23.8.10

L'occhio per la morte. Una poesia di Luigi Pirandello

Sono stato a veder l’amico morto.
Sta benone. Men brutto (ah brutto egli era,
povero amico!): e quel pallor di cera
e la calma in cui sta da savio assorto,

gli dànno or l’aria mesta e tollerante,
che si sforzò d’avere in vita, e certo
non ebbe. Intanto, che peccato! aperto
gli è rimasto quell’occhio, che in costante

studio lo tenne: or possiam dirlo, credo:
l’occhio di vetro. Orrendo, nella faccia
spenta, quel guardo fisso, di minaccia…
Quell’occhio par che dica ora: – “Io ci vedo!

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