel quale antiche istituzioni di solidarietà e educazione stanno scomparendo e dovrebbero quindi essere sostituite da più ricche e libere forme di socialità; la riproposizione, in versione imbarbarita, di fondamentalismi etnici o religiosi in un mondo che pure pretende di unificarsi e potrebbe permettersi un cosmopolitismo dialogante e cooperativo; la concentrazione dei poteri dominanti nell'economia e nella politica, esterni alla sovranità popolare e da essa incontrollabili, in un mondo in cui, invece, i livelli di istruzione e i mezzi di comunicazione permetterebbero partecipazione diffusa; l'affidamento assoluto agli automatismi del mercato in un mondo in cui il mercato di fatto è orientato da pochi, il consumatore è manipolato e manipolabile, gli obiettivi essenziali hanno bisogno essenziale di scelte consapevoli e di lunga prospettiva, e in cui esistono gli strumenti per pianificarle senza centralizzazione e dispotismo ma orientando decisioni decentrate e iniziative largamente autonome.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Perché allora tutto ciò non produce ancora un'opposizione e una critica diffusa, l'aspirazione ad una trasformazione profonda, una grande politica che l'esprima e l'organizzi? Anzi ne produce ancor meno, e in forme più disperse e subalterne, di quanto le disuguaglianze avevano almeno un fondamento nella scarsità generale, il puro progresso materiale appariva a tutti una esigenza assoluta, le classi dominate erano abituate a una secolare rassegnazione, i continenti dominati erano piegati da un diretto regime coloniale, gli umili erano privi di istruzione e di esperienze di organizzazione? La risposta è abbastanza evidente: sta nella forza impressionante e nella pervasività del potere dominante. È questo meccanismo apparentemente impersonale e senza dimora che impone alla sinistra di governo di accettare l'esistente, perché un riformismo debole è privo del potere e della forza per sfuggire a quell'insieme di compatibilità. Ma si riflette anche - ecco il punto - nel senso comune di massa e nelle forze che lo rifiutano o lo combattono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Una forma di tale subalternità, la più seria e generosa, penetra anche in quella sinistra sulla quale il nostro discorso ora si concentra e ne spiega la difficoltà. Parlo dell'ideologia del cosiddetto "esodo dalla politica", molto più diffusa e multiforme di quanto non si creda: radicale o moderata, sindacalista o culturalista, classista o solidarista, cattolica o libertaria. Comune è la convinzione che - in questa fase storica o anche oltre - di fronte a questo "potere compatto", a questo "pensiero unico", che svuotano le istituzioni, che omologano il ceto politico, occorre fare di necessità virtù: cioè accettare e usare l'estrema pluralità dei movimenti, far leva su lotte di resistenza magari a volte nell'immediato perdenti ma che accumulano consapevolezza, costruire dal basso, in forma molecolare, là dove l'esclusione è più pesante, esperienze di solidarietà legate al vissuto e al locale; comunque rinunciare all'illusione di un progetto alternativo unificante e complessivamente praticabile, ad un'organizzazione politica permanente, tanto più a porsi problemi di governo, di alleanze, di riforme.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;È un'ideologia che ha percorso l'intera storia anche del vecchio movimento operaio, e con cui fare seriamente i conti. Perché contiene importanti e oggi più evidenti elementi di verità. Anzitutto la critica ad una visione tradizionale delle contraddizioni capitalistiche seccamente ridotta al conflitto diretto lavoro-capitale (spesso a sua volta ridotto al terreno sindacale vertenziale e redistributivo), che oggi risulta tanto più legittima in quanto quella visione sottovaluta o subordina il ruolo e la qualità di nuovi soggetti (esterni al mondo del lavoro o espressione di nuove forme di lavoro). In sostanza: critica dell'economicismo. In secondo luogo la critica della politica, della sua concentrazione sul problema della conquista e dell'esercizio del potere, cui si contrappone il bisogno di ridarle tensione ideale e di ricollegarla a una esperienza sociale diretta e vissuta (tanto più quando la conquista del potere degrada a conquista del governo, e i "rivoluzionari di professione" rapidamente si integrano nel ceto politico). In sostanza, critica dello statalismo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tuttavia su questa strada non si va lontano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tralascio qui un dibattito teorico che sarebbe necessario e ha importanti precedenti. Mi limito a constatazioni fattuali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;L'inquietante novità del capitalismo attuale sta soprattutto nella grande capacità che esso ha acquisito, facendo leva su straordinarie innovazioni tecnologiche, di scomporre le classi, i paesi, i soggetti che più pesantemente opprime, e allo stesso tempo di manipolare le coscienze, i valori, gli stili di vita dell'intero corpo sociale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Per questo i movimenti che gli si oppongono non solo restano minoritari, ma hanno un andamento sussultorio - esplodono e poi rifluiscono lasciando deboli sedimenti, si alternano e si moltiplicano ma senza convergere se non per brevi momenti e solo contro un comune nemico, spesso entrano in conflitto tra loro, e talvolta contribuiscono a una "rivoluzione passiva" (nuova socialità che si risolve in individualismo, libertà individuale che diventa massificazione). Ogni volta ne cogliamo giustamente la novità e l'importanza, ma raramente ne facciamo un bilancio complessivo e di lungo periodo. Eppure è ormai una storia che dura da trent'anni, alla quale molti di noi hanno direttamente e senza risparmio partecipato, almeno a partire dal '68: la contestazione studentesca e intellettuale, i movimenti per i diritti civili in America e quelli operai in Italia, quelli legati al Vietnam o alla rivoluzione in America Latina, la lotta contro l'energia nucleare, il pacifismo per il disarmo multilaterale, il femminismo e l'ambientalismo come fenomeni insieme radicali e di massa, le occupazioni di case, i consigli di fabbrica, le 150 ore e via via la "Pantera", la scala mobile, le pensioni, lo zapatismo come messaggio simbolico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non ricordo tutto ciò per limitare l'importanza di questi movimenti, la ricchezza della loro pluralità, la loro carica innovativa nei contenuti e nelle forme di organizzazione. Voglio solo sottolineare il fatto che per stimolarne la crescita, sviluppandone l'intera potenzialità, occorre, oggi più che nel passato, sostenerli con un progetto, affiancarli con una organizzazione politica che renda più esplicito il collegamento con la struttura di fondo della società, estenda il loro influsso su coloro che non ne sono direttamente coinvolti, e soprattutto incida realmente, con un insieme coerente di riforme, sulle grandi scelte e sui grandi assetti del potere (ricerca, scuola, investimenti, forme istituzionali, assetti proprietari, politiche monetarie). Senza di questo non solo il conflitto resta latente, ma non cresce una soggettività matura, non si forma una classe dirigente, insomma non avanza un'alternativa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Questa del resto a me pare la vera lezione da trarre dalla esperienza storica, grande e terribile, del Novecento. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;In negativo, perché essa ha dimostrato come grandi, e autentiche, rotture rivoluzionarie non sono bastate a produrre quella società radicalmente nuova cui aspiravano, e che quando l'hanno tentato oltre il limite storicamente dato, e senza sapere organizzare rapporti di produzione effettivamente nuovi né inventare nuove istituzioni democratiche, si sono bloccate, hanno degenerato, alla fine uscendone sconfitte. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma anche in positivo, nel senso che quelle stesse rivoluzioni, a un certo punto confluendo con movimenti meno radicali ma seriamente riformatori, e con lotte di liberazione nazionale del Terzo mondo, sono riuscite a produrre straordinari avanzamenti non solo produttivi ma culturali e sociali, hanno sbarrato la strada a soluzioni barbariche di una crisi di sistema, e poi si sono cristallizzate in un assetto generale in cui il capitalismo sopravviveva ma in competizione con altre forze, e seriamente condizionato. Diritti e tutele del lavoro, democrazia organizzata, stato sociale, alfabetizzazione di massa, liberazione politica del Terzo mondo: tutto ciò non è stato il naturale sbocco del capitalismo fordista, ma anche il frutto di un rapporto di forze, di una lotta drammatica e anche di parziali compromessi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Questa storia ci ha insegnato dunque - se vogliamo darle un senso (oltre l'abiura e senza la rimozione) - che il passaggio dal capitalismo ad un nuovo sistema sociale è un processo di lunga durata, con uno sviluppo non lineare, che può imboccare direzioni diverse e anche regredire. Un processo per tappe, in ciascuna delle quali si realizzano o si possono realizzare non solo obiettivi parziali ma anche successivi equilibri generali, diverse egemonie, convivenza di diverse forme di produzione variamente gerarchizzate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Oggi si è restaurato un dominio capitalistico più pieno, e più coerente con la sua logica di fondo, ma creando nuove contraddizioni e nuove potenzialità alternative. Ma non è possibile agirvi solo riproponendo contenuti e forme dell'equilibrio precedente, anche se è necessario resistere al suo smantellamento. Si tratta di definire le idee forza di una nuova tappa possibile: sviluppo sostenibile; welfare society; governo multipolare del mondo - di cui un'Europa democraticamente legittimata e autonoma nel proprio modello sociale e nel suo ruolo internazionale è condizione necessaria; democrazia economica decentrata unita a un piano complessivo e ad un potere che lo governa, e così via. Novità dirimenti: un nuovo modo di produrre e di consumare e non solo di redistribuire il reddito. Commisurando tutto ciò comunque ai rapporti di forza, individuando soggetti, conflitti e alleanze necessarie: perché questo è lo specifico della politica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Quando parlo di una "forza politica alternativa" è a ciò che mi riferisco. Non considero cioè - forse a differenza di Pintor o di altri - questa espressione come puro sinonimo di "sinistra critica" (anche se deve ormai escludere ogni dogmatismo) né di "sinistra antagonista" (anche se deve essere animata da una contestazione dei principi fondativi del sistema). Una "sinistra alternativa" si definisce, per me, anzitutto e in positivo, come un progetto e una pratica che si contrappongono ad un assetto capitalistico storicamente determinato - neoliberista e neoimperiale - e ritiene necessario e possibile modificarne l'assetto per aprire la strada a trasformazioni più avanzate. Per questo deve e può essere "politica, in senso forte" rilanciare la lotta di classe ma "elevandola a un livello etico-politico" (Gramsci).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non è obiettivo di qualche mese né di qualche anno, tanto meno di un governo o di una legislatura. Ma proprio poiché agiscono invece rapidamente processi dissolutivi occorre politicamente e teoricamente proporselo subito e con sufficiente ambizione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nessuna conclusione quindi al dibattito avviato da Pintor: solo un contributo, certo meno brillante e stringato ma nelle intenzioni non meno provocatorio, per riprenderlo e portarlo avanti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Come diceva, negli anni Trenta, l'operaio biellese Willi Schiapparelli al suo compagno di cella, ogni mattina alzandosi: "la situasiun a l'è cula ca l'è". Alcuni anni dopo ottenne qualche soddisfazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-4938814198318792656?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/4938814198318792656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=4938814198318792656' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4938814198318792656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4938814198318792656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/la-situasiun-le-cula-ca-le-di-lucio.html' title='&quot;La situasiun a l&apos;è cula ca l&apos;è&quot; (di Lucio Magri - 2000)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xBCtTbC0cmg/TyV-POeIktI/AAAAAAAAGG4/I4BgGUtP24Q/s72-c/mezzo+magri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-4982404769708007379</id><published>2012-01-28T13:55:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T13:55:02.511+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema teatro spettacolo fotografia fumetti'/><title type='text'>"Casablanca" (di Ingrid Bergman)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1IBY6gXWFJw/TyPu9uClA3I/AAAAAAAAGGw/nFN9-KDF5Cg/s1600/casablanca+film.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="281" src="http://4.bp.blogspot.com/-1IBY6gXWFJw/TyPu9uClA3I/AAAAAAAAGGw/nFN9-KDF5Cg/s400/casablanca+film.bmp" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Michael Curtiz mi piaceva. Era un buon regista ma nonostante questo l’inizio di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Casablanca&lt;/i&gt; fu disastroso, anche se non per colpa sua. Sin dalle prime riprese il produttore, Hall Wallis, si mise a litigare con gli sceneggiatori, i fratelli Epstein e, come se non bastasse, anche Mike Curtiz prese a trascorrere l'intervallo del pranzo discutendo con Hall Wallis. La sceneggiatura doveva essere modificata; i dialoghi ci venivano passati giorno per giorno e toccava a noi sbrigarcela perché quello che facevamo avesse un minimo di senso. Nessuno sapeva dove saremmo andati a finire o quale sarebbe stata la conclusione del film, il che non ci aiutava certo a entrare nei rispettivi ruoli. Ogni mattina chiedevamo: «Chi siamo e che cosa stiamo facendo?». E Michael Curtiz ci rispondeva: « Ancora non è deciso. Per oggi giriamo questa scena e domani ve lo saprò dire ». Era una situazione ridicola, anzi peggio, estremamente sgradevole. Anche Michael Curtiz non sapeva quello che stava facendo perché nemmeno lui aveva un'idea precisa della trama. Tutte queste incertezze irritavano profondamente Humphrey Bogart, che si ritirava nella sua roulotte il più spesso posibile. La cosa che mi metteva più a disagio era il non sapere di chi dovevo essere innamorata, se di Paul Henreid o di Humphrey Bogart.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;« Non lo sappiamo ancora... tu cerca di recitar bene... barcamenandoti. »&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non osavo guardare Humphrey Bogart con occhi innamorati perché poi non avrei saputo come guardare Paul Henreid.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Avevano intenzione di girare due finali perché non riuscivano a decidere se avrei dovuto partire con mio marito o restare con Bogart. Il primo fu quello dell'addio. Se vi ricordate, Claude Rains e Bogie si allontanano nella pioggia pronunciando la famosa frase: « Louis, credo che questo sia l'inizio di una bella amicizia ». Il parere unanime fu quello di conservare questo finale, senza nemmeno girare l'altro. La frase conclusiva sembrava perfetta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma nessuno sapeva che quella sarebbe stata la frase conclusiva finché non venne risentita, così come nessuno si immaginava che il film avrebbe vinto un Oscar e sarebbe diventato un classico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Gli attori che l'avevano interpretato formavano un cast straordinario, ma i problemi connessi con la sceneggiatura avevano creato molte tensioni, tanto che posso dire di non aver quasi conosciuto Humphrey Bogart. Certo, l'ho baciato, ma senza conoscerlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;Da Ingrid Bergman, &lt;em&gt;La mia storia,&lt;/em&gt;Mondadori 1981&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-4982404769708007379?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/4982404769708007379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=4982404769708007379' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4982404769708007379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4982404769708007379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/casablanca-di-ingrid-bergman.html' title='&quot;Casablanca&quot; (di Ingrid Bergman)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-1IBY6gXWFJw/TyPu9uClA3I/AAAAAAAAGGw/nFN9-KDF5Cg/s72-c/casablanca+film.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-7489492092043339488</id><published>2012-01-28T13:45:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T13:45:20.789+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='medicina'/><title type='text'>Pro e contro l’omeopatia (con un’intervista di Elena Lisa a Valter Masci)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;A Liverpool nel gennaio 2010 trecento persone (membri di una “Società degli Scettici”) ingurgitarono 84 pilloline di una preparazione omeopatica, l’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Arsenicum album&lt;/i&gt;”, usata contro l’insonnia e le intossicazioni alimentari. Era una protesta contro la medicina omeopatica diretta soprattutto contro la catena britannica di farmacie “Boots”, accusata di vendere acqua fresca o zuccherini per farmaci, approfittando della credulità della gente, stimolata da medici superficiali o imbroglioni. I trecento, non so quanto giovani e forti, non ebbero conseguenze giacché il farmaco ingurgitato non conteneva più molecole di arsenico. E non già per un inganno, ma per il combinato disposto dei principi della medicina omeopatica e della chimico-fisica. La medicina dichiara di guarire i malanni con le sostanze che nei sani ne provocano i sintomi (“principio della similitudine”), ma estremamente diluite con acqua e, ad ogni diluizione centesimale, “dinamizzate” con un lungo e robusto scuotimento. La diluizione è tale che alla fine – giusta la costante di Avogadro – non c’è nel liquido ottenuto &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;alcuna traccia della sostanza che vi è stata disciolta. So che la medicina è tuttora divisa sull’omeopatia e che prestigiose organizzazioni scientifiche hanno condotto indagini con risultati diversamente interpretabili. Sembrerebbe certo che i farmaci omeopatici siano un po’ più efficaci dei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;placebo &lt;/i&gt;(i finti farmaci la cui valenza terapeutica è tutta psicologica), ma che siano molto meno efficaci dei farmaci “ufficiali” (dei quali tuttavia non hanno gli effetti collaterali spesso sgradevoli). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;A proposito della protesta di Liverpool, su “La Stampa” del 31 gennaio 2011, Elena Lisa intervistò un medico di fama internazionale che con giudizio accoppia medicina omeopatica e ufficiale chirurgia, Valter Masci. Ripropongo il testo di quel “pezzo”. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Z4utLH2pqn4/TyPts-AfvqI/AAAAAAAAGGg/GtAzPhwlzwc/s1600/arsenicum.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-Z4utLH2pqn4/TyPts-AfvqI/AAAAAAAAGGg/GtAzPhwlzwc/s1600/arsenicum.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Valter Masci, membro di numerose commissioni ministeriali sulle medicine alternative, vicepresidente dell'associazione internazionale «Homeopathia Universalis» di Parigi, ha il piede in due scarpe: è tra i massimi esperti di «nuove» terapie, ma è pure chirurgo della medicina ufficiale. «Perciò - dice - chi meglio di me può giudicare l'azione di 300 attivisti della ''Società degli Scettici''»? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quindi, il suo verdetto è? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Sono 300 sciocchi. Oppure 300 intelligentoni in malafede. Se di omeopatia ne capissero un minimo, saprebbero che 84 pillole di ''arsenicum album'' non daranno alcuna reazione». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma la sua è un'ammissione d'inefficacia in piena regola: se 84 pastiglie non fanno niente, una sola quanto può curare? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«La concentrazione di principio attivo contenuto in una pillola è infinitesimale. Se volessero vedere gli effetti di una ''overdose'' dovrebbero prenderne un camion». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Nel caso, che succederebbe?&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Fitte alla pancia, dolori acuti. Una colite terribile». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Scusi, ma allora quante bisogna prenderne per avere qualche beneficio? &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Il punto nevralgico della questione è tutto qui. La scienza mette in dubbio i risultati perché ritiene che le dosi di vegetali e minerali, in sciroppi, pomate e pastiglie omeopatiche, sia così basso da non potere curare nessuno. E invece.. .». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Invece?&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Mi sono laureato nel 1978 in Medicina e Chirurgia, e non ho dubbi: non so spiegare come sia possibile, ma l'omeopatia cura anche con un dosaggio minimo. Certo non risolve patologie gravi, tumori, cardiopatie, ipertensioni. Chi sostiene il contrario è un cialtrone». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Tra di voi, però, c'è chi lo fa... &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Lo so. Non siamo una categoria unita: c'è chi millanta di poter salvare vite e chi con la scienza non scende a patti. Altri, e io sono tra questi, invece, cercano risposte nette: sono anni che chiedo di organizzare sperimentazioni definitive, negli ospedali e nelle università, per fare chiarezza». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;Perché non si farebbero, secondo lei? &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«Paura di cambiare. Per una resistenza culturale alle novità che, da sempre, appartiene alla medicina».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-7489492092043339488?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/7489492092043339488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=7489492092043339488' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7489492092043339488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7489492092043339488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/pro-e-contro-lomeopatia-con.html' title='Pro e contro l’omeopatia (con un’intervista di Elena Lisa a Valter Masci)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Z4utLH2pqn4/TyPts-AfvqI/AAAAAAAAGGg/GtAzPhwlzwc/s72-c/arsenicum.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1053399256052182693</id><published>2012-01-28T07:13:00.001+01:00</published><updated>2012-01-28T08:28:37.977+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Idea per una sana e giusta regolarizzazione (di Saleh Zaghloul)</title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-iaZGiDLJ3s8/TyORkmdiP1I/AAAAAAAAGGQ/5nJlKp9hH_c/s1600/emigrazione.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="300" src="http://3.bp.blogspot.com/-iaZGiDLJ3s8/TyORkmdiP1I/AAAAAAAAGGQ/5nJlKp9hH_c/s400/emigrazione.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Trento. Immigrati in fila per la regolarizzazione davanti alle Poste centrali.&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La settimana scorsa ACLI e CGIL hanno chiesto al governo la regolarizzazione degli immigrati irregolari. Richiesta giusta ed opportuna, ma come fare la regolarizzazione? Le regolarizzazioni che si sono fatte dal 1987 ad oggi hanno avuto uno svolgimento burocratico terribile. Sono state fatte concentrando la presentazione di centinaia di migliaia di domande in due o tre mesi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ingolfando gli uffici stranieri delle questure, delle prefetture, delle poste, del sindacato facendo “impazzire” i lavoratori di questi uffici. E’ come permettere agli automobilisti di fornirsi di carburante soltanto al lunedì di ogni settimana. Si scatena tra gli irregolari una disumana corsa contro il tempo, si usano tutti i mezzi per poter presentare domanda, si accetta ogni ricatto, si compra e si vende di tutto dal contratto di lavoro falso al proprio corpo. Si rivitalizzano le associazioni a delinquere di venditori e falsificatori di contratti di lavoro e se ne formano delle nuove. Il primo contatto degli immigrati con le istituzioni del nostro paese avviene aggirando regole e legalità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;L’emersione dal lavoro nero degli immigrati irregolari andrebbe invece fatta utilizzando gli stessi strumenti che si usano per i lavoratori italiani dove è possibile presentare domanda tutti i giorni del mese, tutti i mesi dell’anno, per anni. Così è stata l’emersione in base alla legge 383/2001 (Tremonti bis). I piani d’emersione territoriali e nazionali che oggi il sindacato sta proponendo al governo vanno adeguati in maniera da prevedere l’emersione del lavoratore immigrato irregolare e il rilascio in questo caso del permesso di soggiorno. Va prevista l’emersione su richiesta e vertenza del lavoratore stesso e il rilascio, previa verifica, del permesso di soggiorno. E andrebbero revocate le precedenti espulsioni amministrative. Questa è una proposta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;da "Italia razzismo.it" 27 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1053399256052182693?