Il
brano, botanico, è tratto da una lettera scritta dal carcere di Turi il 22
aprile 1929 e indirizzata da Antonio Gramsci alla cognata Tania (Tatiana)
Schucht. (S.L.L.)
La
rosa ha preso una terribile insolazione: tutte le foglie e le parti più tenere
sono bruciate e carbonizzate; ha un aspetto desolato e triste, ma caccia fuori
nuovamente le gemme. Non è morta, almeno finora. La catastrofe solare era
inevitabile, perché potei coprirla solo con della carta, che il vento portava
via; sarebbe stato necessario avere un bel mazzo di paglia, che è cattiva
conduttrice del calore e nello stesso tempo ripara dai raggi diretti. In ogni
modo la prognosi è favorevole, a eccezione di complicazioni straordinarie.
I
semi hanno tardato molto a sortire in pianticelle: tutta una serie si
intestardisce a fare la vita podpolie
(termine russo corrispondente, anche nei significati metaforici accessori, all’attuale anglo-internazionale underground,
n.d.r.).
Certo
erano semi vecchi e in parte tarlati. Quelli usciti alla luce del mondo, si
sviluppano lentamente, e sono irriconoscibili. Io penso che il giardiniere,
quando ti ha detto che una parte dei semi erano bellissimi, voleva dire che
erano utili da mangiare; infatti alcune pianticelle rassomigliano stranamente
al prezzemolo e alle cipolline più che a fiori. A me ogni giorno viene la
tentazione di tirarle un po' per aiutarle a crescere, ma rimango incerto tra le
due concezioni del mondo e dell'educazione: se essere roussoiano e lasciar fare
la natura che non sbaglia mai ed è fondamentalmente buona o se essere
volontarista e sforzare la natura introducendo nell'evoluzione la mano esperta
dell'uomo e il principio d'autorità. Finora l'incertezza non è finita e nel
capo mi tenzonano le due ideologie.
Le
sei piantine di cicoria si sono subito sentite a casa loro e non hanno avuto
paura del sole: già cacciano fuori il fusto che darà i semi per le messi
future.
Le dalie e il bambù dormono sotterra e non hanno ancora dato segno di vita. Le dalie specialmente credo siano veramente spacciate.
Le dalie e il bambù dormono sotterra e non hanno ancora dato segno di vita. Le dalie specialmente credo siano veramente spacciate.
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