20.5.15

Franco Fortini ai ragazzi della Scuola Media Gianni Rodari, in Crusinallo di Omegna

I Draghi locopei è titolo di un libro di successo degli anni Ottanta, nel suo genere importante. Ersilia Zamponi, una insegnante di lettere di scuola media, vi pubblicò infatti i risultati spesso divertenti, talora sorprendenti, di una sua sperimentazione didattica: i ragazzi si cimentavano nei giochi di parole, dai più facili ai più impegnativi, con l'obiettivo di una migliore conoscenza della lingua. Nell'introduzione Zamponi riporta una riflessione di Franco Fortini che, come altri poeti e scrittori, si era incontrato con gli studenti durante l'esperienza didattica, nella Scuola Media Gianni Rodari in Crusinallo di Omegna. Le parole del poeta mi sembrano di permanente utilità. (S.L.L.)


Riguardo al discorso che di solito si fa sulla unità di teoria e di pratica, io sono a favore della separazione fra teoria e pratica, purché vi sia la pratica. Che cosa deve provare di sé un ragazzo della vostra età? Deve provare le possibilità che lui ha. Per esempio: la possibilità fisica, che può esprimersi nello sport o nella fatica fisica. Prendiamo il caso della fatica fisica, la bruta fatica dello spaccalegna, di chi deve scaricare un camion di sacchi o scavare la terra. Diventa una prova: il corpo viene spinto al massimo. Si sperimenta se stessi come pura macchina. Conoscere questo, sapere quali sono le proprie possibilità, è molto importante. Nello stesso tempo c'è un altro aspetto: quello dell'attività intellettuale non strumentale, come quella dello scoprire o del formulare un teorema di geometria, oppure vincere le difficoltà di una traduzione, oppure il godimento intellettuale di una sequela puramente logica. E molto importante avere nell'età scolare la possibilità di provare questi estremi. Guai se perdi quella gratuità. I ragazzi sono tutti figli di prìncipi. Il mondo è stato fatto per loro.

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