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1053399256052182693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1053399256052182693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1053399256052182693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1053399256052182693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/idea-per-una-sana-e-giusta.html' title='Idea per una sana e giusta regolarizzazione (di Saleh Zaghloul)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-iaZGiDLJ3s8/TyORkmdiP1I/AAAAAAAAGGQ/5nJlKp9hH_c/s72-c/emigrazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1421952297932260341</id><published>2012-01-28T01:23:00.001+01:00</published><updated>2012-01-28T11:16:57.934+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religioni'/><title type='text'>Carità pelosa (da "micropolis" - gennaio 2012)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-FfAd8pSl1p8/TyM_ll9f7vI/AAAAAAAAGGI/NI1RIMUMpMs/s1600/prete.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-FfAd8pSl1p8/TyM_ll9f7vI/AAAAAAAAGGI/NI1RIMUMpMs/s640/prete.jpg" width="442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Quando la miseria cresce i preti s’allargano e crescono le loro iniziative propagandistiche, tese a ottenere una sorta di “monopolio della carità”. Accade spesso e dappertutto; ed è accaduto in Umbria in questo gennaio. Il 15 si è celebrata a Perugia la giornata del migrante e del rifugiato con una Messa solenne trasmessa su Rai 1. Vi partecipavano delegazioni da tutte le diocesi dell’Umbria e per l’occasione il presidente della Conferenza episcopale umbra, Paglia, ha predisposto un’accorata esortazione all’accoglienza. Protagonista della giornata è stato tuttavia il vescovo di Perugia Bassetti che ha tenuto un’omelia molto politica e “nazionale”. Il succo era “gl’italiani son stati migranti, gl’italiani devono essere accoglienti”, in linea, anche nel riferimento ai 150 anni di unità, con Napolitano e con le novità nelle politiche migratorie del suo governo tecnico. Intanto la Caritas della diocesi perugina è al centro di uno scandalo (su cui si è messa la sordina) dopo le denunce di abusi su piccoli migranti rivolte a un prete che era ai suoi vertici. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nel frattempo il quadro della gerarchia umbra sembra in movimento. Il nome Paglia, che secondo la leggenda era cardinale nel cuore (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;in pectore&lt;/i&gt;) del papa polacco, non avendo al tempo l’età per essere nominato, non si rintracciava nell’elenco dei nuovi porporati. L’esclusione peraltro era abbastanza attesa, giacché Ratzinger non appare generoso di nomine verso i vojtiliani doc, ma oggi i siti cattolici danno il gerarca ciociaro in prima fila tra i concorrenti per il Patriarcato di Venezia.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Paglia in questo gennaio oltre a partecipare alla commemorazione del boiardo di stato Enrico Micheli, figlio del celebre tesoriere della Dc (con Gianni Letta, Prodi, Bindi e Veltroni), ha firmato con la Marini e Boccali il Protocollo d’intesa tra la Ceu, l’associazione umbra dei Comuni e la Regione a favore del Fondo di solidarietà delle Chiese umbre. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Si tratta in pratica di un contributo della Regione a questo Fondo, che raccoglie quattrini con l’obiettivo dichiarato di soccorrere le famiglie in difficoltà. L’ammontare del finanziamento regionale è di soli 100 mila euro, ma in tempi di penuria per le pubbliche finanze anche questo è grasso che cola. Il protocollo informa che la gestione del fondo costa 150,87 euro, “praticamente zero”. Il sottinteso è che i soldi dati ai preti arriverebbero tutti alle famiglie, mentre, se gestiti dal pubblico, verrebbero decurtati dalle spese di personale e d’altro. Tesi assai discutibile: i Comuni dispongono di personale in grado di distribuire gli aiuti a costo zero e potrebbero definire criteri oggettivi ed equi di distribuzione senza ricorrere alla clericale discrezione.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1421952297932260341?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1421952297932260341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1421952297932260341' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1421952297932260341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1421952297932260341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/carita-pelosa-da-micropolis-gennaio.html' title='Carità pelosa (da &quot;micropolis&quot; - gennaio 2012)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-FfAd8pSl1p8/TyM_ll9f7vI/AAAAAAAAGGI/NI1RIMUMpMs/s72-c/prete.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-2897994391898478005</id><published>2012-01-27T23:54:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T23:54:00.921+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Novecento'/><title type='text'>L'"Olocausto" ebraico e le altre stragi da non dimenticare (S:L.L.)</title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-OB427iWe9xI/TyMqevDZ__I/AAAAAAAAGGA/CopHXTYhd9c/s1600/auschwitz+-+memorial+italiano.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="310" src="http://4.bp.blogspot.com/-OB427iWe9xI/TyMqevDZ__I/AAAAAAAAGGA/CopHXTYhd9c/s400/auschwitz+-+memorial+italiano.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Il memorial italiano ad Auschwitz&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;C’è in questa giornata della memoria dello sterminio nazista degli ebrei qualcosa che mi infastidisce, tipo il ronzìo di una mosca. E’ questa ricorrente tiritera: “perché non ricordiamo anche…?”, in cui ciascuno aggiunge come complemento oggetto le vittime verso le quali nutre più simpatia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Una volta erano soprattutto i fascisti a protestare ed a ricordare le “foibe” jugoslave dei comunisti di Tito ove accanto ai collaborazionisti fascisti trovarono posto tanti cadaveri di donne e uomini uccisi solo perché italiani. Essi ovviamente tacevano su chi, in quella guerra, fosse l’aggressore e l’invasore e chi l’aggredito e l’invaso, tacevano i massacri messi in atto dall’esercito italiano, e dentro di esso delle camicie nere, spesso contro vecchi, donne e bambini, nelle campagne e in molti villaggi sloveni, ove fu attuato un tentativo di purificazione etnica, con inaudite crudeltà. Poi, con l’ascesa di Berlusconi, l’arrivo al governo dei neofascisti e la “voglia matta” dei Pds di riscattarsi dal passato accreditandosi come anticomunisti, arrivò anche una giornata ufficiale di ricordo per le “foibe” e tutti si guardarono bene dall’accomunare alle vittime italiane quelle slovene e croate dei massacri fascisti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Oggi il “perché non ricordiamo anche?” viene spesso e volentieri anche da sinistra o da meridionalisti i massacri cui alludono sono assolutamente degni di essere dissepolti dall’oblio: la cacciata degli Armeni, con tante orribili stragi, da parte dei Turchi; quelli degli Italiani nelle guerre coloniali, in Libia o in Etiopia; quelli ancora più lontani dell’esercito piemontese nel Sud d’Italia, come una rappresaglia simile a quelle dei nazisti a Campolandolfo e con il campo di prigionia di Fenestrelle ove vennero fatti morire in condizioni terribili a migliaia ufficiali e soldati borbonici, anticipando lo stile dei gulag staliniani. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Io credo che disseppellire queste pagine dimenticate sia un dovere 364 giorni all’anno sia un dovere di chi le conosce, mentre penso che sia sbagliato tirarle fuori solo il 27 gennaio per negare l’assoluta unicità del tentativo nazista di genocidio nei confronti di ebrei e zingari. Non si può fare: non è giusto e non è onesto, neanche quando Israele, uno stato canaglia, violatore sistematico dei diritti umani, cerca nella Shoah la giustificazione di atti indifendibili.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-2897994391898478005?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/2897994391898478005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=2897994391898478005' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/2897994391898478005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/2897994391898478005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/lolocausto-ebraico-e-le-altre-stragi-da.html' title='L&apos;&quot;Olocausto&quot; ebraico e le altre stragi da non dimenticare (S:L.L.)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-OB427iWe9xI/TyMqevDZ__I/AAAAAAAAGGA/CopHXTYhd9c/s72-c/auschwitz+-+memorial+italiano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-7210213098122684360</id><published>2012-01-27T17:12:00.004+01:00</published><updated>2012-01-31T21:25:55.796+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Salvatore Lo Leggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costume e società'/><title type='text'>Spose e salotti (S.L.L.)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-N70_bZSn8mA/TyLPG76vr-I/AAAAAAAAGF4/FEfijoTpHJs/s1600/salotto+sposa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-N70_bZSn8mA/TyLPG76vr-I/AAAAAAAAGF4/FEfijoTpHJs/s400/salotto+sposa.jpg" width="338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Montanti è cognome diffuso a Canicattì e tra quelli che lo portano qualcuno &amp;nbsp;ne conosco, di persona o virtualmente. Credo che ci sia anche qualche Jannuzzo, per via di un cartello pubblicitario stradale che alle porte del paesone agricolo dell'Agrigentino fa propaganda a un locale negozio: &lt;em&gt;SALOTTI JANNUZZO&lt;/em&gt;, appunto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Un&amp;nbsp;Montanti commerciante,&amp;nbsp; nel suo cartello, ha puntato invece sul &lt;em&gt;target &lt;/em&gt;più che sulla merce che traffica (abiti nuziali femminili con i relativi accessori)&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;Nel cartello può leggersi infatti &lt;em&gt;MONTANTI SPOSE&lt;/em&gt;, tra ghirigori significanti felicità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Forse l'ideatore del cartello è stato spinto ad anteporre "montanti" a "spose", dal timore che l'ordine delle parole potesse meglio suggerire una&amp;nbsp;immagine tale da&amp;nbsp;turbare e disturbare&amp;nbsp;una parte (piccola ma significativa) dei&amp;nbsp;potenziali ricettori&amp;nbsp;del messaggio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;A Canicattì, ma un po' dovunque, c'è chi&amp;nbsp;nostalgicamente coltiva l'immagine della moglie sottomessa e serena e prova&amp;nbsp;disagio all'idea di spose felicemente montanti. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Si tratta per lo più di maschi, ma in grado di incidere negativamente sulle scelte d'acquisto,&amp;nbsp;perfino degli abiti da sposa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-7210213098122684360?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/7210213098122684360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=7210213098122684360' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7210213098122684360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7210213098122684360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/spose-e-salotti-sll.html' title='Spose e salotti (S.L.L.)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-N70_bZSn8mA/TyLPG76vr-I/AAAAAAAAGF4/FEfijoTpHJs/s72-c/salotto+sposa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1574663802813361300</id><published>2012-01-27T15:38:00.001+01:00</published><updated>2012-01-27T15:39:07.625+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pagine di storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religioni'/><title type='text'>In Linguadoca prima e dopo la crociata. Mistici e razionalisti (di A.Illuminati)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sfidando la jella propongo un amplissimo stralcio da un articolo di Augusto Illuminati sul tardo medioevo cristiano, considerato nelle sue relazioni con l’Islam. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;E’ tratto da “alias”, il magazine de “il manifesto”, del 13 ottobre 2011. Le domande che stanno sullo sfondo sono le seguenti. Perché il potere politico e religioso nei secoli XIII e XIV perseguita &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;sia il razionalismo antireligioso che il misticismo dell’eresia catara? Che cosa accomuna averroisti, albigesi e beghine? &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;L’ipotesi che Illuminati prospetta mi pare molto acuta e molto attuale. (S.L.L.) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-urcxx7wHUmo/TyK1Z7LgVvI/AAAAAAAAGFw/lXa_mmRg_b4/s1600/catari.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-urcxx7wHUmo/TyK1Z7LgVvI/AAAAAAAAGFw/lXa_mmRg_b4/s400/catari.jpg" width="396" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Catari al rogo in una miniatura&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;All'inizio del film &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="letter-spacing: -1pt; mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: Cambria; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Il&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;em&gt;desti­no &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;di Chahine un seguace di Averroè è bruciato sul rogo in Linguadoca e suo figlio si rifugia dal mae­stro a Cordoba. Piccolo anacroni­smo per la fine del XII secolo, per­ché bisogna aspettare altri 150 an­ni perché si comincino a suppli­ziate gli averroisti. Molto meno per altri roghi in quella terra di frontiera. Fra il 1209 e il 1244 tocca a migliaia di Catari o Albigesi, vitti­me delle crociate di Innocenzo III, mentre nei contigui territori, per zelante iniziativa del medesimo, già venivano perseguitati ed espul­si i «poveri di Lione» o Valdesi, il cui movimento sopravvisse tena­cemente nell'area alpina e si sal­derà prima con i moti dolciniani di inizio trecento poi con la Riforma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Nel 1233, su istigazione degli ebrei ortodossi di Montpellier, i domenicani, con singolare allean­za, bruciano i libri di Mos&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: Cambria; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;è Mai&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;monide, il grande maestro dell'ari­stotelismo averroizzante giudaico, che peraltro avrà nei decenni suc­cessivi seguaci provenzali presti­giosi come Albalag e Mos&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: Cambria; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;è&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt; di Narbona. Per contrappasso le autorità francesi ordinano nel 1248 la distruzione mediante il fuoco di tutte le copie del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Talmud... &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle13"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: Cambria; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;Del 1210 è la prima proibi­zione, sotto scomunica, della lettura pubblica o privata dei libri «natili&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle15"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: Cambria;"&gt;ali» &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;di Aristotele e relativi commenti (si salvano, cioè, soltanto gli scritti logici). Divieto inefficace, cui segue un'ondata &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle15"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: Cambria;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;traduzione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle15"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-family: Cambria;"&gt;delle opere linoni &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;sconosciute del filosofo (per eccellenza), grazie al lavoro della scuola di Toledo, che ritraduce in ebraico e in latino il patrimonio di traduzioni arabe dal gre­co (via siriaco), cui si aggiungano i lavori esege­&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-family: Cambria; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;tici., in primo luogo del commentatore per eccellenza, ibn Rushd &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;alias &lt;/i&gt;Averroè (a sua volta osteggiato e rimosso dagli integralisti della sua fede). Parte la cont&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;roffensiva: nel 1245 Innocenzo IV impone anche a Tolosa, ultima roccaforte culturale della Linguadoca, il divieto di lettura di quei testi. Altro fallimento. Nei due decenni successivi l'aristotelismo averroizzante dilaga nelle università ed è oggetto di due successive condanne nel 1270 e 1277 da parte dell'arcivescovo di Parigi Tempier. Ma in forma attenuata quel materiale entra comunque a far parte della Scolastica, nei grandi sistemi di Alberto Magno e Tommaso, che cercano di espungerne gli aspetti religiosamente pericolosi e politicamente sovversivi per dare una salda base filosofica alla teologia. Mentre Bonaventura, francescano neoplatonizzante, nelle conferenze-denuncie del 1267 associa in modo caratteristico come nemici da combattere ebrei, catari, averroisti, astrologhi ed epicurei o immoralisti in senso lato, il più astuto Filippo il Cancelliere aveva cercato di utilizzare, qualche anno prima, i filosofi islamici Averroè e soprattutto Avicenna per sostenere la convertibilità dell'essere e del bene, respingendo così il dualismo cataro fra due principi indipendenti di Bene e Male.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Conclusa con una sconfitta l'esperienza delle crociate contro i musulmani d'Oriente, le potenze cristiane (a parte la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Reconquista&lt;/i&gt; castigliana in Spagna) si concentrano in crociate di sostituzione dirette contro il nemico interno per reprimere i movimenti a larga base popolare che contestavano l'autorità della Chiesa e il regime feudale. L'assalto alla Linguadoca, che assecondava anche i progetti di unificazione monarchica e linguistica della Francia, colpiva allo stesso tempo un ceto politico e borghese «illuministico», che aveva secolarizzato nella cultura poetica provenzale elementi della mistica araba andalusa, e una base artigianale e contadina che si batteva per la soppressione dei canoni feudali e delle decime ecclesiastiche e addirittura esigeva la povertà della Chiesa e l'eguaglianza dei beni. Come all'epoca delle insurrezioni contadine alla fine dell'Impero romano e della guerra dei contadini tedeschi nel XVI secolo, un programma sociale rivoluzionario e addirittura anarchico si univa a una concezione ascetica della vita. I persecutori, del IV come del XIII secolo (da Ireneo a Bernardo Giù), ci hanno tramandato a modo loro, dopo avente distrutto i libri, le credenze di quegli eretici, insistendo ovviamente sui soli elementi dottrinari e accentuando la continuità di una tradizione gnostico-manichea: dualismo fra bene e male, rifiuto sino al suicidio del mondo malvagio in cui gli eletti si sentono stranieri, condanna del sesso riproduttivo e dell'alimentazione a base di carne e uova, denuncia del Dio del Vecchio Testamento come demiurgo malvagio ed esaltazione di Cristo e del Vangelo (letto in volgare) come rottura epocale, annuncio di rinnovamento spirituale e di un mondano Regno Millenario. In Marcione, negli Oliti (adoratori del Cristo-serpente contro Yahvé), nei valentiniani il meccanismo che lega potere sacramentale e potere politico viene spezzato in nome della totale estraneità al mondo e dell'attesa apocalittica, ma il momento centrale (molto «moderno») è l'esaltazione della libertà dello spirito contro ogni asservimento sacrificale. Il tempo della Legge, in tutti i sensi, è dichiarato concluso. Quando i Catari, che rifiutavano la guerra ma seppero difendersi con le armi sino alla morte, affermavano, in uno dei pochi testi superstiti, che noi non siamo del mondo e il mondo non è di noi (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;nos no em del mon nil mon no es de nos&lt;/i&gt;), parlano insieme di un mondo terreno e di un mondo storico, del rifiuto della materia e del rifiuto del regime feudale e più in generale di ogni costrizione legale e istituzionale. Infatti, come faranno più tardi Thomas Munzer e gli anabattisti, non si limitano a pregare e a digiunare, ma bruciano i castelli e i conventi con i loro voraci abitanti. Non a caso la stessa persecuzione, con gli stessi interessi e protagonisti, colpisce nell'arco di un secolo gli eretici religiosi delle più varie tendenze (comunque tutti pauperisti ed egalitari) e gli intellettuali laici, i predicatori della fine del mondo e i sostenitori dell'eternità del mondo, i fautori dell'unione mistica con Dio o con l'Intelligenza Agente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma che cosa avevano in comune i catari vegetariani e sessuofobi con i libertini per cui la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;simplex fornicatio&lt;/i&gt; (fra adulti consenzienti) &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;non est peccatum&lt;/i&gt;, cosa accostava i razionalisti averroisti, che negano la creazione e l'immortalità dell'anima alle beghine che si ispiravano alle visioni di Meister Eckart? Percé Chiesa, monarchie assolute e feudali li perseguitano con uguale accanimento? Si tratterà di «singolari coincidenze»? […]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Teologi e inquisitori del XIII e XTV secolo hanno invero idee più chiare. Il sospetto e la condanna colpiscono tutti coloro che pretendono un rapporto diretto con la verità e/o con Dio, rifiutando l'apparato ecclesiastico e respingendo il ricatto di inferno e paradiso amministrato, mediante la confessione e l'eucaristia, da un clero corrotto e colluso con il potere politico. Due geniali teologi-filosofi lo dicono benissimo, in negativo e in positivo. San Tommaso ammoniva che chi non teme l'inferno non teme neppure la legge. Ernst Bloch, ai giorni nostri, ricorda che la nebbia mistica non sempre ha aiutato i signori, anzi un soggetto mistico indipendente, come gli anabattisti, che si riferisce senza mediazioni a un signore nell'aldilà, produce un pessimo servo della gleba. «Il messianico - scrive ancora Bloch - è il rosso segreto di ogni illuminismo che si mantiene rivoluzionario». Il Duecento provenzale e parigino promette, con alterni toni messianici e razionalisti, un illuminismo che verrà aggredito da crociate e persecuzioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="FontStyle14"&gt;&lt;span style="mso-ansi-font-size: 12.0pt; mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Le forze emancipatrici che permeano trasversalmente nuovi ordini religiosi e movimento comunale, mistici sufi e renani, corti occitaniche e almohade, sono schiacciate dai signori feudali, dalle monarchie nazionali, dal conservatorismo islamico e dal papato. Occorrerà parecchio tempo perché si apra un'altra stagione. Le crociate fanno molto, molto male. Però non vincono mai per sempre.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1574663802813361300?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1574663802813361300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1574663802813361300' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1574663802813361300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1574663802813361300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/in-linguadoca-prima-e-dopo-la-crociata.html' title='In Linguadoca prima e dopo la crociata. Mistici e razionalisti (di A.Illuminati)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-urcxx7wHUmo/TyK1Z7LgVvI/AAAAAAAAGFw/lXa_mmRg_b4/s72-c/catari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1300552292566754542</id><published>2012-01-27T15:21:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T15:21:53.814+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunismo socialismo movimento operaio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica e canto'/><title type='text'>La Marsigliese, l'Internazionale e le guerre fratricide (S.L.L.)</title><content type='html'>﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-tiPg3nz0l74/TyKyDJbAufI/AAAAAAAAGFo/5pAxexyBNvg/s1600/Pottier+cartolina.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-tiPg3nz0l74/TyKyDJbAufI/AAAAAAAAGFo/5pAxexyBNvg/s640/Pottier+cartolina.jpg" width="393" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Cartolina illustrata.