4.10.10

Il vero intellettuale (di Lu Hsun).

Lu Hsun (o, in altre traslitterazioni Lu Xun) è, quasi certamente, lo scrittore più importante della Cina rivoluzionaria del Novecento, un vero e proprio "Brecht d'Oriente". Le sue cose di letteratura "creativa" più belle sono i racconti, di cui si può avere un saggio nella raccolta Fuga nella luna pubblicata da Garzanti nei "Grandi libri". Una antologia di scritti e discorsi, curata da Edoarda Masi, fu invece pubblicata nel 68 da Einaudi, con il titolo La falsa libertà. E da lì che ho ripreso le citazioni che seguono, a mio avviso estremamente acute e pertinenti, sul rapporto tra letteratura e rivoluzione, tra intellettuali e politica.
Le buone opere d’arte non accettano mai ordini altrui
Temo però che in questi luoghi rivoluzionari i letterati amino dire che  la letteratura influisce sulla rivoluzione, che la si può impiegare per la propaganda, per incoraggiare, sollecitare, stimolare la rivoluzione e per renderla completa. Io penso invece che in questo genere di scritti sia privo di forza, perché le buone opere d’arte sono tali, che non accettano mai ordini altrui, non si curano di giovare o di nuocere, escono immediatamente dall’animo.

Intellettuali. I falsi e gli autentici.
Quale sarà l’avvenire della classe intellettuale? Agirà sotto gli ordini della sciabola o esprimerà un pensiero indirizzato al popolo? Per esprimere idee dovrà dire tutto quello che penserà. Gli autentici intellettuali non si curano dell’interesse; se si preoccupano di vantaggi e svantaggi sono falsi intellettuali, intellettuali apparenti. Solo, la vita dei falsi intellettuali dura un po’ più a lungo. Il pensiero di chi sostiene oggi questo e domani quello in apparenza è in continuo progresso; però il progresso degli autentici intellettuali non può essere così rapido. Essi che della società non possono mai esser contenti, quel che provano è sempre dolore, quelle che vedono sono sempre le mancanze; essi preparano il sacrificio futuro. Perché ci sono loro, la società è calda e viva; ma per essi – nello spirito e nel corpo – è sempre dolore…

I primi a insultarmi
I primi a insultarmi piangendo saranno i letterati rivoluzionari: “Nichilista, spregevole animale”.

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