18.8.16

Giacomo Rondinella. 'A voce 'e Napule (Flaviano De Luca)

Giacomo Rondinella

I testimoni dell’epoca raccontano che Malafemmena, datata 1951, è nata a Formia, scritta sul retro di un pacchetto di Turmac bianche, in una pausa della lavorazione di Totò terzo uomo, probabilmente piccato per il cocente rifiuto («anch’io ti voglio bene ma come fossi mio padre») di Silvana Pampanini. Il principe De Curtis aveva scritto decine di poesie e di canzoni per diletto, principalmente negli anni del teatro di rivista, ma stavolta l’aveva mandata a Ettore Marotta, titolare della casa editrice La Canzonetta, affinché fosse presentata nelle audizioni per Piedigrotta.
Totò chiamò Giacomo Rondinella, uno degli interpreti del repertorio classico napoletano che stimava tanto, e gliela declamò come se recitasse marcandogli le pause, i punti e le virgole per il giusto tono dell’interpretazione. La canzone, la prima scritta da Totò a essere incisa su un disco ( a 78 giri), divenne un grande successo, presto in Italia e poi nel mondo dei night-club internazionali (interpretato da generazioni di cantanti).
Mercoledì notte è morto Giacomo Rondinella, 91 anni, l’ultimo dei grandissimi della canzone napoletana, divo del cinema negli anni ’50, figlio d’arte (papà Ciccillo e mamma Maria Sportelli cantanti ed attori, il fratello Luciano cantante e discografico, le nipoti Clelia, Francesca e Amelia cantanti anche loro), dotato di una bella voce impostata e di grande bravura nell’interpretazione. Atletico e bello da giovane (aveva fatto il militare nel battaglione San Marco e tentato la carriera di pugile), vinse il concorso per voci nuove indetto da Radio Napoli nel ’44, appena un anno dopo lanciò Munasterio ’e Santa Chiara in uno spettacolo di rivista di Michele Galdieri, lavorò a teatro con la Magnani e Cervi (e più tardi con Eduardo De Filippo), fino a conquistare il cinema con la sua fotogenia.

Nel 1950, partecipa a Carosello napoletano, di Ettore Giannini, portato sia a teatro che sul grande schermo e anche al film Napoli terra d’amore e a molti altri compreso Dov’è la libertà di Roberto Rossellini . Tra gli anni ’50 e ’60, la sua popolarità è straordinaria, ottenendo importanti successi al Festival della Canzone Napoletana (Suspiranno ‘na canzone, Serenata arraggiata, Tu sì comm’a na palummella) e anche in programmi televisivi come Canzonissima tanto da superare persino l’ostracismo della Rai, per un programma radiofonico, dove gli avevano fatto cambiare la canzone all’ultimo momento. 
Negli anni ’70 e ’80 è stato spesso in tour negli Usa e in Canada ma abitava da molti anni nelle vicinanze di Roma. Tra le sue incisioni da ricordare, un’antologia di oltre 100 classici partenopei intitolata "Napoli fonte perenne di melodia".

"il manifesto", 27 febbraio 2015

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