&amp;nbsp;Tomba di Eugene Pottier &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;al Cimitero parigino du Père Lachaise&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Secondo le ricerche di Cesare Bermani sul canto sociale italiano (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Guerra guerra ai palazzi e alle Chiese…&lt;/i&gt;, Odradek, 2003) nella storia dell’innologia politica e sociale dell’Ottocento il modello supremo è e rimane a lungo la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Marsigliese&lt;/i&gt;: a partire dall’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Inno patriottico&lt;/i&gt; che fu cantato a Bologna nel 1798 dopo l’innalzamento dell’Albero della Libertà, per arrivare alla cosiddetta &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Marsigliese del lavoro&lt;/i&gt; databile grosso modo alla vigilia della prima guerra mondiale. Esce confermato il giudizio di Roberto Leydi: "La &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Marsigliese&lt;/i&gt; costituisce, attravero la sua ricca filiazione italiana diretta ed indiretta, il modello di gran parte dei nostri inni politici, fino a tempi recenti, con una permanenza di tono, di simboli, di linguaggio e di metrica che va al di là della coincidenza". E tuttavia, all'inizio del XX secolo, dopo oltre un secolo di glorioso servizio alla causa dei progressisti e dei proletari, non solo francesi, in Francia la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Marsigliese&lt;/i&gt; diventa un inno nazionalista e come tale viene rifiutato dal movimento operaio, che gli contrappone polemicamente l&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;'Internationale&lt;/i&gt; di Pottier e Degeyter; con relativa aneddotica sul fatto che, essendo la metrica dei due inni identica (si è anche ipotizzato che Pottier avesse scritto il suo testo - nel 1870 - perché fosse cantato sull'aria della Marsigliese), c'era chi si divertiva a sfottere la polizia - propensa ad accettare la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Marsigliese&lt;/i&gt; e a inquietarsi all’ascolto dell’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Internazionale&lt;/i&gt; — cantando il testo di questa sull'aria di quella, e viceversa. A mo’ di corollario si può aggiungere che l’inno dell’antica Rivoluzione francese riacquista il suo valore progressista contro fascisti e nazisti: basta ricordare come il carattere di ribellione che acquista a Napoli del tempo fascista l’esecuzione pianistica dell’antico inno giacobino da parte del matematico Cacioppoli, nipote di Bakunin, il valore internazionalista oltre che antinazista che acquista il suo canto commosso nel film &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Casablanca&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nella storia dell’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Internationale &lt;/i&gt;c’è anche un’aspra contesa legale che contrappose Pierre Degeyter, l’autore della musica, al fratello Adolphe sull'attribuzione del copyright dell'inno. Alla base c’è una delle troppe feroci divisioni nel movimento operaio, prima socialista e poi comunista. Pierre aveva abbandonato il Parti Ouvrier Français per aderire al Parti Socialiste Unifié. I vecchi compagni, tra quali l'editore, non gliela perdonarono e per ripicca riuscirono a far attribuire i diritti dell'inno ad Adolphe, rimasto fedele al partito d'origine. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1300552292566754542?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1300552292566754542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1300552292566754542' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1300552292566754542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1300552292566754542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/la-marsigliese-linternazionale-e-le.html' title='La Marsigliese, l&apos;Internazionale e le guerre fratricide (S.L.L.)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-tiPg3nz0l74/TyKyDJbAufI/AAAAAAAAGFo/5pAxexyBNvg/s72-c/Pottier+cartolina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-2695540103866274912</id><published>2012-01-26T18:49:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T18:49:35.234+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema teatro spettacolo fotografia fumetti'/><title type='text'>Rossellini l'arcitaliano. Tra la Magnani e la Bergman (di Fulvia Caprara)</title><content type='html'>﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-MY-Qkb7jnOM/TyGP6TLGBlI/AAAAAAAAGFM/-a0cY_e89DY/s1600/rossellini+roberto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-MY-Qkb7jnOM/TyGP6TLGBlI/AAAAAAAAGFM/-a0cY_e89DY/s400/rossellini+roberto.jpg" width="302" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Roberto Rossellkini&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Apparso come recensione di un libro di Marcello Sorgi, l’articolo qui postato (da “La Stampa” del 21-4-2010), di Fulvia Caprara, rievoca uno dei più celebri “triangoli” della storia del cinema, quello che vede Roberto Rossellini, il regista di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Roma città aperta&lt;/i&gt;, conteso da due attrici grandissime, Anna Magnani e Ingrid Bergman. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;C’è, più nel libro che nell’articolo mi pare di capire, un surplus di malevolenza verso Rossellini. Costui, anche nella sua vita successiva, fece cose grandi, di cui alcune misconosciute come la straordinaria produzione “didattica” per la Rai (da Socrate a Cartesio passando per Cosimo de’ Medici). Qui viene quasi bloccato in un’immagine degli anni 40 e per di più si sollecita a leggere come opportunismo quello che forse era ricerca. Su Rossellini bisognerà tornare. (S.L.L.) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qyrjlyqbJBo/TyGQ045xJnI/AAAAAAAAGFU/-4bDDSXGJM0/s1600/bergman+rossellini.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-qyrjlyqbJBo/TyGQ045xJnI/AAAAAAAAGFU/-4bDDSXGJM0/s400/bergman+rossellini.jpg" width="246" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Ingrid Bergman con Rossellini&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;I personaggi sono tre. Lui, Roberto Rossellini, raccontato per la prima volta fuori dell'elegia neorealista e descritto, con gusto antropologico, come «un giovanotto della Roma-bene che s'era mangiato il patrimonio di famiglia e cercava di svoltare con il cinema». Lei, Anna Magnani, la grande attrice segnata per sempre dal «senso d'abbandono maturato per non aver mai conosciuto il padre ed essere stata abbandonata ancora piccola da una madre che l'aveva lasciata per andare a vivere in Egitto». L'altra, Ingrid Bergman, la diva venerata a Hollywood, nata per il grande schermo perché «aveva un volto e un sorriso unici, e una naturale propensione alla recitazione, poteva andare in scena anche senza trucco». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il luogo é la Roma caotica e vitale del dopoguerra, un posto dove tutto é permesso. Soprattutto a quella speciale categoria di persone, a quella stirpe di eletti, che si é guadagnata la fortuna di vivere facendo cinema. Sullo sfondo il Sud esotico e lontano delle Eolie. Isole dalle notti infinite, teatro di straordinari eventi naturali come le eruzioni vulcaniche, ma anche di amori, odi, passioni. E perfino, in quell'estate del '49, della lavorazione contemporanea di due film rivali, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Stromboli&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Vulcano&lt;/i&gt;, il primo firmato da Rossellini, il secondo da William Dieterle. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Pellicole concorrenti, nate dal tradimento dell'autore che, dopo aver illuso il principe Alliata di Villafranca, capo della «Panaria film», che avrebbe girato, con la Magnani protagonista, un film nell'arcipelago, incontrò la Bergman e cambiò rotta. Il nobile siciliano non si diede per vinto, ingaggiò il regista tedesco, americanizzato a Hollywood, e due mesi dopo l'avvio di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Stromboli&lt;/i&gt; fu battuto il primo ciak di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Vulcano&lt;/i&gt;. Segreti, spionaggi, dispetti. Le isole diventarono, da quel momento, il fulcro di una curiosa battaglia navale: «Nell'immaginario dei protagonisti era come se, invece di restare ancorate al fondo del mare con le loro radici di lava pietrificata, avessero preso a muoversi con l'agilità di veloci navi da guerra». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nel suo nuovo libro &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Le amanti del vulcano&lt;/i&gt;, che esce oggi da Rizzoli, Marcello Sorgi rilegge i fatti senza dare nulla per scontato. E così una storia nota, praticamente la Bibbia di qualunque critico, esperto o semplice appassionato di cinema, acquista tinte inedite e fiammeggianti: «Con tutte le sue qualità e i suoi terribili difetti», dice Sorgi, «Roberto Rossellini è un esempio perfetto di italiano». Un vero artista, come uno scultore o un pittore, pieno di inquietudini e di eccentricità che riguardano non solo il modo di amare, ma anche quello di vivere l'aria del tempo: «. .. i suoi repentini passaggi dal fascismo ai comunisti alla Dc erano in fondo basati su ragioni pratiche, di convenienza, sulla sua furbizia e sul suo senso di ironia». In «grandissimo anticipo su molti altri che non facevano il suo mestiere», il regista aveva capito che «l'Italia era un paese tragico e ridicolo insieme. Ridicolmente tragico. Tragicamente ridicolo».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;﻿﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-YULdaQMW05s/TyGRe2eFrcI/AAAAAAAAGFc/PsGSoKx-4wQ/s1600/magnani+rossellini.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-YULdaQMW05s/TyGRe2eFrcI/AAAAAAAAGFc/PsGSoKx-4wQ/s400/magnani+rossellini.jpg" width="237" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Anna Magnani con Rossellini&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿﻿&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Un Paese ideale per far da cornice a quel girotondo di tradimenti e abbandoni, separazioni e gravidanze, litigi furiosi e pubbliche dichiarazioni che accompagnò la storia dell'amore tra Bergman e Rossellini. Da lontano, dall'America puritana, la scelta di Ingrid, lasciare marito e figlia per unirsi al maestro del neorealismo che per lei aveva piantato in asso la Magnani, fu giudicata male. &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Uno scandalo destinato a finire tra i banchi del Senato Usa, con l'intervento del senatore Edwin C. Johnson che definì Bergman «potente distillatrice del male, cultrice del libero amore e apostolo hollywoodiano della depravazione». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nella capitale, come sempre, gli estremi convivevano. Da una parte il Vaticano che tuonava contro il regista e il governo Dc in imbarazzo, dall'altra Via Veneto, di lì a poco regno della «dolce vita», dove tutto veniva metabolizzato come cibo per rotocalchi. Se Rossellini era un regista lunatico che ne aveva viste di tutti i colori, «un cinicone» cresciuto in una famiglia ricca poi andata in rovina, capace di «cogliere contemporaneamente la drammaticità e l'ironia, la retorica e la miseria, le speranze e gli alibi» dell'Italia del conflitto, Bergman era una star capace di separarsi dalla figlia Pia con una lettera di poche righe che appariva insieme «un messaggio d'amore e un'altra prova della sua inguaribile superficialità». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Insomma, gente di cinema, abituata a muoversi tra comunicati e conferenze stampa, inadatta al vivere quotidiano, incapace di provare sentimenti autentici. Tra le cronache del tempo Sorgi sceglie quella in cui Irene Brin descrive l'attrice, ormai compagna ufficiale del maestro, alle prese con il difficile ruolo di signora romana che va a fare la spesa: «... stava lì tra gli scaffali, alta sulle scarpette nere a tacco basso, con un gran cappotto turchino, la voce esitante, i gesti complicati, il frequente sorriso delle straniere al mercato». Una freccia avvelenata, l'ennesima prova dello schieramento della stampa italiana, tutta dalla parte di Nannarella. Le sue intemperanze, dalla scarpa col tacco a spillo lanciata a Rossellini reo di «fà er fesso co' qua' fija de 'na mignotta» (Marilyn Buferd, una Miss americana che girava un film sulla Costiera Amalfitana) al piatto di spaghetti che colse il regista in piena faccia quando Anna intuì per la prima volta il pericolo Ingrid, erano capite e giustificate. Nelle reazioni della Magnani, anche quelle più disinvolte, come la relazione con «Colosseo», un giovanotto ingaggiato durante le riprese di Vulcano con il compito di carpire informazioni sul set di Stromboli, c'era ogni volta tutto il suo dolore. La catena degli abbandoni, iniziata con quello paterno e proseguita con gli amanti, da Serato a Rossellini, aveva contribuito a renderla attrice di ineguagliabile bravura. La disperazione era il motore delle sue prove più amate e applaudite. Eppure, dentro, la sofferenza era stata spesso insopportabile. Come nei giorni in cui, ospite, nella campagna inglese dell'amico Fabrizio Sarazani, la stella «digiuna, muta, se ne stava raggomitolata sul divano, incapace di prendere sonno». Nel trio, alla fine, è lei che spicca, reale più del neorealismo, tramontato insieme con l'unione tra Bergman e Rossellini. «La novità - scrive Sorgi - è che l'Italia era cambiata così rapidamente che neppure lo sguardo prensile di Rossellini aveva fatto in tempo ad accorgersene... dalla tragedia della sconfitta era nata insomma la commedia all'italiana, anche se Rossellini non era riuscito a capirlo».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-2695540103866274912?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/2695540103866274912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=2695540103866274912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/2695540103866274912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/2695540103866274912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/rossellini-larcitaliano-tra-la-magnani.html' title='Rossellini l&apos;arcitaliano. Tra la Magnani e la Bergman (di Fulvia Caprara)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-MY-Qkb7jnOM/TyGP6TLGBlI/AAAAAAAAGFM/-a0cY_e89DY/s72-c/rossellini+roberto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-2032890997981861023</id><published>2012-01-25T11:06:00.000+01:00</published><updated>2012-01-25T11:06:13.456+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri e compagni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunismo sovietico Russia Urss del 900'/><title type='text'>Trotzkij, il soviet, il partito (di Marcello Flores)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LF1r7k-Vo88/Tx_TkXiOptI/AAAAAAAAGFE/j2vELeRafco/s1600/trotzki.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/-LF1r7k-Vo88/Tx_TkXiOptI/AAAAAAAAGFE/j2vELeRafco/s640/trotzki.jpg" width="342" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Del soviet, di quello che il soviet rappresentava e di quello che ancor più avrebbe potuto essere Trotskij fu il portavoce e l’emblema, l’incarnazione stessa. Non fu solo in memoria del ruolo da lui svolto nelle ultime settimane della rivoluzione del 1905 che nel settembre del 17 egli venne eletto presidente del soviet di Pietroburgo, da una maggioranza ormai dominata dai bolscevichi. Tu in nome della sua convinzione, profonda e tenace, che al soviet apparteneva il futuro della Russia, che i soviet avrebbero dovuto essere il perno istituzionale della nuova società, il centro del nuovo potere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Se era amato soprattutto dai senza partito, più dai soldati e dai marinai rivoluzionari che dagli operai, Trotskij era riuscito a conquistare la fiducia e il rispetto della maggior parte dei bolscevichi. Della base, che vedeva in lui l’unica figura di spicco dell’universo non bolscevico che era stato capace di mutare le proprie opinioni e di avvicinarsi all’avanguardia del proletariato; di Lenin e di pochi altri dirigenti che ne avevano intuito le capacità, apprezzato la sincerità dei propositi, riconosciuto la convergenza degli obiettivi. Trotskij, dal canto suo, colpito dalla insipienza degli altri partiti e preoccupato del clima di anarchia, abbandonò repentinamente le antiche diffidenze che fin dai primi del secolo aveva manifestato contro il sostitutismo (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;il partito che si sostituisce alla “classe”,&lt;/i&gt;n.d.r.) e contro l’autoritarismo che aveva contrassegnato la breve vita del partito bolscevico. Proprio quelle qualità e quei caratteri con cui aveva aspramente polemizzato in passato gli sembravano adesso un utile contraltare alla disgregazione sociale, alla incapacità di decisione, alla carenza di una strategia lineare e alla mancanza di parole d’ordine semplici e mobilitanti, all’insufficienza strutturale di organizzazione che sempre più mostravano tutti i gruppi politici all’infuori dei bolscevichi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Coniugare il soviet – da cui si era mosso, scoprendolo e valorizzandolo, nel 1905 – con il partito, intuito adesso in tutta la sua portata: questo l’obiettivo perseguito da Trotskij, inverso e simile a quello di Lenin, che aveva costruito la sua vita di rivoluzionario attorno al partito e nell’aprile del 1917 aveva rischiato di metterlo in discussione per puntare invece sui soviet. Una scelta coraggiosa&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;contraddittoria che permise, nell’Ottobre, di vincere, ma che lascerà aperti negli anni successivi varchi e contraddizioni che trasformarono il bolscevismo in stalinismo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Trotskij, leone disarmato&lt;/i&gt;, “latalpagiovedì” de “il manifesto”, 13 settembre 1990.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-2032890997981861023?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/2032890997981861023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=2032890997981861023' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/2032890997981861023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/2032890997981861023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/trotzkij-il-soviet-il-partito-di.html' title='Trotzkij, il soviet, il partito (di Marcello Flores)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LF1r7k-Vo88/Tx_TkXiOptI/AAAAAAAAGFE/j2vELeRafco/s72-c/trotzki.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1495559437704195194</id><published>2012-01-24T21:42:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T21:42:03.595+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='matematica logica giochi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='altre poesie'/><title type='text'>"Peloso l'acchiappo". Un indovinello.</title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Tp2akAkONC4/Tx8WmmQaL-I/AAAAAAAAGEs/MTp4IfdbkjA/s1600/lapucci.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-Tp2akAkONC4/Tx8WmmQaL-I/AAAAAAAAGEs/MTp4IfdbkjA/s400/lapucci.jpg" width="280" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Carlo Lapucci&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Peloso l'acchiappo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;duro ce lo metto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;tenero lo levo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;Da Carlo Lapucci &lt;em&gt;Indovinelli italiani, &lt;/em&gt;Valmartina, Firenze, 1977.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1495559437704195194?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1495559437704195194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1495559437704195194' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1495559437704195194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1495559437704195194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/peloso-lacchiappo-un-indovinello.html' title='&quot;Peloso l&apos;acchiappo&quot;. Un indovinello.'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Tp2akAkONC4/Tx8WmmQaL-I/AAAAAAAAGEs/MTp4IfdbkjA/s72-c/lapucci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-7220015476696185389</id><published>2012-01-24T21:09:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T21:09:09.093+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Jonathan Swift e Daniel Defoe. Gulliver contro Robinson e viceversa.</title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-X6P8qI7muaY/Tx8O91MV2RI/AAAAAAAAGEk/WSu6hgGtlfI/s1600/defoe.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="243" src="http://4.bp.blogspot.com/-X6P8qI7muaY/Tx8O91MV2RI/AAAAAAAAGEk/WSu6hgGtlfI/s400/defoe.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Daniel Defoe e Jonathan Swift&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Verso il 1702, un noto letterato inglese scriveva: “Uno di questi scrittori (l’individuo che fu esposto alla gogna, di cui ho scordato il nome) è in verità un briccone così greve, così sentenzioso, così dogmatico da diventare insopportabile”. Lo scrittore esposto alla gogna non tarda a replicare. Sul primo giornale d’Europa, modello dei futuri “Tatler” e “Spectator”, definisce l’autore di quelle sprezzanti parole “cinico, grossolano, violento, pubblico calunniatore, facchino, barocciaio”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il briccone “greve e sentenzioso” è il direttore e quasi unico redattore della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Rewiew&lt;/i&gt;, Daniel Defoe, e il”cinico facchino” è il dottor Jonathan Swift. Si odieranno sempre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;in Nico Orengo, &lt;em&gt;Daniel ladro e spia , &lt;/em&gt;in "la Repubblica".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-7220015476696185389?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/7220015476696185389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=7220015476696185389' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7220015476696185389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7220015476696185389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/jonathan-swift-e-daniel-defoe-gulliver.html' title='Jonathan Swift e Daniel Defoe. Gulliver contro Robinson e viceversa.'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-X6P8qI7muaY/Tx8O91MV2RI/AAAAAAAAGEk/WSu6hgGtlfI/s72-c/defoe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-5373330960240626648</id><published>2012-01-24T09:58:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T09:58:08.810+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gastronomia e alimentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Salvatore Lo Leggio'/><title type='text'>Pane e pane.</title><content type='html'>﻿ &lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Mw0qeqAha28/Tx5xRb_oD-I/AAAAAAAAGEU/1SqCVIspr_M/s1600/pane+castelvetrano.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="337" src="http://3.bp.blogspot.com/-Mw0qeqAha28/Tx5xRb_oD-I/AAAAAAAAGEU/1SqCVIspr_M/s400/pane+castelvetrano.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Pane di Castelvetrano&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sotto il titolo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Fratelli di Teglia &lt;/i&gt;Rocco Moliterni propone ogni giovedì su “La Stampa” un “francobollo” gastronomico, storico e letterario, spesso infarcito di gustose curiosità. Quello che segue come appendice a questa mia divagazione sembra, a prima vista, più letterario che storico, ma contiene tra le righe interessanti informazioni sul mutare delle abitudini alimentari torinesi in una con le ondate migratorie. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;A proposito di pane letterario: la memoria non mi soccorre più, ma deve essere in un’opera importante, meridionalista, il passo in cui qualcuno dichiara che sta mangiando “pane e pane” e così testimonia la propria povertà. Spero di recuperare la fonte grazie a qualche buon commentatore. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La memoria, invece, funziona perfettamente quando mi rimanda all’adolescenza, nella campagna ch’era di mio nonno Salvatore, alla “Musta”. Un ragazzo, mio coetaneo, mangiava, seduto su un pietrone, “pane e pane”. Non era caldo di forno, forse non era neanche fresco, ma - ben conservato com’era - ugualmente profumava. Gliene chiesi un pezzetto ottenendolo e ricordo tuttora il sapore. Forse ha ragione Proust quando ne &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La strada di Swann&lt;/i&gt; scrive: “Ma quando niente sussiste di un passato antico, dopo la morte degli esseri, la distruzione delle cose, soli, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore lungo tempo ancora perdurano, come delle anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla impalpabile, senza vacillare, l’immenso edificio del ricordo”. (S.L.L.) &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Appendice&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Il miglior amico dell’uomo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;di Rocco Moliterni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-OELERe02r9I/Tx5yJcaLPgI/AAAAAAAAGEc/HoFRy9YnJ04/s1600/Pane+Altopascio.