20.2.14

Martin Lutero e la sua Riforma (Antonio Ghirelli)

Recensione da settimanale, ma nel suo genere assai buona: sintetica, chiara, ben scritta. Più che rispondere sollecita domande. E’ una buona cosa. (S.L.L.)

Sul finire del XV secolo si verificano due eventi fondamentali per il futuro dell'Europa: in parallelo con la scoperta dell'America, che sposterà violentemente verso ovest il baricentro dell'economia mondiale, matura in Sassonia la ribellione di Martin Lutero che spaccherà in due il corpo della Chiesa di Cristo.
Insieme con il messaggio di fede nella infinita libertà e responsabilità della coscienza individuale, il monaco agostiniano lancia due sfide rivoluzionarie: una di carattere linguistico, che è la traduzione e la transizione delle Sacre scritture dal latino colto al tedesco popolare; una di carattere politico, che è la rivendicazione della piena indipendenza della nazione germanica rispetto al soffocante ideale unitario che il Papato ha ereditato dall'Impero Romano.
Su questi piani, Lutero trascende e liquida il Medioevo proprio come l'avventuroso e casuale approdo delle navicelle di Colombo a San Salvador ha trasceso e superato per sempre, almeno in una lunga prospettiva, la illusione eurocentrica. Il grande riformatore rimane legato al passato su un solo ma decisivo punto: la netta divisione tra la sfera individuale della libertà e il persistente ossequio all'autorità. Il cittadino protestante tedesco obbedisce soltanto alla sua coscienza quando si tratta di parlare con Dio e di leggere la Bibbia; ma quando si tratta di operare nella comunità, obbedisce senza discutere al suo signore. Questa sorta di schizofrenica contraddizione getterà tra i tedeschi il seme di quel funesto conformismo che tre secoli dopo sfocerà nell'esaltazione del Kaiser bismarckiano e cinquant'anni più tardi nel delirio hitleriano.
Mi pare questo il rilievo critico più interessante, anche se non originale, del compatto e nutrito profilo biografico che Claudio Pozzoli ha dedicato al marito di Katharina von Bora (Vita di Martin Lutero, Rusconi).
Del resto questa vita di Lutero non vuole essere altro, dichiaratamente, che una sintesi di tutto quanto si è scritto sul grande riformatore; ma è una sintesi limpida e serena, soprattutto assai bene equilibrata tra pubblico e privato, tra il momento ideologico e quello esistenziale, tra la storia e l'aneddoto. Le ragioni di Lutero, il suo sdegno contro l'infamia delle indulgenze e della simonia, la sua coraggiosa resistenza alle pressioni e alle minacce di ogni genere trovano tanto spazio nel libro di Pozzoli, quanto ne viene giustamente riservato agli umori bizzarri del monaco agostiniano, alla sua singolare chiusura mentale rispetto a problemi di trasformazione del mondo, alla
sua sfrenata ghiottoneria.
Il lettore italiano apprenderà con particolare divertimento talune vicende umanissime di un profeta che la Chiesa cattolica, fino a pochi anni fa, ci presentava come un mostro: per esempio, il suo tardivo e singolare matrimonio con suor Katharina, o le crapule a cui Martino si abbandona tra gli amici e i gravi conversari delle sere di Wittenberg.


L’Europeo, 23 giugno 1984

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