25.5.18

Rebecca, la moglie. Una storiella ebraica

La locandina di un celebre film, qui collocata per associazione di idee

Quattro inservienti della sinagoga portano al cimitero il corpo di Rebecca che, in vita, è stata una zotica e, come moglie, una terribile rompiscatole. A una svolta essi infilano uno stretto sentiero pieno di rovi. I rovi si impigliano nei vestiti degli inservienti e nel lenzuolo della morta ma le spine le si conficcano anche nella carne.
A un certo punto i quattro si mettono a urlare: «È viva, è viva!». Infatti Rebecca, a causa delle spine, ha ripreso coscienza.
Insanguinata, viene trasportata a casa. Due giorni dopo però muore davvero. La riportano al cimitero e si segue il consueto percorso. All’altezza del sentiero pieno di rovi e di spine si sente il vedovo gridare: «Badate alle spine, mi raccomando».

Da Storielle ebraiche, a cura di Ferruccio Fölkel, BUR, 1988

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