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-OELERe02r9I/Tx5yJcaLPgI/AAAAAAAAGEc/HoFRy9YnJ04/s400/Pane+Altopascio.jpg" width="327" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Pane di Altopascio&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Fin dall'antichità, dove veniva condito con i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;circenses&lt;/i&gt;. Più tardi sono state inventate la panzanella (per chi non osava raccontare grandi panzane) e la bruschetta (per chi aveva modi ruvidi e non disdegnava l'aglio). Per Dante quello altrui era sempre salato. E dire che l'autore della Divina Commedia non aveva mai avuto modo di entrare in una di quelle &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;boutique&lt;/i&gt; che costellano le grandi città dove per un chilo di pane (ovviamente con lieviti naturali e cotto nel forno a legna) devi fare un mutuo. Torino, dove un tempo imperava la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;biova&lt;/i&gt; e oggi la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;baguette&lt;/i&gt; da supermercato, ha conosciuto varie mode. Negli Anni 50, l'arrivo dei ristoratori toscani lanciò il pane di Altopascio, negli Anni 60 con l'immigrazione dal Sud non c'era panetteria che non avesse il pane pugliese di Altamura (ma in Lucania c'è chi sostiene che sia quello di Matera il miglior pane del mondo). Per un certo periodo sempre sotto la Mole trionfò invece il pane sardo (ma non il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;carasau&lt;/i&gt;) in grandi forme con un bollino dai quattro mori. Inutile dire che in Sicilia sono convinti che sia quello di Castelvetrano il pane più buono e che a Ferrara per la loro &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ciopa&lt;/i&gt; o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ciupeta&lt;/i&gt; (ossia coppia) di pane scioperebbero (morirebbero in piemontese). Insomma è il campanilismo la caratteristica del nostro paese, anche per ciò che riguarda il pane. Per questo era l'unica cosa che non veniva portata in dono dai diplomatici: ambasciator non porta pane.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: x-small;"&gt;“La Stampa”, 22 settembre 2011 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-5373330960240626648?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/5373330960240626648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=5373330960240626648' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5373330960240626648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5373330960240626648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/pane-e-pane.html' title='Pane e pane.'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Mw0qeqAha28/Tx5xRb_oD-I/AAAAAAAAGEU/1SqCVIspr_M/s72-c/pane+castelvetrano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-4734948355942545618</id><published>2012-01-24T08:54:00.002+01:00</published><updated>2012-01-24T10:02:50.943+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gastronomia e alimentazione'/><title type='text'>Pomodori da conserva (di Carlo Bogliotti)</title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-g_moVNAijz8/Tx5dhigKs8I/AAAAAAAAGEE/uVREZB9yEbQ/s1600/sanmarzano.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-g_moVNAijz8/Tx5dhigKs8I/AAAAAAAAGEE/uVREZB9yEbQ/s400/sanmarzano.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;San Marzano dell'agro nocerino-sarnese. Presidio Slow Food&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Da un ritaglio de “La Stampa” del 6 agosto 2011 recupero il seguente stralcio di un articolo di Carlo Bogliotti, come promemoria per scegliere i pomodori giusti quando sarà tempo. C'è di sicuro un'omissione, il pomodoro "a pruni" della Sicilia&amp;nbsp;meridionale. Non ne conosco il nome tecnico&amp;nbsp;ma lo riconosco: assomiglia un po'&amp;nbsp;al "fiaschetto" del Sud peninsulare, con&amp;nbsp;cui dovrebbe essere imparentato; ma non bisogna confonderlo&amp;nbsp;con il ciliegino o con imitazioni moderne d'origine campana, tipo Piccadilly. Chissà che non ci sia qualche presidio organizzato, ma sconosciuto:&amp;nbsp;nella rete non ne trovo traccia. Di sicuro c'è qualche produttore, più piccolo che grande, che ne difende strenuamente la vita.&amp;nbsp;Tre anni fa ne comprai, per caso,&amp;nbsp;una&amp;nbsp;cassa a Licata.&amp;nbsp;Passate profumate e sapide. Eccellenti! (S.L.L.)&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7iNI9RohJOk/Tx5djt-m1VI/AAAAAAAAGEM/DclYm1ni_zM/s1600/fiaschetto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="292" src="http://3.bp.blogspot.com/-7iNI9RohJOk/Tx5djt-m1VI/AAAAAAAAGEM/DclYm1ni_zM/s400/fiaschetto.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Fiaschetto di Torre Guaceto (Puglia)&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il principe a livello nazionale resta il San Marzano, ma bisogna fare molta attenzione a che sia quello originale, prodotto nelle zone tutelate dalla Dop dell'agro sarnese-nocerino, o quello del Presidio Slow Food, che restringe ancora di più la zona di produzione focalizzandosi su metodi di coltivazione tradizionali e prendendo in considerazione gli ecotipi più antichi, letteralmente strappati all'estinzione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Poi, in ordine sparso e non esaustivo, citiamo il pugliese «fiaschetto di Torre Guaceto», altro Presidio, mentre in Piemonte la zona di Cavallermaggiore si sta segnalando per degli ottimi pomodori da conserva. L'importante è che siano poveri di acqua, come invece molte imitazioni truffaldine del San Marzano non sono, e che non si cada nei tranelli che ci tende il circuito distributivo, spesso con prodotti di qualità sufficiente, ma che non daranno mai la stessa soddisfazione e gli stessi profumi che possiamo ottenere con i pomodori giusti, quelli che il contadino di fiducia vi saprà consigliare dopo averli coltivati lui stesso. […]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E' noto che molti produttori di pomodori da conserva facciano ampio utilizzo di manodopera emigrata e sottopagata in nero. E' tristissimo non poter controllare la filiera e ritrovarsi con prodotto magari buono, ma non certo «pulito e giusto»: chi può evitare lo faccia. Anche perché questa becera abitudine penalizza coloro che pagano i raccoglitori con contratti regolari, quindi di più. Con i prezzi attuali, sui 40 centesimi al chilo all'ingrosso, si rischia di non guadagnarci nulla e di finire col dare la stura al caporalato. E' un problema che non hanno le industrie: possono permettersi di raccogliere i pomodori a macchina poiché li riescono a trasformare poche ore dopo. Per tutti gli altri invece la raccolta a mano resta indispensabile per non compromettere i pomodori prima che arrivino a noi.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-4734948355942545618?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/4734948355942545618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=4734948355942545618' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4734948355942545618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4734948355942545618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/pomodori-da-canserva-di-carlo-bogliotti.html' title='Pomodori da conserva (di Carlo Bogliotti)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-g_moVNAijz8/Tx5dhigKs8I/AAAAAAAAGEE/uVREZB9yEbQ/s72-c/sanmarzano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-7796990878415379789</id><published>2012-01-24T03:32:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T03:32:33.055+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gastronomia e alimentazione'/><title type='text'>Nel diluvio di insipide “baguette” (di Carlo Bogliotti)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-aHAgKAenvVc/Tx4YI1t7RoI/AAAAAAAAGD8/_JQA2MbN-ww/s1600/baguettes.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="265" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-aHAgKAenvVc/Tx4YI1t7RoI/AAAAAAAAGD8/_JQA2MbN-ww/s400/baguettes.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;A Savigliano (CN), la Festa del Pane ci dà l'occasione per riflettere su di un prodotto quotidiano, che in quanto tale rischiamo di dare per scontato, privandoci delle tante qualità che può avere e delle infinite varietà tradizionali in cui può essere declinato. Oggi comprare il pane significa il più delle volte districarsi tra forme più o meno fantasiose, mangiare panini senza personalità, omologhi da Aosta a Palermo, magari belli a vedersi ma pronti a trasformarsi, dal mattino alla sera, in insignificanti biscotti rocciosi da sgranocchiare. Il problema è la fretta: lieviti molto veloci o «miglioratori» che limitano anomalie sviluppando anidride carbonica (ecco perché il pane ci gonfia); l'ampio utilizzo di semilavorati o di paste surgelate a livello industriale e poi scaldate/cotte in un ultimo passaggio nel punto vendita. Tutte pratiche diffuse, che facilitano la vita a chi deve produrre ma che stanno facendo diminuire i veri panettieri, un mestiere duro fatto di sapienze antiche e levatacce. Tante panetterie (soprattutto nel Nord Italia) si sono trasformate in laboratori di assemblaggio di semi-lavorati industriali a scapito di gusto e digeribilità. Meglio allora informarsi e re-imparare cos'è il vero pane, che può durare anche quindici giorni, fatto con pasta madre o lieviti meno aggressivi, con l'utilizzo di farine di qualità e gusto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sembra che la materia prima non conti più: quel grano che oggi ha prezzi ridicoli per i contadini e non viene più voglia a nessuno di coltivarlo. Quando invece è un fondamento dell'alimentazione mediterranea, che non a caso ha sviluppato un universo di forme e sapori: si contano più di trecento pani tradizionali nella sola Italia. E molti di questi oggi si fa fatica a trovarli, nel diluvio di insipide &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;baguette&lt;/i&gt; industriali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;“La Stampa” 24-09-2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-7796990878415379789?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/7796990878415379789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=7796990878415379789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7796990878415379789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/7796990878415379789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/nel-diluvio-di-insipide-baguette-di.html' title='Nel diluvio di insipide “baguette” (di Carlo Bogliotti)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-aHAgKAenvVc/Tx4YI1t7RoI/AAAAAAAAGD8/_JQA2MbN-ww/s72-c/baguettes.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-6919011223828319957</id><published>2012-01-24T03:02:00.002+01:00</published><updated>2012-01-24T03:08:24.833+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ottocento'/><title type='text'>L'origine della Croce Rossa (di Fabio Martini)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wBNlMoEWZdM/Tx4QN2ciu5I/AAAAAAAAGD0/g8Z11x_3_-4/s1600/simbolo+croce+rossa.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="397" nfa="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-wBNlMoEWZdM/Tx4QN2ciu5I/AAAAAAAAGD0/g8Z11x_3_-4/s400/simbolo+croce+rossa.gif" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tutto aveva preso origine da una scintilla accesa in pieno Risorgimento: l'idea della Croce rossa prende corpo il 24 giugno di 152 anni fa nella pianura tra Mantova e Brescia. Lì, durante la terribile battaglia di Solferino tra gli eserciti piemontese, francese e austriaco, un certo Henry Dunant, ragazzo ginevrino che aveva messo su una società agricola, dopo aver vagabondato tra cadaveri, fango e vermi nella speranza di poter parlare di affari con Napoleone III, prende tutt'altra decisione. Assieme a qualche volontario, si dà da fare con acqua, bende e soccorsi distribuiti - ecco la novità - ad entrambe le parti in lotta. Quattro anni più tardi Dinant fonda il nucleo del ''Comitato internazionale della Croce rossa”; come simbolo utilizza la bandiera svizzera a colori invertiti e prende corpo l'idea di un corpo di operatori umanitari neutrali, liberi di dare assistenza ai feriti e i primi 12 paesi si associano nella Convenzione di Ginevra. Da quel momento ogni paese si fa la sua Croce rossa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Da Fabio Martini&lt;em&gt; Da Solferino al magna magna&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;"La Stampa", 30 giugno 2011&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-6919011223828319957?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/6919011223828319957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=6919011223828319957' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6919011223828319957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6919011223828319957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/lorigine-della-croce-rossa.html' title='L&apos;origine della Croce Rossa (di Fabio Martini)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wBNlMoEWZdM/Tx4QN2ciu5I/AAAAAAAAGD0/g8Z11x_3_-4/s72-c/simbolo+croce+rossa.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-4387483231811458929</id><published>2012-01-24T02:11:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T02:11:22.730+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scienze naturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ottocento'/><title type='text'>Il generale Pidocchio (di Gabriele Beccaria)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-O7VWe7n5z6g/Tx4EAcUJHVI/AAAAAAAAGDk/Ml9ZguKqx80/s1600/pidocchio.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="263" nfa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-O7VWe7n5z6g/Tx4EAcUJHVI/AAAAAAAAGDk/Ml9ZguKqx80/s400/pidocchio.bmp" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Su “Tuttoscienze”, l’inserto scientifico de “La Stampa” del 25-01-2006, Gabriele Beccaria rende conto di una ricerca francese, i cui risultati rappresentano uno schiaffo contro ogni residuo antropocentrico ed esaltano la necessità dell’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ecostoria&lt;/i&gt;. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-hQACbIOAqdU/Tx4EXzyyu-I/AAAAAAAAGDs/TQRXPvwCTio/s1600/Napoleone++russia.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="283" nfa="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-hQACbIOAqdU/Tx4EXzyyu-I/AAAAAAAAGDs/TQRXPvwCTio/s400/Napoleone++russia.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il Generale pidocchio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L' abilità di Kutuzov, il gelo e gli errori di Napoleone: sono questi gli ingredienti della Grande Storia, quando la Grande Armée si impantanò nella Russia sterminata. Una fossa comune, una serie di denti e l'invincibile armata dei pidocchi sono invece gli ingredienti della scienza che racconta la sua versione della catastrofe durante la campagna del 1812, una versione alternativa che ridimensiona i protagonisti e allo stesso tempo ingigantisce gli eventi invisibili e li trasforma in un destino ineluttabile. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Didier Raoult, professore francese del Cnrs, si dice sicuro (e forse nelle sue parole resta ancora una traccia di orgoglio napoleonico): a piegare in modo definitivo i quasi 700 mila uomini dell'Impero fu la loro spaventosa sporcizia e le tante malattie che i pidocchi diffusero tra i battaglioni, le divisioni e i corpi d'armata, con la potenza indomabile di un'epidemia. Febbri debilitanti e altre mortali, combinate con il tifo, diedero il colpo di grazia a una macchina militare già in crisi profonda, fiaccata dalla malnutrizione e dal freddo, dall'inefficienza dei servizi logistici e da una sconcertante serie di sviste strategiche (oltre che dall'astuzia dei generali dello zar Alessandro I). Alla fine furono proprio i piccoli e ributtanti pidocchi a decidere le sorti della più ambiziosa campagna di Bonaparte, quella decisiva, che segnò il tramonto del suo dominio europeo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La prova della catastrofe - sostiene la ricerca francese - è racchiusa in una commovente capsula temporale, un improvvisato cimitero rinvenuto non lontano da Vilnius, in Lituania: lì, buttati alla rinfusa, seppelliti nel dicembre 1812 con la frenesia dei disperati in rotta, sono emersi quasi 3 mila cadaveri, molti preservati dallo stesso freddo che contribuì a falcidiarli. In laboratorio sono stati analizzati i denti di fanti-bambini, di cavalieri appiedati e artiglieri allo sbando e senza cannoni e oltre un terzo - una media altissima - presenta le tracce genetiche di tre malattie trasmesse dai pidocchi: la «&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Borrelia recurrentis&lt;/i&gt;» , la «&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Bartonella quintana&lt;/i&gt;» e la «&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Rickettsia prowazekii&lt;/i&gt;», responsabili, rispettivamente, della febbre ricorrente, della febbre delle trincee e del tifo. Merito del Dna, che ha permesso un'indagine forense senza precedenti, inseguendo il giallo di una strage risalente a due secoli fa: dai denti delle vittime e' stata estratta la polpa dentaria (il tessuto - spiegano i medici - che ingloba arteriole, venule e nervo) e la si è studiata per scoprire che cosa ospitò il sangue di quelle vittime: cos - hanno raccontato gli studiosi francesi sul «&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Journal of Infectious Diseases&lt;/i&gt;» - è emerso un infernale scenario di parassiti e patologie che amplifica un episodio-simbolo dell'agonia dell'armata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A Vilnius si incontrarono un'orda di 20 mila sopravvissuti in ritirata da Mosca e la divisione «&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Loison&lt;/i&gt;» spedita dalla Francia per coprire le spalle dei fuggiaschi. Mentre i due terzi dei giovani coscritti caddero in 48 ore, sterminati da temperature di 30 sotto zero, gli uomini che avrebbero dovuto essere soccorsi, coperti di stracci infestati (avevano interrotto il rito quotidiano dello spidocchiarsi da settimane, non appena le temperature erano scese), morirono in massa nei lazzaretti cittadini. Febbri e tifo avevano annientato la Grande Armée.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-4387483231811458929?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/4387483231811458929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=4387483231811458929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4387483231811458929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4387483231811458929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/il-generale-pidocchio-di-gabriele.html' title='Il generale Pidocchio (di Gabriele Beccaria)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-O7VWe7n5z6g/Tx4EAcUJHVI/AAAAAAAAGDk/Ml9ZguKqx80/s72-c/pidocchio.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-8520083291042784760</id><published>2012-01-23T18:51:00.001+01:00</published><updated>2012-01-23T18:52:16.943+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema teatro spettacolo fotografia fumetti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leonardo Sciascia'/><title type='text'>"E' per te che Cristo è disceso sulla terra" (di Jean-Paul Sartre)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;"Bariona o il figlio del tuono&lt;/i&gt; è il primo testo teatrale di Jean-Paul Sartre. Dopo vennero drammi importanti come &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Le mani sporche&lt;/i&gt; o &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;I sequestrati di Altona&lt;/i&gt;. Sconosciuto fino agli anni Sessanta, fu pubblicato in Francia in 500 copie fuori commercio. Nel 2003 è stato tradotto in italiano dall'editore Marinotti. Sartre lo scrisse nell’autunno del 1940, quand’era prigioniero dei tedeschi nello Stalag 12D di Treviri, in Germania, nella Baracca D, detta la “baracca dei poeti”. Lì conobbe due preti, l’abate Perrin e padre Boisselot, che chiesero a lui ateo di scrivere qualcosa per l’imminente Natale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;“Che cosa?” - domando' Sartre. “Qualcosa che faccia dimenticare le sofferenze e dia una speranza” - &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;risposero. Nacque da questa premessa &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Bariona&lt;/i&gt;, «un racconto di Natale per cristiani e non credenti» di cui i nazisti non afferrarono il senso politico, scambiandolo per una innocua favola natalizia, e concedendo perciò il permesso alla rappresentazione nell'hangar. Vi partecipò lo stesso Sartre, nel ruolo di Baldassarre, uno dei Magi, il più filosofo. Il 17 luglio del 2008, a San Miniato, per la tradizionale rassegna del dramma sacro, il regista Roberto Guicciardini lo mise in scena in prima mondiale con l'interpretazione di Sebastiano Lo Monaco. Qualche giorno prima, il 14, su “La Stampa” Osvaldo Guerrieri (la fonte di questa nota) dava conto del dramma che sorprese i primi lettori degli anni 60 giacché mai si sarebbero aspettati dall’ateo Sartre &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;una rappresentazione tanto dolce della Madonna e del suo bambino. Nella stalla Bariona, un capo ebreo antiromano tentato da forme estreme di ribellione, vede «un Dio-Uomo, un Dio fatto della nostra umile carne, un Dio che accetterebbe di conoscere quel gusto di sale che c'è in fondo alle nostre bocche quando il mondo intero ci abbandona, un Dio che accetterebbe in anticipo di soffrire ciò che soffro oggi». Lo stesso Guerrieri scelse e pubblicò un brano della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;pièce&lt;/i&gt; che qui riprendo. Io vi scorgo operante quel “principio speranza” che Ernst Bloch, marxista eretico, mise a fondamento del suo progetto di redenzione e di rivoluzione umana. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-O-g4xFjmLnY/Tx2ch3kVh4I/AAAAAAAAGDU/9uu-KGBju3c/s1600/sartre.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="640" nfa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-O-g4xFjmLnY/Tx2ch3kVh4I/AAAAAAAAGDU/9uu-KGBju3c/s640/sartre.jpg" width="348" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Jean-Paul Sartre&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;(Chi parla è Baldassarre, uno dei tre Magi, che si rivolge al capovillaggio ebreo Bariona)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tu Soffri, Bariona. Soffri e tuttavia è tuo dovere sperare. Tuo dovere d'uomo. E' per te che Cristo è disceso sulla terra. Per te più che per chiunque altro, perché soffri più di chiunque altro. L'Angelo non spera affatto perché egli gioisce della sua gioia e Dio gli ha dato già tutto in anticipo, e neanche il sasso spera perché vive stupidamente in un perpetuo presente. Ma quando Dio ha plasmato la natura dell'uomo egli ha fuso insieme la speranza e la preoccupazione. Perché, vedi, l'uomo é sempre molto di più di quanto è realmente. Tu vedi quest'uomo tutto Appesantito dalla sua carne, piantato al suo posto sui suoi grandi piedi e dici, mentre stendi la mano per toccarlo: egli è lì. Ma questo non è vero: ovunque un uomo si trovi, Bariona, egli è sempre altrove. Altrove, al di là delle vette viola che tu vedi ora a Gerusalemme, o domani a Roma al di là di questo giorno gelido. E tutti coloro che ti circondano non sono più qui da un bel po' di tempo: sono a Betlemme, in una stalla, intorno al piccolo corpo caldo di un bambino. E tutto questo futuro di cui l'uomo si riempie, tutte le vette, tutti gli orizzonti viola, tutte le città meravigliose che egli abita senza mai averci messo piede, tutto questo è la speranza. E' la speranza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;da "La Stampa", 14 luglio 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-8520083291042784760?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/8520083291042784760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=8520083291042784760' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/8520083291042784760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/8520083291042784760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/e-per-te-che-cristo-e-disceso-sulla.html' title='&quot;E&apos; per te che Cristo è disceso sulla terra&quot; (di Jean-Paul Sartre)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-O-g4xFjmLnY/Tx2ch3kVh4I/AAAAAAAAGDU/9uu-KGBju3c/s72-c/sartre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-5985761564714331748</id><published>2012-01-23T17:48:00.001+01:00</published><updated>2012-01-23T17:49:00.849+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gastronomia e alimentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scienze naturali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia contemporanea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia lavoro diritto diritti'/><title type='text'>Risi italiani (Gianfranco Quaglia)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Da “La Stampa” del 20 agosto 2011 recupero gran parte di un articolo di Gianfranco Quaglia sul riso italiano e le sue varietà. Parla di un centro di eccellenza della ricerca italiana, per di più molto ecologico. La sua costituzione risale alla Prima Repubblica. