27.8.15

Controcorrente (S.L.L. - commento fb)

Un giornale regionale di destra ha pubblicato la foto con tabellina e commento qui postata. Un tal Albi (lo ricordo radicale) la commenta tra irato e sconsolato nella pagina di un gruppo fb peruginista (Perugia ieri, oggi e domani). Le opposizioni riprendono la polemica a Palazzo Cesaroni.
Ma, a parte il commento anacronistico (si scherza bellamente sugli umbri "alleggeriti", ma lo slogan della Regione leggera è del tempo di Bracalente, nell'altro millennio), qui c'è proprio una falsificazione: l'aumento in tutta Italia delle addizionali regionali è il frutto della progressiva riduzione dei trasferimenti dal bilancio statale alle Regioni.
I governi (chi più chi meno, tutti i governi dal 2010 ad oggi) hanno tagliato i denari per i servizi (Sanità, trasporti eccetera) e hanno autorizzato le Regioni a finanziarli con l'aumento delle addizionali IRPEF. L'aumento delle addizionali IRPEF non è dunque una scelta delle Regioni (di tutte le Regioni), ma una via obbligata, una imposizione del Governo centrale. A leggere la tabella, oltre tutto, sembrerebbe che la Regione Umbria non si sia comportata male, mantenendo negli aumenti una certa progressività che salvaguarda i meno abbienti (se si fosse scesi sotto i diciotto mila euro la cosa sarebbe apparsa ancora più evidente).
Questo vuol dire che l'attività della Regione nel quinquennio è encomiabile? Tutt'altro; la Regione è stata fortemente deficitaria nelle risposte alla crisi, succube delle scelte dei governi nazionali! Vuol dire che non ci sono stati e non ci sono sprechi, malversazioni, privilegi da colpire, con cui si potrebbero nel caso diminuire un po' le addizionali o (preferibilmente) migliorare i servizi e realizzare investimenti produttivi? Ci sono, ci sono!

Ma snidare i privilegi e combatterli è difficile, è più comodo guadagnarsi una facile popolarità prendendosela con le tasse, anche perché i ceti popolari sono stati rimbecilliti. Plaudono a chi fa finta di togliere anche un euro di tasse (mentre ne toglie cento a lor signori). Che importa se poi devi pagarti le analisi, la visita dell'oculista, se hai metà degli autobus e l'abbonamento costa il doppio, se l'assistenza domiciliare ai vecchi si riduce, se non c'è un centesimo per sostenere le attività produttive eccetera eccetera? Sono cose che per i più nell'immediato non pesano, ma dopo...

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