4.10.12

Schiava. Una poesia di Giovan Battista Marino (1569 - 1625)

Nera sì, ma se' bella, o di natura
fra le belle d'amor leggiadro mostro ;
fosca è l'alba appo te, perde e s'oscura
presso l'ebeno tuo l'avorio e l'ostro.

Or quando, or dove il mondo antico o il nostro
vide si viva mai, senti si pura,
o luce uscir di tenebroso inchiostro,
o di spento carbon nascer arsura?

Servo di chi m’è serva, ecco ch'avolto
porto di bruno laccio il core intorno,
che per candida man non fia mai sciolto.

Là 've più ardi, o Sol, sol per tuo scorno
un sole è nato; un sol, che nel bel volto
porta la notte, ed ha negli occhi il giorno.

In Poeti dell'età barocca, Garzanti 1975

Nessun commento:

statistiche