16.4.10

La cricca infettiva. Bertolaso, Balducci, Anemone e l'Istituto Spallanzani. Un'inchiesta di Fabrizio Gatti su "L'Espresso".

Sul numero de “L’Espresso” in edicola c’è un documentatissimo articolo di Fabrizio Gatti dal titolo Il virus della cricca. Racconta la trama di un nuovo film firmato dalla coppia Bertolaso-Balducci, che ha scenari di fantascienza e risvolti da commedia all’italiana, alla Sordi. Il racconto riguarda l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di via Portuense 292 a Roma, che è anche centro di riferimento italiano per le nuove epidemie, la coltivazione di virus letali e le misure contro il bioterrorismo. Siamo nel 2003, al tempo del secondo governo Berlusconi e nel clima di paura per gli attentati islamici: “E i governi spendono decine di milioni per sostenere nuovi studi. Sfruttano gli allarmi che via via si gonfiano e sgonfiano: dalla Sars all'influenza aviaria. Così fa il premier Berlusconi, che per il piano di emergenza Sars-bioterrorismo proprio nella primavera 2003 assegna la carica di commissario delegato a Bertolaso. Che a sua volta affida l'incarico di soggetto attuatore al solito Balducci. Che, tra le imprese che vincono, consegna la parte più ricca dei contratti alla famiglia Anemone. È l'esordio della banda degli affari urgenti”.

L’operazione presenta molti lati oscuri e la sua riuscita si è giovata anche di omissioni e sottovalutazioni al tempo del centro sinistra, quando una dettagliata denuncia fu recapitata a Tonino Di Pietro, al tempo ministro per le Infrastrutture. Non mi provo qui a riassumere l’articolo che è disponibile nel sito di “espresso/repubblica”; mi basta citare quello che Gatti chiama il “colmo dei colmi”: “il capo della Protezione civile e il suo ufficio di commissario hanno fatto ristrutturare parte dell'istituto Spallanzani senza rispettare le norme antisismiche. Un requisito obbligatorio trattandosi di una struttura ospedaliera, strategica e ad alto rischio… Buona parte degli edifici vengono infatti usati da più di cinque anni senza che sia mai stato consegnato il verbale di collaudo definitivo sulle opere in cemento armato. E senza la valutazione più generale di collaudo tecnico e amministrativo sugli impianti, sulle procedure eseguite e sulle spese fatturate durante i lavori”. Tra di essi il tunnel sotterraneo ad alto isolamento che collega i laboratori di coltivazione e studio sui virus tra i padiglioni intitolati a Del Vecchio e a Baglivi. Nel laboratorio di livello 4 del padiglione Del Vecchio sono custoditi o coltivati i virus più pericolosi, per esempio quelli che provocano le febbri emorragiche. Sul finire dell’articolo di Gatti - in Italia è quasi inevitabile - spunta anche la mafia, attraverso la famiglia gelese dei Rinzivillo legata a Bernardo Provenzano; sorprende però trovare il nome di un ex parlamentare di Rifondazione, tal Italo Cocci, tra i certificatori delle imprese degli Anemone.

Una domanda politica. Credo che sia il tempo per l’opposizione più seria dotarsi di un organico dossier che metta in fila le malefatte della cricca, che organizzi un discorso politico intorno ad esse e che si doti di strumenti comunicativi perché la denuncia della politica del “fare” senza controlli e delle sue conseguenze nefaste non solo sull’etica, ma anche sui risultati diventi consapevolezza di massa. Nelle televisioni sarà sempre più difficili far passare il messaggio. La rete resta, nonostante tutto, accessibile a una minoranza. Si può pensare a un giornale cartaceo, di quelli in distribuzione gratuita su autobus, treni, metrò?

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