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-O-2QJZAZYrA/Tx2Ox32gKjI/AAAAAAAAGDM/TQy1TF4POpo/s1600/Carnaroli.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="266" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-O-2QJZAZYrA/Tx2Ox32gKjI/AAAAAAAAGDM/TQy1TF4POpo/s400/Carnaroli.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Il Carnaroli. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E' il principe della risicoltura italiano.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Risale al 1945&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e prende nome dal suo "costitutore".&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;C'è un «Fort Knox» tutto italiano, quasi sconosciuto, in mezzo alle risaie. Non custodisce riserve auree, ma possiede un tesoro ancora più prezioso: il germoplasma del riso, 1300 varietà che risalgono anche ai tempi dell'Unità d'Italia e arrivano fino ai giorni nostri. E' la banca del seme ibernato, un immenso patrimonio di conoscenza e potenzialità di trasmissione del sapere, necessario ai ricercatori per costituire il riso del futuro, forte e resistente alle avversità climatiche, agli attacchi dei parassiti, in grado di aumentare produttività e resa in campo del cereale non solo per scopi commerciali, ma anche per risolvere il grande problema del presente e del futuro: la fame nel mondo… Nel mondo tre miliardi di persone sono nutrite da questo cereale che ha oltre cinquemila anni, l'antico &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Oryza Sativa&lt;/i&gt;, coltivato in 113 Paesi: in quelli in via di sviluppo il riso fornisce alle popolazioni il 27 per cento dell'apporto energetico e il 20 per cento del fabbisogno proteico. Oltre a essere l'alimento base per 840 milioni di persone, di cui 200 milioni bambini, è anche fonte di reddito principale per circa un miliardo di individui... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Siamo entrati nel «caveau» protetto del Centro ricerche dell'Ente nazionale risi a Castello d'Agogna, nel cuore della Lomellina. Un complesso che unisce alta tecnologia a sperimentazioni in campo su 50 ettari, in posizione baricentrica rispetto a Vercelli, Novara e Pavia, il «triangolo d'oro» della risicoltura italiana ed europea. E' la più grande banca del seme esistente in Europa, dove per seme si intendono appunto le varietà in chicchi coltivati in Italia, raccolti e conservati a partire dalla seconda metà dell'Ottocento. Questa «riserva aurea» dell'alimento più consumato al mondo è stata realizzata nella sede attuale nel 1989, raccogliendo semi che altrimenti sarebbero andati perduti. Da allora qui sono state create nuove «linee» di riso in grado di aumentare la resistenza ai parassiti e adatte alle richieste di un mercato sempre più esigente. Una ventina i ricercatori in camice bianco, ma anche pronti a indossare tuta e stivali per entrare in azione nella risaia annessa ai laboratori, coordinati da Romano Gironi, un bolognese che si e' votato a una «mission»: creare quella varietà che con uno o più geni di resistenza ai patogeni possa diventare il riso del futuro, capace di coniugare produttività con riduzione di costi e minimo utilizzo di antiparassitari e diserbanti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Gironi mette subito le mani avanti, allontanando il sospetto: «No, nessun ricorso a Ogm, organismi geneticamente modificati. Disponiamo di un laboratorio con macchine avanzate che analizzano tutti i semi e sono in grado di isolare anche quei chicchi che abbiano avuto la più piccola contaminazione con colture geneticamente modificate. Noi utilizziamo il metodo dell'ibridazione, gli incroci delle varietà, selezionando i geni che si sono rivelati più adatti nel tempo con quelli attuali». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il procedimento comincia nel caveau, la maxi-cassaforte dove la temperatura costante non supera mai i quattro gradi. In questa banca dei semi ibernati i ricercatori quasi ogni giorno entrano e compiono il «miracolo» del risveglio di alcuni di quei semi, tenuti in sonno per anni. Operazione che ha quasi del fantascientifico, ma è reale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Gironi: «Partendo dalla riserva del germoplasma scegliamo le varietà d'incrocio più duttili e flessibili ai nostri obiettivi, trasferiamo i caratteri in altri semi, poi li mettiamo in campo». Così facendo, il patrimonio genetico non muore e diventa un serbatoio vivente, come fosse una riserva animata con gli organi in attesa di trapianto e sempre in evoluzione. Nel &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;caveau&lt;/i&gt; scorre la storia della risicoltura in Italia, con la presenza di varietà ormai superate, come il Lencino (progenitore dell'attuale Carnaroli, principe del &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;made in Italy&lt;/i&gt;); il Nostrale, l'Ostigliato, il Rizzotto. Quasi certamente qualcuna fu coltivata anche dal Conte di Cavour nella sua tenuta di Leri (Vercelli). I ricercatori sono convinti che quei geni, trasmessi sino a noi nell'arco di un secolo e mezzo, saranno determinanti per ottenere il super-riso italiano e fronteggiare in futuro i grandi «&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;competitor&lt;/i&gt;» in arrivo dall'Oriente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-5985761564714331748?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/5985761564714331748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=5985761564714331748' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5985761564714331748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5985761564714331748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/risi-italiani-gianfranco-quaglia.html' title='Risi italiani (Gianfranco Quaglia)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-O-2QJZAZYrA/Tx2Ox32gKjI/AAAAAAAAGDM/TQy1TF4POpo/s72-c/Carnaroli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-8712233296425191290</id><published>2012-01-23T17:23:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T17:23:22.840+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='linguistica'/><title type='text'>Emma Bonino e i beni comuni. (S.L.L.)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-MI_se7cGpUU/Tx2I_tlFeYI/AAAAAAAAGDE/EWMv8SfDsW8/s1600/bonino+emma.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="285" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-MI_se7cGpUU/Tx2I_tlFeYI/AAAAAAAAGDE/EWMv8SfDsW8/s400/bonino+emma.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Io non so da dove sia nato il successo dell’espressione “beni comuni”, ma a svelarne la leggerezza e l’ambiguità è stata qualche giorno fa la radicale Emma Bonino. Il quotidiano clandestino “L’opinione” ha raccolto nello studio di Velardi alcune sue dichiarazioni. Com’era prevedibile è favorevole a liberalizzazioni e privatizzazioni d’ogni tipo. Conclude “la concorrenza è un bene comune”. Ma va!&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-8712233296425191290?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/8712233296425191290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=8712233296425191290' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/8712233296425191290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/8712233296425191290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/emma-bonino-e-i-beni-comuni-sll.html' title='Emma Bonino e i beni comuni. (S.L.L.)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-MI_se7cGpUU/Tx2I_tlFeYI/AAAAAAAAGDE/EWMv8SfDsW8/s72-c/bonino+emma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-5197029272971071413</id><published>2012-01-23T16:59:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T16:59:33.852+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la poesia del lunedì'/><title type='text'>La poesia del lunedì. Angela Mancuso</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-yqf4WsyUt6o/Tx2DKEYMpRI/AAAAAAAAGC8/XHTl71sp-SY/s1600/mancuso.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="270" nfa="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-yqf4WsyUt6o/Tx2DKEYMpRI/AAAAAAAAGC8/XHTl71sp-SY/s400/mancuso.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;L’elmo di Scipio&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma per quale patria &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;ci chiedete di morire?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Lasciammo le madri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;i figli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;le chiavi sul tavolo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;il caffè caldo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;per tornare freddi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;vestiti di bandiere&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;coi nomi di marmo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;le medaglie lucenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;I presidenti s’inchinano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;i requiem risuonano:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;“Rifulga&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;l’esempio &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;del sangue versato”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma per quale patria&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;baciammo le vedove nostre?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non è nostra&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;questa patria&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;di rapaci padroni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;di voraci affaristi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;di famelici cani&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;che divorano tutto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;coi ventri rigonfi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;nei palazzi marcescenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non siamo noi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;quelle schiere&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;di clienti asserviti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;di governanti predoni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;di opulenti crapuloni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;sazi mai sazi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;unti d’onta&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;e d’infamia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;senza decenza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;senza vergogna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Depredano &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;come barbari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;l’anima italiana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;E non pagano mai&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non fu per questo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;che un tempo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;con orgoglio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;gridammo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;“Viva l’Italia!”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Da &lt;em&gt;Icaro&lt;/em&gt;, IBISKOS EDITRICE RISOLO, Empoli, 2011&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-5197029272971071413?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/5197029272971071413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=5197029272971071413' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5197029272971071413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5197029272971071413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/la-poesia-del-lunedi-angela-mancuso.html' title='La poesia del lunedì. Angela Mancuso'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-yqf4WsyUt6o/Tx2DKEYMpRI/AAAAAAAAGC8/XHTl71sp-SY/s72-c/mancuso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-981381186268511233</id><published>2012-01-22T22:30:00.000+01:00</published><updated>2012-01-22T22:30:21.129+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia contemporanea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola e educazione'/><title type='text'>Gli adulti si impadronano della nostra vita (di Carla Melazzini)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sono ormai molti anni che non insegno e, quando chiedo nuove della scuola a dei colleghi ancora in servizio, ricevo risposte sconsolanti. Sono colleghi che amavano il mestiere, che cioè amano i ragazzi, e mi dicono che, dopo che sono andato via, è arrivato il disastro. Forse non è vero, forse già ai miei tempi si potevano avvertire i segni di un rapido, ineluttabile degrado, di uno scivolamento verso il disastro. Certo che, appena mi trovo a parlare con ragazzi, nipoti, figli di amici e amiche, mi paiono assai meno padroni degli strumenti essenziali di conoscenza dei loro coetanei di 15 o 20 anni prima. In un sito letterario vario e ricco “La poesia e lo spirito” &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;ho trovato l’anticipazione di un libro che spiegare molte cose e che pone molte domande sulla scuola e non solo su di essa, libro che immagino scritto da un’ottima insegnante, cioè da una persona che vuole molto bene ai ragazzi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;( &lt;/span&gt;&lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; )&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Riporto il brano con la stessa premessa che si trova nel sito onde l’ho tratto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;P.s.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Alle volte anche nel mestiere di insegnante c’è gioia. Te la danno le ragazze e i ragazzi, quando li vedi crescere, quando li scopri capaci di autonomia anche verso di te, quando tirano fuori le loro buone qualità intellettuali e morali anche grazie alla tua sollecitazione. Più raramente ti danno soddisfazione padri e madri degli alunni, che sono generalmente una pessima genìa. Una volta però un papà mi fece un complimento che mi mandò in solluchero. Il figlio non era neanche particolarmente bravo e io non mancavo affatto di rigore e severità verso di lui: &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;e al padre non avevo fatto una comunicazione gratificante. Tuttavia si congedò con una dichiarazione di fiducia; mi disse: “Lei vuole bene ai ragazzi, a tutti. E i ragazzi lo capiscono”. Di sicuro esagerava, ma la vanità mi disse che ero anch’io un buon insegnante. (S.L.L.)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-RrdfjjtQEik/Txx_AfuQYrI/AAAAAAAAGCs/2RQzY8g1-iM/s1600/1C.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="300" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-RrdfjjtQEik/Txx_AfuQYrI/AAAAAAAAGCs/2RQzY8g1-iM/s400/1C.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;La I C di un Istituto tecnico a Salerno&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Apatia, disinteresse per l’ambiente e per i coetanei, isolamento e chiusura rispetto a familiari e amici, frequenti mal di testa e, per i maschi, aggressività improvvisa, mentre le femmine spesso si sfiancano con maratone sui libri. “Sono i sintomi della ‘sindrome da prima superiore‘. Nel 2010 il 15,3% degli studenti di prima superiore non ha superato l’anno. Era il 15% nel 2009. Un dato decisamente più alto rispetto a quello dei bocciati alle medie: 4,3%”. Insomma, con il passaggio a liceo e istituti superiori, i bocciati quadruplicano.&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;-----&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Per quanto difficile sia assumere il punto di vista di un altro molto diverso da noi, cercherò di descrivere l’esperienza di un alunno del biennio superiore attraverso i suoi propri occhi, fondandomi sull’osservazione quotidiana (e, spero, empatica) di quanto egli comunica con le parole, ma soprattutto con i suoi gesti e comportamenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il ragazzo che entra in un istituto tecnico superiore porta sulle spalle dagli otto agli undici anni di scuola, che hanno agito su di lui in un triplice modo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;•&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Primo modo&lt;/b&gt;: spegnendo progressivamente quello che nel bambino è il bene più prezioso: la curiosità e il piacere di conoscere. (All’inizio di quest’anno ho chiesto alle due classi del biennio – una cinquantina di ragazzi dai 13 ai 18 anni – di formulare dieci perché che rivestissero ai loro occhi una importanza fondamentale. Il risultato mi ha lasciata stupefatta: il contenuto e soprattutto la formulazione dei perché erano quelli del bambino che si affaccia sul mondo ignoto: perché il mare è salato e infinito; perché la terra è rotonda e gira; perché il cielo è azzurro; perché si nasce; perché si muore; perché esistono tante lingue diverse; perché gli uomini sono così cattivi, e così via, come se fosse la ripresa di un discorso lasciato interrotto e senza risposte tanti anni prima).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;•&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Secondo modo&lt;/b&gt; (in gran parte responsabile di quanto esposto nel punto precedente): trasformando la realtà viva in materie scolastiche che evitano le domande del soggetto e sono appannaggio inalienabile del docente, e sottraendo alle parole pressoché ogni rapporto con la realtà stessa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;•&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Terzo modo&lt;/b&gt; (che è la conseguenza naturale dei primi due): convincendo il ragazzo che per ciò che sta facendo a scuola non valga la pena di assumersi la fatica e il rischio insiti in ogni serio apprendimento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il risultato di questo triplice processo viene rovesciato addosso al ragazzo in forma capovolta, ossia: non sei disposto ad impegnarti ad apprendere le materie scolastiche che danno accesso alla conoscenza della realtà, cioè non sei scolarizzato né scolarizzabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Così recitano, nella sostanza, gli atti ufficiali che destinano i ragazzi o all’“inserimento immediato nel mondo del lavoro” (ineffabile eufemismo, specie nelle nostre contrade), o alle scuole di categoria B, professionali e tecnici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Vale la pena notare come, viceversa, nessun documento ufficiale certifichi la qualità del servizio di cui ha usufruito il ragazzo licenziato dalla scuola dell’obbligo. Non risulta, ad esempio, quanti e quali insegnanti abbia incontrato sulla sua strada: ho avuto non pochi alunni che hanno adempiuto all’obbligo cambiando un insegnante, a volte due, all’anno dalla prima elementare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ora, mentre il ragazzo viene continuamente chiamato, dalla famiglia e dalla scuola, a rendere conto delle sue mancanze, nessun esemplare del mondo adulto – a quanto mi risulta – è tenuto a rendere conto al ragazzo per i suoi diritti violati o negati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Questa dissimmetria, che ferisce profondamente il senso di giustizia dell’adolescente, a lungo andare produce in lui una immedicabile sfiducia nella possibilità che gli venga resa ragione, e la conseguente convinzione che l’unica difesa per lui sia la fuga.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma il danno è ancora più profondo. La mancanza di significato di ciò che quotidianamente viene costretto a fare a scuola pone il bambino prima, il ragazzo poi, in un dilemma angoscioso: o la sua intelligenza lo inganna; o gli onnipotenti adulti sono dei falsari. Non permettendogli la sua fragilità psicologica di accettare la seconda ipotesi perché troppo pericolosa per lui, si rassegna ad accettare la prima, adeguandosi pian piano all’insensatezza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Questo è il motivo per cui spesso i ragazzi meno scolarizzabili sono i più intelligenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Questo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;alumnus&lt;/i&gt; così malamente nutrito approda dunque al suo terzo ciclo di studi, sulla base degli inossidabili automatismi di status socio-culturale della famiglia e di profitto standard, che poco o nulla hanno a che vedere con le sue reali attitudini e aspirazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il ragazzo che sceglie gli istituti tecnici e professionali ha già addosso mediamente un buon bagaglio di delusioni e fallimenti, addebitati come si è detto a sua esclusiva colpa. Tuttavia la naturale plasticità dell’individuo giovane lo predispone a tentare l’avventura, e lo fa con un misto di diffidenza e di ansia, a volte con angoscia, quando la scuola superiore sia vissuta come ultimo banco di prova di una fragile autostima, già duramente scossa nei cicli precedenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Al suo ingresso nella sconosciuta comunità della nuova scuola il ragazzo, che sta attraversando la tempesta puberale, è pieno di interrogativi del tipo: sarò accettato o escluso? Riuscirò a farmi capire dai nuovi insegnanti? I compagni mi apprezzeranno o mi perseguiteranno? Rideranno di me perché ho il naso grosso; sono troppo piccolo, o troppo alto, o troppo chiatto?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Stendiamo un velo pietoso sulla qualità dell’accoglienza che la scuola superiore riserva ai corpi dei propri utenti (non occorrono manuali di psicologia per sapere quale posto abbia il corpo nei pensieri di un adolescente: basta fare il censimento degli insulti che i nostri alunni si scambiano incessantemente al riguardo). Limitiamoci a considerare ciò che la scuola offre alla loro psiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Agli interrogativi che affollano l’animo del ragazzo l’istituto superiore oppone il fuoco di sbarramento delle sue ancor più numerose ed eterogenee materie e degli altrettanto eterogenei insegnanti, andando a formulare un risposta del tipo: qui non è scuola dell’obbligo, nessuno ti ha costretto a venire, siamo qui per giudicare se ne sei degno; compito tuo dimostrarlo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Si mettono così in moto due logiche incomunicanti. Mentre il ragazzo dedica la maggior parte delle sue energie psichiche alla difficile opera di adattamento e integrazione nella classe, la scuola procede imperturbata fino all’esito scontato di fine quadrimestre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il quadro sconfortante che ne esce ha un duplice effetto:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;•&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;conferma&lt;/b&gt; gli insegnanti nella loro opinione che la scuola dell’obbligo produce analfabeti e che occorre una bella pulizia per impedire che accedano al triennio. Sennò che diranno i colleghi di noi?