6.6.12

"Muzicuni" e "vuccuni". Una lettera dalla Sicilia di Vitaliano Brancati

In occasione del centenario dello scrittore “La Stampa” del 21 luglio 2010 pubblicò (grazie “alla cortesia di Sarah Zappulla Muscarà”) lo stralcio di una lettera fino ad allora inedita di Vitaliano Brancati a Giuseppe Patané, giornalista del Corriere della Sera e poi della Stampa, con il quale al tempo spesso ragionava, di presenza e da lontano, del romanzo Il bell'Antonio che usciva a puntate sul “Mondo”. A quanto pare Patané definiva Il bell'Antonio un «romanzu masculu», ma non lesinava le critiche. La lettera affronta una questione lessicale. Non conosco il punto di vista di Patané, che aveva probabilmente contestato l’uso improprio di “morso”, ma mi pare che gli argomenti di Brancati siano forti. (S.L.L.)

Catania 23-3-'49
Carissimo Peppino,
sono a Catania da alcuni giorni perché mio padre è stato poco bene. Per fortuna l'ho trovato infinitamente migliorato. La tua affettuosissima lettera mi ha fatto un grande piacere, e ti prego, dato che sei così ben disposto verso di me, di annotarmi tutto quanto non ti convince.
Le tue osservazioni sulla parola «morso» mi lasciano un po' perplesso. Muzzicuni e vuccuni esistono ambedue nel dialetto a significare due cose leggermente diverse. Mi pare che questa diversità si possa anche rendere in italiano. Ho cercato nel Tommaseo e ho trovato che boccone significa: «tanta quantità di cibo solido quanta in una volta si mette in bocca», e che morso, oltre al suo significato di «atto del mordere» ha quello di (cito testualmente) «quantità di cibo che si spicca in una volta coi denti», «pezzetto di checchessia». Sono citati dei predicatori del quattrocento che dicevano «un morso di pane». Io ho adoperato la parola morso in questo significato di quantità ancora più piccola che non sia quella di un boccone, perché mi sembra che nella frase siciliana abbia proprio questo valore. Che ne dici?
Ho saputo che al Corriere ti è stato chiesto un articolo e che poi per necessità d'impaginazione lo lasciarono indietro rendendolo inattuale. Spero che te ne chiederanno degli altri. Quanto al Mondo, io non ne sono redattore e so tuttavia che non prenderanno nessun corrispondente teatrale a Milano. [...]
Ti abbraccio, gli amici ti salutano,
il tuo Vitaliano Brancati

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