9.7.16

Dunque, di sciolte chiome... Un sonetto di Vincenzo Padula

Dunque, di sciolte chiome una diffusa
fragranza corse su per l'aure quete,
ed ella sì improvvisa alla confusa
mia vista offerse le sue forme liete,

che, o aperta a un tratto e dietro a lei richiusa
mi parve che si fosse la parete,
o ch’ella corpo non avesse, e chiusa
abitasse di rai dentro una rete.

Io contenni il respir, io l’occhio intento
ficcai in quella vision beata,
e lì rimasi senza movimento,

temendo che con muovermi, o cessata
in me fora la vita, o come vento

ella da gli occhi mi sarìa volata.

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