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;•&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;consolida&lt;/b&gt; nei ragazzi la convinzione che ciò che per loro è estremamente importante non lo è affatto per gli adulti; che gli sforzi per fare di una classe una comunità vivibile non sono ritenuti degni di nota in una istituzione educativa; che a scuola va bene chi già andava bene, e per gli altri non c’è niente da fare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tant’è che il periodo successivo all’uscita dei quadri del primo quadrimestre è quello segnato dagli abbandoni, che si aggirano tra il 10 e il 25% degli alunni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La classe vive questi abbandoni come una propria sconfitta, e riprende con più fatica e meno coraggio a ritessere i fili lacerati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Benché la mia opinione sulla scuola sia pregiudizialmente la più sfavorevole, non riesco mai a non scandalizzarmi per il trattamento che essa riserva al gruppo classe, comunità fragile ma fondamentale, soprattutto per l’adolescente: in generale, perché – come è noto – il gruppo dei coetanei è l’unico punto di appoggio nella sua faticosa lotta per l’autonomia personale; in particolare perché, nelle condizioni di vita delle nostre città, la classe scolastica costituisce spesso l’unico gruppo di coetanei sufficientemente strutturato e significativo cui far riferimento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Su questa cellula di base della vita scolastica infieriscono concordemente senza rispetto i sacri principi della selezione per merito, delle graduatorie di anzianità degli insegnanti e del deficit statale, con risultati che a me fanno ogni volta l’effetto della lacerazione di corpi vivi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La prassi della bella pulizia al termine del primo anno (che si aggira attorno al 50% di bocciati, salvo che predomini la paura degli insegnanti di perdere il posto) fa sì che il nuovo ragazzo proveniente dalla scuola media si trovi in un gruppo classe segnato dalla massiccia presenza di ripetenti e pluriripetenti, che portano il marchio dell’insuccesso e sono concentrati nell’ardua impresa di tenere alto il rispetto di sé nel proprio intimo e davanti ai nuovi arrivati, parecchi dei quali tredicenni, cioè quasi bambini: naturale che il problema venga quasi sempre risolto sul piano della forza, il più accessibile ma anche il più distruttivo per chi lo esercita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ciò complica non poco il problema dell’integrazione della classe, accentuando le dinamiche centrifughe rispetto a quelle costruttive.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ho avuto classi nelle quali le dinamiche di gruppo erano così negative da invalidare ogni possibilità di lavoro, sfociando a volte in fuga di massa. Ricorderò solo la più comune tra esse, quella del capro espiatorio…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non sono sufficientemente esperta per individuare con chiarezza i fattori che possano rendere tali dinamiche distruttive della classe come collettivo di lavoro…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Chiedo: quanto spazio riserva la nostra scuola a tutte queste cose che occupano l’animo dei suoi utenti, impegnandone buona parte delle energie psichiche?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Moltissimo ne dedica sicuramente al trattamento dei sintomi di questi malesseri, sotto forma di rapporti disciplinari, sospensioni, prediche moralistiche: con gli effetti che possiamo constatare, non solo sulla produttività dell’insegnamento/apprendimento, ma soprattutto nella formazione di personalità esposte per anni, nelle fasi più delicate dello sviluppo, ad una simile pedagogia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ho fatto recentemente una lunga discussione con i ragazzi sui riti di iniziazione, che accompagnavano i giovani nel loro ingresso nel mondo adulto in società che chiamiamo primitive.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Se unanime è stato il loro rifiuto delle torture fisiche alle quali gli iniziandi venivano sottoposti, altrettanto unanime era stata la denuncia dello stato di minorità, estraneità, e insignificanza nel quale i giovani vengono tenuti oggi dalla società adulta; denuncia sintetizzata nella magnifica frase che il più analfabeta della classe ha distillato nella sua misconoscenza della grammatica: “gli adulti si impadronano della nostra vita”…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La mia esperienza di insegnante mi ha insegnato a sospettare che il mondo adulto si specchi negli occhi dei nostri adolescenti come una gigantesca menzogna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Se il sospetto non è infondato, e penso che non lo sia, ho l’impressione che nelle nostre aule scolastiche si consumi quotidianamente un disastro di lunga durata, che nessun Pubblico Ministero con nessun avviso di garanzia potrà, temo, sanare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Carla Melazzini, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Insegnare al principe di Danimarca&lt;/i&gt; (a cura di Cesare Moreno), Sellerio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-981381186268511233?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/981381186268511233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=981381186268511233' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/981381186268511233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/981381186268511233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/gli-adulti-si-impadronano-della-nostra.html' title='Gli adulti si impadronano della nostra vita (di Carla Melazzini)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RrdfjjtQEik/Txx_AfuQYrI/AAAAAAAAGCs/2RQzY8g1-iM/s72-c/1C.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1910973069259535373</id><published>2012-01-22T21:07:00.000+01:00</published><updated>2012-01-22T21:07:48.056+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia contemporanea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Roma e non solo.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quello che segue è un frammento d'intervista, di Monica Mazzitelli a Yuri Salvetella, in margine al libro di quest'ultimo, &lt;em&gt;Roma, l'impero del crimine&lt;/em&gt;, da poco uscito per la Newton Compton. Parla di Roma, ma parla anche di tutti noi. Prima o poi dovremo riprendercela... (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-b4pKRXMddaA/TxxsMo1fz0I/AAAAAAAAGCU/L3zgMc1xCN0/s1600/trastevere.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" nfa="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-b4pKRXMddaA/TxxsMo1fz0I/AAAAAAAAGCU/L3zgMc1xCN0/s400/trastevere.jpg" width="386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Dai l’impressione di conoscere Roma come pochi romani la conoscono, ovvero non solo il quartiere dove sei nato/cresciuto, e il suo centro, ma proprio tutta, ogni quartiere, ogni periferia. È qualcosa che nasce dall’aver scritto questi libri, o al contrario li hai scritti proprio perché eri già immerso nel suo tessuto da prima?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;em&gt;La amo, la amo molto, tutto qui. E oggi, a quasi 36 anni, sono davvero preoccupato. Troppi filtri stanno saltando. Penso ad esempio alla politica. È praticamente sparita dalle periferie. Il “capolavoro” di una generazione di dirigenti politici nefasta, oggi più o meno sessantenni: un tratto di strada trafficata, un supermercato, una casa in un quartiere senza servizi, questa è la Roma vissuta da moltissimi romani. Bisognerà riprendersela, prima o poi, questa città.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1910973069259535373?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1910973069259535373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1910973069259535373' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1910973069259535373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1910973069259535373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/roma-e-non-solo.html' title='Roma e non solo.'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-b4pKRXMddaA/TxxsMo1fz0I/AAAAAAAAGCU/L3zgMc1xCN0/s72-c/trastevere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-6267493888273294730</id><published>2012-01-22T17:11:00.001+01:00</published><updated>2012-01-22T18:40:39.937+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gastronomia e alimentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia contemporanea'/><title type='text'>Italia repubblicana. Compromesso culinario tra le due Chiese (di John Dickie)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-trCd-JFhxyg/Txw0wF8dmbI/AAAAAAAAGCM/A9XlH3xPceU/s1600/festa+unit%25C3%25A0.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="300" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-trCd-JFhxyg/Txw0wF8dmbI/AAAAAAAAGCM/A9XlH3xPceU/s400/festa+unit%25C3%25A0.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Festa de l'Unità di Ostia. Preparazione degli spaghetti allo scoglio&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La cucina trovava spazio anche nelle due sottoculture, quella cattolica e quella comunista, entrambe ostili al consumismo di stampo americano. La Chiesa cattolica lo considerava alla stregua del materialismo, un'insidiosa concessione al miraggio della felicità terrena. I dirigenti del Pci erano gente che si era fatta le ossa mangiando il pane nero dei braccianti o la brodaglia riservata ai detenuti nelle prigioni fasciste, e avevano una vena di frugalità e di autodisciplina; l'idolatrato segretario del Partito, Palmiro Togliatti, era famoso per cenare soltanto con pane e mozzarella, e occasionalmente uno di quei filetti di baccalà fritti che si trovano nelle trattorie romane più popolari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il pasto, tanto per i rossi che per i bianchi, era di preferenza un evento collettivo: la famiglia o una festa religiosa per la Chiesa, le Feste dell'Unità per il Pci, dove la principale attrazione erano le grigliate di carne, i piatti di spaghetti e le specialità locali. Anche se erano sulle due sponde opposte della guerra fredda, le due sottoculture avevano in comune l'ostilità contro il consumismo, e contribuirono a radicare questi valori nella cultura gastronomica nazionale. Un paese profondamente diviso a tavola aveva un'etica comune, quella del cibo buono e semplice.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;Da &lt;em&gt;Con gusto. Storia degli Italiani a tavola, &lt;/em&gt;Laterza, 2009, p.343.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-6267493888273294730?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/6267493888273294730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=6267493888273294730' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6267493888273294730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/6267493888273294730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/italia-repubblicana-compromesso.html' title='Italia repubblicana. Compromesso culinario tra le due Chiese (di John Dickie)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-trCd-JFhxyg/Txw0wF8dmbI/AAAAAAAAGCM/A9XlH3xPceU/s72-c/festa+unit%25C3%25A0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-5616975892482183753</id><published>2012-01-20T02:12:00.002+01:00</published><updated>2012-01-20T02:15:38.216+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestri e compagni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica e canto'/><title type='text'>In ricordo di Luigi Tenco. A 45 anni dalla morte</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Gli anni passano, il festival di Sanremo si avvicina e il 27 prossimo venturo saranno trascorsi 45 anni dalla tragica morte di Luigi Tenco. Recupero qui, dal “manifesto” del 27 gennaio 2007 un articolo di Vivarelli che non è solo rievocazione di una morte, ma di una amicizia, di una intelligenza inquieta, di un talento eccezionale. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-RsQdmlzOEd0/Txi9qVUl-PI/AAAAAAAAGCE/yI23BvbFBpw/s1600/tenco+luigi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" nfa="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-RsQdmlzOEd0/Txi9qVUl-PI/AAAAAAAAGCE/yI23BvbFBpw/s640/tenco+luigi.jpg" width="404" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Luigi Tenco mistero continuo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;di Piero Vivarelli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il 27 gennaio di quarant’anni fa se ne andava il musicista. Lasciandosi dietro una rete di intrighi e dubbi irrisolti. Di liste dei Servizi in cui figurava, minacce di morte dall’estrema destra, e un talento che ancora oggi lascia a bocca aperta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Venti cantanti di nome in concorso (per non dire degli ospiti), ma pare che le canzoni, a parte una, siano piuttosto noiose. Giovani di prima qualità, a quanto si dice. Scenografie imponenti. Paolo Rossi che canta un inedito di Rino Gaetano (ma perché Gaetano non lo cantò?). Uno schermo gigante. Immagino che ci saranno naturalmente milioni di telecamere. Insomma, il super-Sanremo di superPippo ha già conquistato i favori dei mass media. Resta poi da vedere se si venderanno dischi. Tutto questo bailamme rischia di far dimenticare che quarant’anni fa a Sanremo, e precisamente il 27 gennaio 1967, ci lasciò colui che considero tuttora il mio miglior amico e che comunque resta il miglior cantautore che ci abbia mai dato la musica leggera italiana: Luigi Tenco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Con Tenco vivevo praticamente insieme da quasi due anni, da quando cioè Ennio Melis, indiscusso capo della Rca italiana, lo aveva giustamente voluto a Roma dandogli praticamente carta bianca. Ricordo che ogni nuovo disco della Rca che usciva veniva ascoltato prima da Luigi e dal sottoscritto. Il che ci procurò più di un, diciamo così, malumore. Dopo la sua fine è corsa anche qualche voce inesatta circa rapporti difficili fra lui e la casa discografica. Niente di vero. Il rapporto era ottimo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Si è molto discusso anche sul fatto che la canzone &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ciao amore ciao&lt;/i&gt; portata a Sanremo fosse stata sottoposta a censura. Anche questa è fantasia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;È vero che la prima versione del pezzo parlava di un ragazzino che sulla solita strada bianca come il sale vedeva passare dei soldati che forse andavano alla guerra e ai quali diceva, appunto, ciao amore. In realtà fu lo stesso Tenco a pensare che il suo brano potesse essere frainteso o che, magari, non era adatto per essere cantato insieme con Dalida con la quale era nato un grande e assolutamente corrisposto amore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ripeto: nessuna censura. Luigi volle rimetterci le mani con la collaborazione del sottoscritto per il testo e del maestro Reverberi per la musica. In realtà sia io sia Reverberi ci abbiamo messo le mani men che niente. Rimane il fatto che l’ultimo, e unico, album da lui inciso per la Rca è di una bellezza rara. Canzoni impegnate, ma mai noiose. Per molti l’impegno è qualcosa che pochi capiscono al di fuori dell’autore. Luigi ci teneva al pubblico, eccome. In realtà fece una serie di brani nazional-popolari, ma nel vero senso che dava Gramsci a questo termine, ovverosia comunisti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;«E se ci diranno che è tradimento apprezzare la gente di un altro colore, poiché c’è gente dalla pelle bianca che ha fatto cose di cui vergognarsi, bisogna rispondere no. O, anche, Io vorrei essere là dove i soldati muoiono».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Luigi che, come tutti i grandi, veniva dal jazz, ammirava però e metteva nelle sue canzoni anche rimandi alle musiche popolari di altri paesi. Ricordo che qualche mese prima di Sanremo facemmo insieme un giro per varie città d’Italia per raccontare alla stampa specializzata il senso delle sue nuove canzoni. Io parlavo poi lui, al piano, faceva capire di che si trattava: un’operazione culturale che non era mai stata fatta prima. Fui proprio io, invece, a evitare che andassimo in Senegal. C’era, a Dakar, il festival musicale delle arti nere. Lui pensava di prendere la chitarra e di andare per dimostrare che anche noi non eravamo così lontani da loro. Qualche tempo prima a NewYork i compagni delle Black Panthers con i quali avevo avuto un intenso rapporto mi spiegarono che i safari politici non erano necessari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Venite pure a Harlem, ma soprattutto diffondete le nostre idee nei vostri ambienti. Lo dissi a Luigi che capì subito, anche se l’idea di un viaggio a New York per una visita a Harlem con la sua chitarra fu un po’ un progetto che per quanto successe tragicamente dopo non riuscimmo a realizzare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Per capire bene le idee di Luigi Tenco bisogna pensare che, iscritto a ingegneria, si era poi rifiutato di laurearsi perché non aveva nessuna intenzione di lavorare con i capitalisti delle costruzioni. Apprezzò anche molto l’idea del Piper club dove andavamo tutte le sere perché, diceva giustamente, un locale da ballo che si può frequentare senza distinzione di classe era esattamente qualcosa di nazional-popolare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;E aveva ragione: al Piper potevi trovare una Carrà allora agli inizi, Nureyev in tournée e l’operaio del Quadraro. Per questo ci andavamo volentieri perché è ridicolo pensare che il proletariato non avesse diritto al divertimento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Anche sui film la pensava allo stesso modo. Ricordo, fra i tanti, che mi consigliò &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Quien sabe?&lt;/i&gt;, un grande spaghetti-western di Damiano Damiani. Aveva insomma le idee chiare e giuste. Da questo punto di vista, ripensandoci col senno di poi, mi viene il dubbio che possa essere stato uno sbaglio andare a Sanremo. Credo che molto dipese dal voler fare qualcosa insieme al suo grande amore, Jolanda Gigliotti in arte Dalida. Fra l’altro all’hotel Savoy, pur essendo ufficialmente fidanzati, non andarono a dormire insieme.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Lei, forse perché una diva già affermata, in una bella camera a due letti. Lui relegato in una cameretta dei piani bassi, di quelle che nel passato erano riservate agli autisti o ai camerieri che assistevano i signori anche in vacanza. Bisogna dire che nelle stesse condizioni c’erano anche altri cantautori in seguito affermatisi alla grande, come ad esempio Lucio Dalla. Ma veniamo alla tragica serata. Per capire meglio lo stato d’animo di Luigi bisogna sapere che fino a quel momento come cantautore non si era mai esibito in pubblico, a parte ai «lunedì della Rca» al teatro delle Arti a Roma, che erano però serate per intenditori e amici, non il pubblico vero che lui conobbe solo in una serata di fine anno che gli aveva procurato Adriano Aragozzini. E probabilmente anche per questo quella sera, prima di andare a cantare, volle prendere una serie di tranquillanti mischiati a un superalcolico. Un cocktail micidiale. Il giudizio delle giurie popolari fu negativo. Lo stesso si dica per la giuria di ripescaggio, assolutamente addomesticata per favorire altri, dove il povero – e competente – Lello Bersani non ce la fece contro il parere dell’incompetente giornalista Ugo Zatterin. Andai io a svegliare Luigi che si era addormentato sopra un tavolo del sottopalco del fatidico salone delle feste del casinò dove c’erano i camerini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Gli dissi comunque di non preoccuparsi perché ad Adriano Celentano, con &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Il ragazzo della via Gluck&lt;/i&gt; era successo lo stesso e poi era diventato campione di vendite. Luigi però non la prese bene. Uscimmo in strada e lui mandò letteralmente affanculo due ragazze che gli avevano chiesto l’autografo. Dovevamo andare a una cena offerta dalla Rca in un ristorante del porto,ma lui disse che non se la sentiva. Sarebbe andato in albergo a fare un riposino e poi ci saremmo visti per bere una cosa tutti insieme. Al ristorante mancava solo lui. Mi pare di ricordare (di anni ne sono passati tanti) che Dalida se ne andò prima. Noi rimanemmo fino a che Altieri, il manager dei Rokes, ci disse che il sottoscritto e Sergio Modugno (altro grande amico di Luigi) dovevamo correre in albergo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Andammo, senza immaginare che cosa ci attendeva. Sulla porta dell’hotel ci accolse in lacrime il maestro Cini. Dalla piangeva seminudo su un divano. Si è suicidato! Si è suicidato!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Pensai alla possibilità di una lavanda gastrica, ma mi fu spiegato che con una pallottola in testa non c’era più niente da fare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Non vollero che scendessi nella tragica camera. Andò Modugno e prese la famosa lettera che ha fatto tanto discutere. La lettera in realtà era per Sergio, per il maestro Reverberi e per il sottoscritto. Solo noi potevamo capire, dopo anni che stavamo insieme, il suo vero significato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Io commisi un errore: detti la lettera al commissario Molinari spiegandogli che andava consegnata solo al giudice istruttore. Pochi minuti dopo il biglietto per gli amici finiva nelle mani dell’Ansa. Il resto è storia tanto nota quanto turpe.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-5616975892482183753?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/5616975892482183753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=5616975892482183753' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5616975892482183753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5616975892482183753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/in-ricordo-di-luigi-tenco-45-anni-dalla.html' title='In ricordo di Luigi Tenco. A 45 anni dalla morte'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-RsQdmlzOEd0/Txi9qVUl-PI/AAAAAAAAGCE/yI23BvbFBpw/s72-c/tenco+luigi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1682605094979968148</id><published>2012-01-20T01:30:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T01:30:53.424+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Novecento'/><title type='text'>Il testamento di Cossiga</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nell’autunno del 2008 vi furono a Roma e in altre città scontri duri tra polizia e i manifestanti contro i tagli nella scuola e la reintroduzione del maestro unico. L'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga commentò gli avvenimenti in un’intervista, una delle ultime rilasciate. Ecco le sue risposte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Woxtu8DeSWQ/Txi0u6jdoeI/AAAAAAAAGB8/opHEIpbUWbU/s1600/cossiga+francesco.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nfa="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-Woxtu8DeSWQ/Txi0u6jdoeI/AAAAAAAAGB8/opHEIpbUWbU/s320/cossiga+francesco.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;''Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell'Interno. In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;''Lasciar fare gli universitari. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città''.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;''Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri''.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;''Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;"Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta', ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano''. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;''Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì." &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Da un'intervista&amp;nbsp;al "Quotidiano Nazionale", 22 ottobre 2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1682605094979968148?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1682605094979968148/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1682605094979968148' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1682605094979968148'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1682605094979968148'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/il-testamento-di-cossiga.html' title='Il testamento di Cossiga'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Woxtu8DeSWQ/Txi0u6jdoeI/AAAAAAAAGB8/opHEIpbUWbU/s72-c/cossiga+francesco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-3968936625879655931</id><published>2012-01-19T18:13:00.002+01:00</published><updated>2012-01-19T18:18:59.748+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='altre poesie'/><title type='text'>"Caro vecchione". Un sonetto caudato di Pietro Aretino</title><content type='html'>&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-59egNhHONbc/TxhNfs8rRUI/AAAAAAAAGB0/Gf8Txda4ZFw/s1600/Aretino.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="400" nfa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-59egNhHONbc/TxhNfs8rRUI/AAAAAAAAGB0/Gf8Txda4ZFw/s400/Aretino.jpg" width="277" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Il divin Aretino nel ritratto di Tiziano&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Mettimi un dito in cul, caro vecchione, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;e spinge il cazzo dentro a poco a poco;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;alza ben questa gamba a far buon gioco,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;poi mena senza far reputazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Che, per mia fé! quest'è il miglior boccone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;che mangiar il pan unto appresso al foco;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;e&amp;nbsp;s'in potta ti spiace, muta luoco,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;ch'uomo non è chi non è buggiarone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;- In potta io v'el farò per questa fiata,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;in cul quest'altra, e in potta e in culo il cazzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;mi farà lieto, e voi farà beata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;E chi vuol essre gran maestro è pazzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;ch'è proprio un uccel perde giornata,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;chi d'altro che di fotter ha sollazzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;E crepi in un palazzo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;ser cortigiano, e spetti ch'il tal muoja:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;ch'io per me spero sol trarmi la foja.