22.12.15

La poesia di lunedì 21 dicembre 2015. Nazim Hikmet

Nazim Hikmet in un francobollo commemorativo delle poste sovietiche
Angina pectoris
1948
Se qui c’è la metà del mio cuore, dottore,
l’altra metà sta in Cina
nella lunga marcia verso il Fiume Giallo.
E poi ogni mattina, dottore,
ogni mattina all’alba
il mio cuore lo fucilano in Grecia.
E poi, quando i prigionieri cadono nel sonno
quando gli ultimi passi si allontanano
   dall’infermeria
il mio cuore se ne va, dottore,
va in una vecchia casa di legno, a Istanbul.
E poi sono dieci anni, dottore,
che non ho niente in mano da offrire al mio popolo
niente altro che una mela
   una mela rossa, il mio cuore.

È per tutto questo, dottore,
e non per l’arteriosclerosi, per la nicotina, per la prigione,
che ho quest’angina pectoris.
Guardo la notte attraverso le sbarre
e malgrado tutti questi muri
che mi pesano sul petto
il mio cuore batte con la stella più lontana.

Postilla
Poesia scritta nel carcere che in Turchia ospitò il poeta dal 1938 al 1950 per la sua opposizione di comunista, postata alle ore 0,34 di martedì 22 dicembre, in lieve ritardo, per inconvenienti tecnici.

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