11.11.12

Il "Pasticciaccio" di Gadda come fantasmagoria geografica (Andrea Cortellessa)

Da un “elzeviro” de “la Stampa”, legato all’occasione di un convegno frascatano, recupero la parte meno occasionale (S.L.L.)
Carlo Emilio Gadda
Nel luglio del 1957, dodici anni dopo l'uscita dei primi capitoli sulla rivista “Letteratura” (e dopo un interminabile braccio di ferro con Livio Garzanti e i suoi editor d'eccezione, Attilio Bertolucci e Pietro Citati), finalmente viene pubblicato Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. E' l'inopinato momento della consacrazione, di critica e pubblico, per un Gadda da tempo disilluso e in disarmo. Opera o anti-opera magmatica babelica labirintica e, insieme, accorato «monumento alla plebe romana» (a più d'un secolo dall'originale del Belli); giallo metafisico, romanzo-poema-grand Opéra, ridda di voci, preziosismi e dialetti, gran «cagnara» insomma: il Pasticciaccio è tutto questo. Nonché la più straordinaria immagine che di Roma e del suo circondario abbia saputo offrire il Novecento… Il territorio «reale» e quello reinventato da Gadda si specchiano come su una scena teatrale...
Straordinario affresco di una storia espressionisticamente disvelata - quella del fascismo ideale ed eterno che traspare sotto quello reale e storico - il Pasticciaccio è anche incredibile fantasmagoria «geografica» che dipinge a tinte vividissime un territorio dall'estensione quanto mai vasta e dalla profondità vertiginosa: dai ruderi romani di Santo Stefano del Cacco alla «gran fiera magnara» di Piazza Vittorio, dalla periferia riarsa di Casal Bruciato all'inestricabile dedalo extraurbano dei Castelli: fino all'inventata e verissima Tor di Gheppio (come immaginario, inesistente nella geografia «reale», è il civico 219 di Via Merulana dov'è ambientato il doppio delitto del «giallo»). Proprio la spazialità, metaforizzandola, dà vita all'ineguagliabile magnitudine del romanzo. Contravveleno eloquente, oggi, in tempi d'imbarazzante inedia linguistica e stilistica: nella nostra narrativa e non solo.

"La Stampa", 3 ottobre 2007 

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