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dai &lt;em&gt;Sonetti lussuriosi&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Postilla&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;E' un po' faticosa la metrica, in ispecie nelle terzine. Straordinaria - per via dell'iniziale settenario -&amp;nbsp;quella della "coda" dal contenuto a suo modo moralistico. Notevole la lode del "mangiar pan unto appresso al foco" - dovrebbe trattarsi della &lt;em&gt;bruschetta - &lt;/em&gt;godimento, che evidentemente da colei che parla è considerato tra i maggiori, seppur perdente di fronte a quell'altro "boccone". (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-3968936625879655931?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/3968936625879655931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=3968936625879655931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/3968936625879655931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/3968936625879655931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/caro-vecchione-un-sonetto-caudato-di.html' title='&quot;Caro vecchione&quot;. Un sonetto caudato di Pietro Aretino'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-59egNhHONbc/TxhNfs8rRUI/AAAAAAAAGB0/Gf8Txda4ZFw/s72-c/Aretino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-214566973752094589</id><published>2012-01-19T17:57:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T17:57:12.458+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='altre poesie'/><title type='text'>"Posso venire?"... Una poesia di Antonio Porta</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-o5M07R9Nalw/TxhK64_ZpBI/AAAAAAAAGBs/hMFsU6SC6ag/s1600/porta+antonio.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" nfa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-o5M07R9Nalw/TxhK64_ZpBI/AAAAAAAAGBs/hMFsU6SC6ag/s400/porta+antonio.jpg" width="287" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;"Posso venire?" chiedo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;E' tutto pronto, sempre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Come se dicessi: "Posso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;esistere?". Ma sto zitto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Nuovo diario, 4.6.1987&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-214566973752094589?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/214566973752094589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=214566973752094589' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/214566973752094589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/214566973752094589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/posso-venire-una-poesia-di-antonio.html' title='&quot;Posso venire?&quot;... Una poesia di Antonio Porta'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-o5M07R9Nalw/TxhK64_ZpBI/AAAAAAAAGBs/hMFsU6SC6ag/s72-c/porta+antonio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-3358279551572888570</id><published>2012-01-19T05:29:00.001+01:00</published><updated>2012-01-19T05:30:05.464+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema teatro spettacolo fotografia fumetti'/><title type='text'>De Sica a Hollywood</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-TjVaGBoVmCQ/TxebsXS_11I/AAAAAAAAGBk/I-ScvRzprd4/s1600/de+sica.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" nfa="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-TjVaGBoVmCQ/TxebsXS_11I/AAAAAAAAGBk/I-ScvRzprd4/s400/de+sica.jpg" width="322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Abitavo in un albergo da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Mille e una notte&lt;/i&gt;, circondato da un parco meraviglioso. Mi pare che si chiamasse “Bel Air”. Mi ci aveva messo Hughes, come una &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;cocotte&lt;/i&gt;. Passano quattro o cinque giorni e Hughes non si fa vivo. Comincio a telefonare. Mi dicono di aver pazienza, perché Hughes sta sperimentando un nuovo tipo di aereo militare. Mi sento in una prigione, dorata quanto volete. Altre telefonate. Ai segretari di Hughes dico che sono venuto lì per lavorare. Meravigliatissimi, un po’ seccati dicono:”Faccia il bagno in piscina”. “Non sono venuto per fare il bagno”, dico io. Poi cedo e vado in piscina: un giorno, due giorni. La gente mi guarda perché sono bianco come un latticino e io mi scoccio. Poi di nuovo non so cosa fare. Ricordo il dramma di una domenica pomeriggio. Solo come un cane, con una gran malinconia addosso, mi viene un desiderio pungente di vedere qualcuno. Da buon napoletano, penso che la vita non è vita se non si passeggia per una strada, e si vede gente, e si saluta e si fanno quattro chiacchiere. Mi dicono: “Guardi la televisione”. Ma io voglio incontrare gente vera, non gente della televisione, allora decido di fare una passeggiata, come si usa a Napoli e a Roma. E’ un miracolo che non sono morto. Non ci sono marciapiede, migliaia di automobile mi sfiorano, nessuno se ne va a piedi. Solo come un cane, mi tocca camminare dentro le aiuole. Mi vien voglia di gridare, di singhiozzare, di camminare carponi. E rientro all’albergo, disperato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Da Franco Pecori, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Vittorio De Sica&lt;/i&gt;, l’Unità/Il Castoro, 1995, pag.7&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-3358279551572888570?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/3358279551572888570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=3358279551572888570' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/3358279551572888570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/3358279551572888570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/de-sica-hollywood.html' title='De Sica a Hollywood'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-TjVaGBoVmCQ/TxebsXS_11I/AAAAAAAAGBk/I-ScvRzprd4/s72-c/de+sica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-1253540902726849705</id><published>2012-01-19T05:04:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T05:04:43.410+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Novecento'/><title type='text'>Politica e cultura. 1957: i "diari in pubblico" di Vittorini e Fortini (S.L.L.)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-T6s30ynaMJ8/TxeWFZDPwxI/AAAAAAAAGBc/uYja4LE7xU8/s1600/vittorini+e+fortini.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="251" nfa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-T6s30ynaMJ8/TxeWFZDPwxI/AAAAAAAAGBc/uYja4LE7xU8/s400/vittorini+e+fortini.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ci sono due libri del 1957 che, meglio di molti altri, ci danno il senso delle speranze deluse della Resistenza. Sono il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Diario in pubblico&lt;/i&gt; di Elio Vittorini e i &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Dieci inverni (1947 – 1957)&lt;/i&gt; di Franco Fortini. L’uno e l’altro erano stati protagonisti dell’esperienza del “Politecnico”, il primo da promotore e direttore, il secondo da redattore assiduo, entrambi fautori di una cultura che non si limitasse a consolare gli uomini del male, ma contribuisse a combatterlo quanto meno sul piano politico e sociale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;I libri sono l’uno e l’altro un’autobiografia politico-culturale in cui l’individualità è fortemente rilevata, ma sul versante pubblico non già su quello privato e, meno che mai, intimo; l’uno e l’altro raccolgono scritti di vario genere e natura, quasi tutti già pubblicati soprattutto in rivista (brevi saggi, recensioni, interventi critici, note polemiche), come per fissare un bilancio e rilanciare in avanti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il senso assai diverso che i due grandi novecentisti danno a questo bilancio è tuttavia evidente già nei sottotitoli dei due libri: quello di Vittorini si presenta come l’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Autobiografia di un militante della cultura&lt;/i&gt;, quello di Fortini come un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Contributo a un discorso socialista&lt;/i&gt;. Nel primo caso si conferma così il primato vittoriniano della cultura sulla politica (“la politica è cronaca, la cultura è storia” – aveva scritto in polemica con Togliatti), che esaltava, in forma un po’ corporativa, il ruolo degli intellettuali. Nel caso di Fortini non c’è, certo, lo zdanoviano, staliniano o anche togliattiano asservimento della cultura alla “ragion di partito”, semmai l’idea di una diversità radicale di livelli e di funzioni, di una reciproca irriducibilità tra cultura e politica. Ciò obbliga le persone fisiche, i poeti, i letterati, gli intellettuali in carne ed ossa, a non cercare improbabili del cerchio, a non pretendere che “tutto si tenga”, ad accettare, con tutta la sofferenza del caso, una sorta di scissione nel loro agire, evitando sia di rivendicare una qualsivoglia primazia sia di chiudersi (o farsi rinchiudere) in una ricostruita torre d’avorio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Succede così che la forma (sempre molto letteraria) e l’argomento (spesso letterario) dei testi si accompagni spesso in Fortini a un approccio e a un messaggio esplicitamente politico e che la compresenza dei due livelli produca conflitto e stridore. E’ tutto in questo stridere, mi pare, il rumore di fondo della prosa saggistica di Franco Fortini, insieme saggio di belle lettere ed intervento nel conflitto delle parti e delle classi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il carattere politico (propagandistico, perfino) del libro fortiniano è esplicitato dallo stesso autore nella prefazione alla ristampa di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Dieci inverni&lt;/i&gt; del 1973, quando scrive che è «uno dei tanti che almeno dall’età giacobina hanno in Europa chiamato a resistenza e rigore (o si dica alle virtù civili) una parte del ceto intellettuale medio e piccolo borghese».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-1253540902726849705?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/1253540902726849705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=1253540902726849705' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1253540902726849705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/1253540902726849705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/politica-e-cultura-1957-i-diari-in.html' title='Politica e cultura. 1957: i &quot;diari in pubblico&quot; di Vittorini e Fortini (S.L.L.)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-T6s30ynaMJ8/TxeWFZDPwxI/AAAAAAAAGBc/uYja4LE7xU8/s72-c/vittorini+e+fortini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-8990125358536407286</id><published>2012-01-18T15:22:00.001+01:00</published><updated>2012-01-18T15:24:48.212+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Salvatore Lo Leggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religioni'/><title type='text'>Il parroco di San Giuseppe (S.L.L.)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Th-fGwzM4t8/TxbWDrhB-PI/AAAAAAAAGBU/4vQhtHDiWkU/s1600/veste+talare.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" nfa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-Th-fGwzM4t8/TxbWDrhB-PI/AAAAAAAAGBU/4vQhtHDiWkU/s400/veste+talare.jpg" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Credo che sia capitato a molti, leggendo &lt;em&gt;I Promessi Sposi&lt;/em&gt;, di riconoscere in don Abbondio un prete di&amp;nbsp;loro conoscenza. Quello che ho conosciuto io era simile perfino nell'abitudine di prestare ai parrocchiani denaro ad interesse. Niente usura, per carità. Prestava allo stesso interesse che facevano le banche e per di più senza garanzie, fidandosi della propria conoscenza di persone e famiglie!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tra i tanti aneddoti che si raccontano ne recupero due. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Uno di quando il suo viceparroco Lillo, avendo sperimentato con una giovinetta il gusto del rapporto nuziale,&amp;nbsp;cominciò a dare del matto. Voleva spretarsi, sposarsi, diceva che avrebbe chiesto la dispensa a chiunque, al Vescovo, al Papa, a Padreterno. Il parroco gli diceva: "Lillo non dare scandalo!", "Lillo&amp;nbsp;non fare minchiate!". Lo scongiurava. Arrivava a dichiarare: "Il Signore è di manica larga!". Ma quello non ne volle sapere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Un'altra volta aveva chiesto a un potente deputato dc, col nome di un Padre della Chiesa orientale - Sinesio, se non ricordo male - un finanziamento per&amp;nbsp;riparare il tetto cadente della canonica. E costui aveva promesso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Saputo che il Sinesio era in paese, alla sezione Dc, per un giro elettorale, il parroco volle organizzare&amp;nbsp;un&amp;nbsp;bel&amp;nbsp;ringraziamento. Messi in fila i bambini del catechismo, rischiando l'ira dei padri comunisti, se li portò alla sezione dello&amp;nbsp;Scudo crociato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sulle scale ordinò loro di cantare l'inno del partito: "&lt;em&gt;O bianco fiore / simbol d'amore&lt;/em&gt;...". Sinesio, quasi, si commosse a sentire rivificate da voci argentine le note usate e abusate. Ma al prete non poté dare la risposta che costui attendeva: gli parlò di&amp;nbsp;ritardi burocratici, di ostacoli politici, gli disse che il finanziamento sarebbe arrivato entro due mesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il parroco neanche salutò. Si volse ai bambini. Disse: "Andiamo!".&amp;nbsp; E subito intonò: &lt;em&gt;"Don Bosco ritorna /tra i giovani ancor / ti chiaman frementi / di gioia e d'amor. / Don Bosco trionfa...".&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-8990125358536407286?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/8990125358536407286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=8990125358536407286' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/8990125358536407286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/8990125358536407286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/il-parroco-di-san-giuseppe.html' title='Il parroco di San Giuseppe (S.L.L.)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Th-fGwzM4t8/TxbWDrhB-PI/AAAAAAAAGBU/4vQhtHDiWkU/s72-c/veste+talare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-5218061821104780431</id><published>2012-01-18T14:24:00.001+01:00</published><updated>2012-01-18T14:27:45.173+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Salvatore Lo Leggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>Un democristiano nel quartiere San Giuseppe (S.L.L)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-3PvyhkIyP30/TxbHqSUTROI/AAAAAAAAGBM/ibk2Hrg7CSQ/s1600/manifesto+dc.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" nfa="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-3PvyhkIyP30/TxbHqSUTROI/AAAAAAAAGBM/ibk2Hrg7CSQ/s400/manifesto+dc.jpg" width="293" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;San Giuseppe era la parrocchia del quartiere più popoloso e proletario del paese, rosso per quasi tutto il Novecento.&amp;nbsp;Lì i dc di rado si avventuravano. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Uno, maestro fanatico e testone, negli anni Sessanta volle sfidare l'interdizione: "Cosa vuoi che sia? Maschi ormai ce ne sono pochi, tutti all'estero. Che mi possono fare le femmine, anche se comuniste?". E andò a fare un comizio volante in via Bologna, che anche nel nome evocava una città rossa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;Arrivò alle quattro del pomeriggio sulla Seicento decappottabile colle trombe altoparlanti e, accanto alla macchina, col microfono richiamò la gente: "Qui la voce della Democrazia cristiana, qui la voce della libertà. Venite, non abbiate paura delle minacce dei comunisti". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;Quelle minacce non esistevano e lui lo sapeva, ma l'evocarle lo aiutava a fare scena. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;Arrivarono una trentina di donne e una, la più coraggiosa, comunista dichiarata, con le mani ai fianchi lo sfidò: "Avanti, che cosa hai da dire, faccia di &lt;em&gt;bummulu?&lt;/em&gt;" (&lt;em&gt;lu bummulu &lt;/em&gt;è un recipiente per l'acqua, di terracotta). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;Lui si mise a parlare dei finanziamenti ottenuti da un deputato locale, sottosegretario ai Lavori pubblici, per le strade e le fogne del quartiere. Le donne - quasi tutte "vedove bianche" (per via dei mariti&amp;nbsp;emigrati) -&amp;nbsp;rumoreggiavano, lo chiamavano imbroglione, lamentavano che, in ogni caso, quel quartiere fosse l'ultimo, il più trascurato, forse perchè gli abitanti erano "rossi". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;Lui, il maestro, si rodeva dentro, non ne poteva più. Quando, alla fine della chiacchiera, una chiese conto dell'emigrazione, sbottò: "Siete voi a mandare i mariti&amp;nbsp;in Germania, per far loro&amp;nbsp;le corna a vostro comodo".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;Accusa&amp;nbsp;pesantissima. Tante soffrivano penuria di sesso ed anche per questo erano piene di collera e livore. Altre avevano trovato&amp;nbsp;il modo di soddisfare l'istinto anche in assenza del marito. Può darsi che vi&amp;nbsp;provassero più gusto che negl'incontri santificati, ma solo perché&amp;nbsp;con le amanti i maschi si impegnano di più che con le mogli. In ogni caso erano quasi sempre relazioni nate per ripiego, un surrogato del matrimonio. Anche i mariti, del resto...&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;In ogni caso, sia che fossero ingiustamente accusate, sia che si sentissero punte nel vivo, le donne gli si&amp;nbsp;avvicinarono per malmenarlo, talune con in mano gli zoccoli sfilati dal piede. Dicevano: "Siamo noi a mandare&amp;nbsp;via i mariti o il tuo governo?". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;Prima che lo circondassero il democristiano buttò il microfono a terra e scappò. Qualcuna lanciò lo zoccolo, diverse raccolsero ciottoli per scagliarli contro l'uomo che correva via. Qualche tiro arrivò a segno e un livido sulla fronte fu evidente per diversi giorni.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;La macchina venne a riprenderla alle nove di sera un fratello del maestro,&amp;nbsp;cordaio. Lui si scusava per il fratello, si diceva sicuro di un equivoco, ma le donne delle case vicine lo coprirono d'improperi, in gran parte destinati al fratello. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;"Non si faccia vedere mai più!".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: large;"&gt;Così fu.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-5218061821104780431?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/5218061821104780431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=5218061821104780431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5218061821104780431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/5218061821104780431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/un-democristiano-nel-quartiere-san.html' title='Un democristiano nel quartiere San Giuseppe (S.L.L)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-3PvyhkIyP30/TxbHqSUTROI/AAAAAAAAGBM/ibk2Hrg7CSQ/s72-c/manifesto+dc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-3122096582245316080</id><published>2012-01-18T13:02:00.000+01:00</published><updated>2012-01-18T13:02:54.084+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poeti'/><title type='text'>Gruppi dell’odio, non servitevi del nome di Pound  (di Lawrence Ferlinghetti)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Su “Repubblica” del 15 gennaio e altri quotidiani italiani e stranieri è apparsa questa dichiarazione di Lawrence Ferlinghetti, uno dei più grandi poeti della &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Beat generation&lt;/i&gt;. Mi pare che non faccia sconti, ma&amp;nbsp;prenda le cose per il verso giusto. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-URXrZ9ghBrs/Txa0oOuGAnI/AAAAAAAAGBE/DhH2KHPBYsE/s1600/ferlinghetti.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="259" kba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-URXrZ9ghBrs/Txa0oOuGAnI/AAAAAAAAGBE/DhH2KHPBYsE/s320/ferlinghetti.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Esprimo il mio sostegno alla figlia di Ezra Pound, Mary de Rachewiltz, nella sua causa legale contro il gruppo di estrema destra Casa Pound per la diffamazione del padre, autore dei famosi &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Cantos&lt;/i&gt; e di altre opere poetiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Essendo Ebreo Sefardita (per parte materna) condanno naturalmente Ezra Pound per il suo violento e deprecabile antisemitismo. Un girone specifico dell´Inferno è destinato agli anti-semiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;E tuttavia, sebbene trasmettesse dalla stazione fascista Radio Roma durante la Seconda Guerra Mondiale, Pound era in ultima analisi un attivista contrario alla guerra e condannava Wall Street per usura - elemento che riteneva essere la causa diretta della guerra. Credo che Pound avrebbe condiviso la causa del movimento odierno &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Occupy Wall Street&lt;/i&gt; (ma il Movimento avrebbe potuto non accettarlo). In ogni caso, sostengo la causa legale contro Casa Pound. Ogni persona istruita deve condannare questi gruppi dell´odio. Non c´è posto nella nostra civiltà per tali barbari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-3122096582245316080?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/3122096582245316080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=3122096582245316080' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/3122096582245316080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/3122096582245316080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/gruppi-dellodio-non-servitevi-del-nome.html' title='Gruppi dell’odio, non servitevi del nome di Pound  (di Lawrence Ferlinghetti)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-URXrZ9ghBrs/Txa0oOuGAnI/AAAAAAAAGBE/DhH2KHPBYsE/s72-c/ferlinghetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-4313345313580447491</id><published>2012-01-18T11:54:00.001+01:00</published><updated>2012-01-18T12:06:40.953+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia storie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comunismo socialismo movimento operaio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musica e canto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Salvatore Lo Leggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>Anni 60. La Cisl, il Primo Maggio, l'inno di Turati (Salvatore Lo Leggio)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-lnxbAb_UXOM/Txah38h47jI/AAAAAAAAGA8/XSdn9ex4vas/s1600/primo+maggio.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-lnxbAb_UXOM/Txah38h47jI/AAAAAAAAGA8/XSdn9ex4vas/s400/primo+maggio.jpg" width="238" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Quando mi iscrissi alla Fgsi e poi alla Fgci, tra il 1964 e il 1965, al mio paese natìo come in molti altri della Sicilia e del continente i rapporti tra la Cgil e la Cisl erano pessimi, ancora da guerra fredda. Dai compagni la Cisl era vista come il sindacato dei preti e dei democristiani e non si poteva dare loro tutti i torti. Solo qualche anno dopo sarebbe esplosa dal basso la voglia di unità tra i lavoratori, che avrebbe travolto gli steccati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il Primo Maggio, benché riconosciuto come festa nazionale, era rimasto a lungo festa dei social-comunisti e la Cisl non usava partecipare ai riti festosi di quel giorno (e neanche la Uil, pressoché inesistente): il corteo con la fanfara, il lancio di palloni umoristici ad aria calda (il più a rischio era sempre la grande colomba della paca, bianca, ma con falce e martello), i garofani rossi all’occhiello dei compagni più vecchi, l’orchestrina che nello spettacolo alternava il rock italiano al melodico e dava spazio all’improvvisazione nell’ora del dilettante, i ragazzini sotto il palco per guardare dalle fessurine le cosce della cantante e il vecchio militante della Cgil&amp;nbsp;che di quando in quando li allontanava. Immancabile era – a metà spettacolo - il comizio del predicatore forestiero, introdotto dai segretari della Camera del lavoro e della Lega minatori. