3.2.12

Assisi: il clero che amministra (Luciana Trionfetti, "micropolis" gennaio 2012)

Assisi, Il Sacro Convento. Foto di Marco Francalancia
La cosa più penosa per chi vive ad Assisi è immaginare come questo posto dovrebbe essere per quello che nell'immaginario collettivo rappresenta: l'ideale della pace, il rispetto dell'ambiente,il valore dell'accoglienza, la socialità e la solidarietà.
In realtà, è una nave senza nocchiero in gran tempesta, anzi, per essere più esatti, un nocchiero c'è, ed è il clero che amministra la città ed il territorio, comprendendo appieno le potenzialità del luogo.
D'altra parte, è evidente, come la componente religiosa di questa comunità si sia attivata per trarne i maggiori benefici possibili.
Il terremoto è stata l'occasione per acquisire nuovi immobili, per ampliare quelli esistenti, come Cenacolo, Domus Pacis, ecc... e favorire un circuito di turismo e di denaro che finiscono nelle casse degli enti religiosi.
Niente da dire; significa che sono bravi anche come imprenditori ed è logico che la nave la guidino nella direzione consona a loro. Purtroppo, dall'altra parte, c'è il nulla, una maggioranza al governo della città troppo spesso inadeguata e un sindaco parolaio che sa fare bei discorsi e grandi promesse, purché lo si lasci dove è e nel caso sia garantito in una futura carriera politica.
Qual è il suo progetto riguardo al territorio è misterioso; gli abbiamo sentito dire tutto e il contrario di tutto e in contemporanea avallare le operazioni più disparate, che niente hanno a che vedere con un progetto politico.
Grandi discorsi, ma, come il titolo di un film, Sotto il vestito niente.
Basti pensare che il più brutto negozio di Assisi è quello del nostro ex assessore al commercio, nominato da lui, il sindaco Ricci, e sì che il commercio è una delle maggiori fonti di reddito di questo comune e dovrebbe essere un fiore all'occhiello per l'immagine della città .
Ultima considerazione, ma non per importanza.
Penso che se fossi nata in Veneto, sarei stata più felice, soprattutto avrei potuto mantenere più illusioni sui credo della sinistra. La nostra regione è da sempre governata dalla sinistra, ma in quanto a tutela del paesaggio e del territorio, non brilla per sensibilità.
I danni prodotti nel cono paesaggistico di Assisi sono irreversibili, sacrificati sull'altare di una cementificazione selvaggia che snatura completamente le attrattive e la vocazione del territorio.
Mentre in gran parte d'Italia si recede da questi megamostri di cemento, e addirittura si abbattono, ad Assisi proliferano con il plauso e l'approvazione entusiastica della giunta regionale, che seguita a pensare che Ricci sia il miglio sindaco possibile ad Assisi.
Per quanto riguarda il Pd locale, negli ultimi 20 anni le hanno sbagliate tutte, ma ancora si arrogano il diritto di rappresentare il dissenso. Usque tandem, Catilina...
Luciana Trionfetti
commerciante

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