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Da qualche anno, tuttavia, la Cisl celebrava un suo Primo Maggio, o più esattamente San Giuseppe Lavoratore, che la Chiesa cattolica, seguendo l’uso antichissimo di appropriarsi delle altrui feste, aveva inserito nel suo calendario liturgico. Il Giuseppe dei Vangeli – per quel che se ne sa – era sì lavoratore manuale, falegname, ma in proprio, un artigiano, e questo escludeva la lotta di classe che preti e cislini aborrivano. Fatto sta che a metà degli anni sessanta il pomeriggio del dì di festa un piccolo corteo di cislini e aclisti percorreva le vie del paese, preceduto dalla statua del santo lavoratore e padre putativo, dal parroco di San Giuseppe in cotta, da un gruppetto di chierichetti e da una piccola banda musicale. A me dava sui nervi il fatto che suonassero l’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Inno dei lavoratori&lt;/i&gt;, che ritenevo esclusivo del movimento operaio social-comunista: quella esecuzione mi appariva una appropriazione indebita. Fin da allora ero convinto che quell’inno, con i suoi richiami alla solidarietà e alla lotta di classe, con il suo internazionalismo, fosse parte integrante della fede nel socialismo di cui ero neofita entusiasta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ieri tuttavia, leggendo i saggi sul canto sociale di Cesare Bermani (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Guerra guerra ai palazzi e alle chiese&lt;/i&gt;, Odradek, 2003), sono rimasto sorpreso. Avevo ragione, ma anche torto. Non solo l’Inno era nato per un congresso del Partito Operaio, ma addirittura – a fine Ottocento – era diventato un segno di identificazione: “era perseguitato con accanimento, ma lo si cantava, lo si suonava, lo si zufolava… Chi era colto, veniva condannato a 75 giorni di reclusione per il reato di istigazione a delinquere e incitamento all’odio”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La musica dell’inno, però, era di un certo Amintore Galli, cattolico, monarchico, conservatore, specializzato in composizioni sacre. Lo aveva composto sul testo di Luigi Maria Persico come inno di un educandato retto dalle suore. Turati, che conosceva il Galli, scoprì che quella musica ben s’adattava al testo suo e se ne appropriò, nonostante le proteste del compositore. Insomma la musica sulla quale tuttora si canta “Su fratelli, su compagne / su venite in fitta schiera”, era destinata ad accompagnare tutt’altro testo, “Tra le rose e le viole / anche il giglio ci sta bene” o qualcosa di molto simile. Ne conseguiva che i preti e i cislini del mio paese, che facevano risuonare le note di Galli senza nulla cantare, non rubavano nulla, ma, senza neanche immaginarlo, riportavano quella musica nel suo alveo originario.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;Nota&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Per il testo commentato dell’&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Inno dei Lavoratori &lt;/i&gt;vedi in questo stesso blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2010/05/linno-di-turati-vuota-retorica-o-alta.html"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2010/05/linno-di-turati-vuota-retorica-o-alta.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt; . &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-4313345313580447491?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/4313345313580447491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=4313345313580447491' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4313345313580447491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/4313345313580447491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/anni-60-la-cisl-il-primo-maggio-linno.html' title='Anni 60. La Cisl, il Primo Maggio, l&apos;inno di Turati (Salvatore Lo Leggio)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-lnxbAb_UXOM/Txah38h47jI/AAAAAAAAGA8/XSdn9ex4vas/s72-c/primo+maggio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-3274007180580832757</id><published>2012-01-17T18:18:00.000+01:00</published><updated>2012-01-17T18:18:04.517+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>“Postumi dell'eruzione vulcanica” o “Nonna esemplare!” (Achille Campanile)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Rm18k02MdzI/TxWs7X0oHkI/AAAAAAAAGAw/UkJCPZ4eyPA/s1600/eruzione-vulcanica.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="345" kba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-Rm18k02MdzI/TxWs7X0oHkI/AAAAAAAAGAw/UkJCPZ4eyPA/s400/eruzione-vulcanica.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Personaggi:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;L’ANNUNCIATRICE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;NESSUN ALTRO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;C'è stata una spaventosa eruzione. Cessata l'attività del vulcano, la popolazione rientra in paese e la vita riprende. Si cerca di riparare ai guasti, ci si aiuta (tra) superstiti. I genitori della piccola Iva, una bimbetta di sei anni, sono morti ed essa è rimasta con la vecchia nonna Eva, o Evelina, e col nonno. Rientrata con gli altri scampati al flagello, la brava vecchina s'occupa subito di togliere qualche scoria di lava giunta fin quasi alla porta di casa, indi fa un po' di toletta al vecchio marito che, in quindici giorni di assenza da casa, è ridotto come un ecce homo e poi fa far colazione alla nipotina, con una frittatina e un po' d'uva. Ma ascoltiamo tutto questo dalla bocca della graziosa Annunciatrice&lt;/i&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;L’ANNUNCIATRICE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Facendosi alla ribalta&lt;/i&gt;) Eva, l'ava, leva la lava, lava l'avo e alleva l'Iva con l'ove e l'uva&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;(&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Sipario&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;Da &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Tragedie in due battute&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4230642597998471767-3274007180580832757?l=salvatoreloleggio.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/feeds/3274007180580832757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4230642597998471767&amp;postID=3274007180580832757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/3274007180580832757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4230642597998471767/posts/default/3274007180580832757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://salvatoreloleggio.blogspot.com/2012/01/postumi-delleruzione-vulcanica-o-nonna.html' title='“Postumi dell&apos;eruzione vulcanica” o “Nonna esemplare!” (Achille Campanile)'/><author><name>Salvatore Lo Leggio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15303174391885445628</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_OytSawX0l00/Sn1Wmoyl22I/AAAAAAAAAAg/GfY1tkmzEgY/S220/pensoso.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Rm18k02MdzI/TxWs7X0oHkI/AAAAAAAAGAw/UkJCPZ4eyPA/s72-c/eruzione-vulcanica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4230642597998471767.post-2902963289558223441</id><published>2012-01-17T18:06:00.001+01:00</published><updated>2012-01-17T18:08:37.033+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pagine di storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Italia contemporanea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='costume e società'/><title type='text'>Il potere mafioso. Una prospettiva storica (Antonio Iannello e Simona Valenti)</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Su “L’ospite ingrato”, rivista on line Centro studi Franco Fortini è apparso più di due anni fa il testo che ho qui di seguito ridotto e sfrondato delle note. La ricerca è opera di due studiosi che io&amp;nbsp;immagino giovani e che guardano come ad un esempio al gruppo di “Meridiana” (Pezzino, Lupo, Bevilacqua) e a tutti gli altri storici (Marino e Santino, per esempio) “che hanno fatto della lotta alla&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;mafia un progetto di studio e un posizionamento critico”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La loro analisi, assai accurata, si ferma agli anni dell’unificazione d’Italia. Dichiarano, alla fine dell’articolo, che proseguirà e annunciano le problematiche che intendono criticamente affrontare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma di tale proseguimento non ho trovato traccia né nel sito del Centro Fortini né altrove nella Rete. Né ho notizia di un completamento del lavoro sul cartaceo. Il dubbio, un po’ angosciante, è che i due ricercatori non abbiano trovato finanziamenti di alcun tipo per il loro impegno e che siano stati costretti a procacciarsi da vivere coi “lavoretti”, interrompendo un percorso che a me sembrava assai promettente. (S.L.L.)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-OREah86CcMk/TxWpTpLzbRI/AAAAAAAAGAo/36PG0O8-KIQ/s1600/vizzini+calogero.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="400" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-OREah86CcMk/TxWpTpLzbRI/AAAAAAAAGAo/36PG0O8-KIQ/s400/vizzini+calogero.jpg" width="287" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Il boss mafioso di Villalba Calogero Vizzini, detto Don Calò&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Prospettive della ricerca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La parola &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mafia&lt;/i&gt; indica un insieme complesso di fatti sociali e contiene grumi di significati a volte indistricabili, bandoli di stereotipi creati ad arte o sedimentatisi nella storia e nell’opinione. Associazione malandrinesca, stato d’animo o modo d’essere dei siciliani, essenza del carattere meridionale, banditismo organizzato, ipertrofia dell’io, piovra invincibile, setta segreta, stato nello stato. A dispetto di ciò che emerge confusamente dal dibattito pubblico contemporaneo non è vero che la presenza della mafia sia passata sempre sotto silenzio o che sia apparsa improvvisamente negli ultimi vent’anni a causa dello stragismo messo in atto dai corleonesi. Di mafia, al contrario, se ne parla e se ne scrive molto da quando il complesso di fenomeni riconducibili alla parola emerge, e cioè da quando la Destra storica si trova a dover gestire l’ordine e il disordine pubblico in quel viceregno borbonico che Garibaldi gli ha consegnato. Iniziamo dunque a circoscrivere la nostra indagine sia nel tempo che nello spazio chiarendo che ci occuperemo della mafia nella Sicilia immediatamente pre e post unitaria. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Questa scelta potrebbe essere percepita come un limite alla ricerca su un fenomeno così vasto, infatti&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;la criminalità mafiosa&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;interessa&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;quattro regioni del nostro paese (Campania, Sicilia, Calabria e, sebbene in misura minore, la Puglia) nelle quali&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ha un ruolo di primo piano sia a livello economico che politico. Per di più, essa ha solide basi anche al centro, nella ristorazione, e al nord in settori come droga, edilizia,turismo. La mafia ha sviluppato nell’età contemporanea intrecci commerciali legati al traffico di stupefacenti e di armi a livello internazionale, i cui fatturati sono stimati in centinaia di milioni di euro. Inoltre i suoi frequenti intrecci con la politica nazionale, l’intrusione di questa nei pubblici appalti, nei fondi di finanziamento europei, nazionali e regionali, la&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;sua pervasività nell’economia locale attraverso l’estorsione&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;– per elencare solo alcune delle sue attività&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;– sono stati dimostrati da una lunghissima serie di sentenze passate in giudicato. E’ però nostra convinzione che solo attraverso un lavoro di sottrazione e decostruzione storica si possa tentare di fare emergere la complessità del fenomeno che chiamiamo mafia nelle sue mutazioni e continuità. Non per esimerci da una critica del presente, ma per affinare strumenti teorici e di analisi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La critica del presente è infatti il proposito primo di questa ricerca che intende tracciare un percorso storico della mafia siciliana attraverso i paradigmi interpretativi, oggetto di questo primo articolo, che sono stati messi in atto per spiegarla, analizzarla, combatterla ma anche favorirla. Questo lavoro vuole soprattutto porre delle domande sulle possibilità euristiche di tali paradigmi che guidano l’azione dei soggetti politici in campo: dall’antimafia istituzionale&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;– con le commissioni parlamentari, la magistratura,le forze dell’ordine, la legge&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;–&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;all’antimafia sociale con i gruppi, le associazioni e le organizzazioni di movimento impegnate su questo fronte. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Per fare questo però riteniamo che sia necessario guardarsi indietro e analizzare le condizioni storiche di possibilità entro cui il fenomeno mafioso ha potuto assumere un ruolo politico, sociale ed economico. Il distanziamento temporaneo dall’oggi racchiude anche una posizione politica:&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;prendere le distanze dalla visione della mafia come oggetto storico immutabile che si contrappone allo Stato dalla sua nascita ad oggi, una metastasi criminale che aggredisce le istituzioni democratiche. Per noi la mafia, al contrario, fa parte integrante del modo di governare in Sicilia, sebbene non si esaurisca in ciò, ed è proprio in rapporto ai mutati contesti storici che questo ruolo può emergere a pieno.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sul metodo: un tentativo genealogico &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Per l’analisi delle relazioni di potere che sottendono e attraversano il fenomeno mafioso sono necessari tre movimenti di inquadramento preliminari.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Il primo è l’inquadramento geografico che deve cogliere le specificità facendo emergere le diversità dei territori d’indagine, evitando però riduzioni localistiche: queste infatti impedirebbero una ricerca che ha nella rete di luoghi, uomini e territori il suo schema interpretativo più fertile. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il secondo, scelta l’area d’indagine, deve dirigersi verso l’analisi dei sistemi economici e procedere ad una mappatura delle risorse – la posta in gioco – e delle traiettorie di classi e frazioni di classi che, per il loro accaparramento, si muovono nei campi di lotta politici, sociali e culturali.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il terzo, e forse prioritario in fase di analisi, deve puntare alla decostruzione dei discorsi di verità prodotti finora all’interno dei campi di lotta e più in particolare a partire dai primi usi della parola e del concetto di mafia, nei dispositivi giudiziari, nei discorsi pubblici, nelle arringhe degli avvocati e nelle testimonianze degli accusati, così come nei discorsi parlamentari, nella pubblicistica e in sede di ricerca scientifica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;1.1 Il problema delle origini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;“Quando come e perché l’insieme dei fatti definibili come mafia emerge dal complesso della storia siciliana?”. Si chiede Salvatore Lupo: ricercare il “mitico incipit” potrebbe essere rischioso poiché, essendo la mafia un fatto sociale oltre che criminale, non nasce all’improvviso, ma è il frutto di una serie di processi anche economici e politici storicamente determinati. E’ perciò fuorviante addurre motivazioni monocausali per spiegare la nascita di un fenomeno che ha nella mutabilità, nella capacità di trasformazione e di adattamento ai diversi contesti le sue peculiari caratteristiche. E’ questa una delle acquisizioni della recente storiografia di cui ci serviremo per tracciare la nostra storia. Senza perciò stabilire una data di nascita precisa, iniziamo col dire che le prime attestazioni di esistenza di associazioni criminali definibili come mafiose in Sicilia ed i primi usi della parola da parte delle autorità o nella pubblicistica si riscontrano a cavallo del periodo unitario: ed è questo il nostro punto di partenza. Già allora emerge ciò che Paolo Pezzino chiama il paradigma mafioso. Attraverso i rapporti dei procuratori prima borbonici e poi unitari e dalle prime inchieste parlamentari sull’ordine pubblico si tenta di definire il fenomeno, di negarne l’esistenza, di ridurlo a semplice criminalità o ad esasperazione del carattere siciliano, d’altra parte l’allora procuratore di Palermo Sangiorgi prova ad analizzarlo con una lucidità spesso maggiore di quella dei nostri tempi. Proprio da tale diversità di paradigmi ci sembra utile partire per procedere ad una ricerca genealogica che ci consenta di svelare gli effetti politici di tali discorsi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nel presentarli, dunque, vedremo emergere alcuni soggetti e motivi ricorrenti del contesto siciliano ottocentesco: l’eversione del sistema feudale e gli effetti sull’assetto proprietario, le continuità politiche di distribuzione del potere tra borbonici e “&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;homines novi&lt;/i&gt; piemontesi”, l’emergere di una classe media tra proprietari e contadini e l’intreccio tra potere politico–militare e delinquenza che caratterizza le fasi rivoluzionarie e controrivoluzionarie. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ci concentreremo, perciò, seguendo la lezione di Weber sui tipi ideali – in questo caso due soggetti del potere mafioso alla fine dell’ottocento – che ci guidino nella ricerca di quelle relazioni di potere che hanno caratterizzato il fenomeno mafioso in questa fase. Il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;gabelloto&lt;/i&gt; – e cioè l’affittuario di vaste proprietà, prima in mano ai grandi latifondisti baronali e ora spezzettate dalla graduale abolizione del feudalesimo, con il suo manipolo di &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;campieri&lt;/i&gt; e &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;soprastanti&lt;/i&gt; armati – e il &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;compagno d’arme&lt;/i&gt;, strano miscuglio di delinquente e uomo d’ordine che caratterizza la gestione della sicurezza pubblica a cavallo dell’Unità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lo schema polare che presentiamo ha una validità semplicemente strumentale: esso non deve essere letto come uno schema interpretativo rigido.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;La presenza di questi due attori sociali, infatti, non esaurisce l’analisi del fenomeno mafioso che, al contrario, emergerà proprio dalla messa in discussione delle dicotomie classiche: città/campagna, feudalesimo/capitalismo, tradizionale/moderno. Questi sono macroprocessi storici all’interno dei quali stanno relazioni più complesse determinate oltre che del periodo storico, anche dal luogo geografico: Sicilia occidentale e orientale, interno e costa, porti, mercati, agrumeti, ex–latifondi, terre per il pascolo, campi destinati alla cerealicoltura. Può essere utile seguire il gabelloto o il campiere nelle loro ronde notturne tra i vasti aranceti della conca d’oro, osservarli deporre il fucile e trattare con i ladri di bestiame o imporre ai contadini dove comprare il legname o in quale mulino portare il raccolto. A partire da qui si possono comprendere alcune dinamiche di potere, certo nuove, ma solo se lette in un contesto di eversione della feudalità. Così come è nuova la veste che assumono il compagno d’arme o la guardia nazionale se si collocano in un contesto politico che vede la nascita di un solo potere legittimo: quello dello Stato Unitario.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;1.2 Il paradigma di lungo periodo: La Spagna è l’anima dell’isola &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Uno dei paradigmi che più ha condizionato i primi tentativi d’inquadramento del fenomeno mafioso, le cui implicazioni perdurano ancora in molte analisi giornalistiche, sociologiche, storiche e soprattutto politiche è il derivato della visione del meridione come area geopolitica arretrata, immobile rispetto alla Grande Storia. Economicamente sottosviluppata e fuori dai grandi circuiti commerciali, la Sicilia sarebbe stata incapace a governarsi perché immobilizzata dalle continue dominazioni. Da quella araba fino a quella borbonica passando per il lungo regno spagnolo che viene visto come uno dei principali responsabili della mancata modernizzazione economica e soprattutto civile e politica dell’isola. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;A partire da questa visione della Sicilia si possono citare Vito Titone e il suo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La società siciliana sotto gli spagnoli&lt;/i&gt; in cui la mafia viene vista come espressione dell’anima dell’isola e della sua razza che, sebbene intesa in senso storico e non biologico, non può che condividere un comune destino e modo di vivere. L’uso della violenza privata non sarebbe che l’estremizzazione di un carattere poco incline a cercare giustizia negli organi deputati al governo da sempre percepito come straniero e vessatore. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Un recente sostenitore, ben più critico e più discreto, di questo paradigma è Nicola Tranfaglia. Nel suo libro &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;La mafia come metodo&lt;/i&gt;, tenta di astrarre dallo specifico siciliano e di proporre un modello interpretativo non tanto della mafia siciliana in sé, quanto di quelle relazioni storiche che produrrebbero il radicarsi di rapporti sociali e politici riconducibili al metodo mafioso. Lo studioso torinese crede di trovare uno dei nodi di tale metodo nella dominazione spagnola: in particolare a lui interessa «non tanto studiare lo stato spagnolo in astratto, quanto in rapporto con le classi dirigenti meridionali e cercare di cogliere il risultato di quel rapporto». Si potrebbero integrare queste parole dicendo che quel risultato andrebbe poi messo alla prova rispetto alle successive traiettorie degli attori, delle classi e dei gruppi sociali. L’attenzione va posta anche ai mutati contesti storici, per cercare eventuali trasformazioni ed evoluzioni senza però volere a tutti i costi individuare &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;continuum&lt;/i&gt; di lungo periodo che irretirebbero la ricerca in semplici nessi causali lineari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Una lettura che essenzializza e riduce la mafia a comportamento tipico ed estremo dei siciliani è quella del demopsicologo e grande etnologo siciliano Giuseppe Pitrè. Se non fosse che persino Luciano Leggio se n’è servito di fronte alle telecamere, per attribuirsi le doti del buon mafioso, definizioni come quella che segue verrebbero oggi prese con sufficienza. Per Pitrè infatti la mafia non è «setta né associazione, non ha regolamenti né statuti …il mafioso non è un ladro, non è un malandrino …la mafia è coscienza del proprio essere, l’esagerato concetto della propria forza individuale…. donde la insofferenza della superiorità e, peggio ancora, della prepotenza altrui».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Prima di ricavare alcuni degli elementi più significativi contenuti in questa definizione è bene aggiungere perché ancora negli anni cinquanta del novecento vi si farà ricorso. In &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Usi e costumi del popolo siciliano&lt;/i&gt; Pitrè&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;ricostruiva il significato dei termini &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mafia&lt;/i&gt;, &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;mafioso&lt;/i&gt;, precedente la rappresentazione del dramma dialettale &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;I mafiusi di la Vicaria&lt;/i&gt;, nel 1863, che facendo riferimento ad un gruppo di detenuti –mafiosi,circoscriveva l’ambito di quella supercategoria originaria. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Mafia&lt;/i&gt; era qualità, valenza, superiorità, grazia, un distillato di valori riferibile a uomini e donne che popolano un universo guardato con “simpatia” da un intellettuale romantico, cui è più caro il dato folklorico. Mafia come modo d’essere di classi subalterne ricomprese paternalisticamente in una cornice evoluz
